il leader in polonia

Salvini da Kaczyński: al via il «progetto» sovranista in Ue

di Barbara Fiammeri


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Reuters

3' di lettura

Saldare l’alleanza con il Pis, il partito di maggioranza in Polonia di Jaroslaw Aleksander Kaczyński, per allargare il fronte sovranista in vista delle europee. Questo l’obiettivo principale della visita che ha portato a Varsavia Matteo Salvini, che stamane vedrà prima il suo omologo polacco, il ministro dell’Interno Joachim Brudziński e poi, dopo un pranzo con gli imprenditori italiani in ambasciata, l’appuntamento clou con Kaczyński. Un incontro preparato da tempo che nell’immediato fotograferà l’idem sentire del vicepremier italiano e del governo polacco sull’immigrazione. Ma che soprattutto servirà ad aprire la strada alla nascita del nuovo gruppo parlamentare al Parlamento di Strasburgo con cui i partiti sovranisti contano di condizionare la politica europea.

La convinzione è che il voto del 26 maggio sancirà la fine dell’alleanza tra il Ppe e i socialisti che verranno sostituiti nel governo dell’Unione, nella Commissione di Bruxelles, dalla destra sovranista. Un’operazione che trova sponde attente anche nel Ppe dove milita un vecchio amico di Salvini, qual è il premier ungherese Viktor Orban. «Stiamo lavorando da alcuni mesi con tutte le forze identitarie per tentare di fare il gruppo più grande possibile per le prossime elezioni europee», ha confermato ieri a Bruxelles il ministro per la Famiglia e vicesegretario federale della Lega, Lorenzo Fontana. «Il nostro obiettivo - ha sottolineato - è quello di avere i numeri per poter incidere e per poter tentare di riformare l’Unione europea, che negli ultimi anni si è dimostrata abbastanza slegata rispetto alle esigenze dei cittadini».

L’intesa con il presidente e fondatore del partito della destra populista Diritto e Giustizia (Pis) consentirebbe di allargare quindi questa alleanza - che già conta sul sostegno di Marine Le Pen, dello svedese Jimmie Akesson, il giovane leader della destra scandinava che alle scorse elezioni politiche ha sfiorato il 18 per cento, e dell’olandese Geert Wilders del Partito per la libertà - anche al principale Paese dell’ex blocco sovietico. Il Pis attualmente fa parte a Strasburgo del gruppo dei Conservatori e riformisti (Ecr),che però, con la Brexit e l’uscita dal Parlamento europeo dei Tories, è destinato a scomparire. Di qui l’interesse anche da parte di Kaczyńskidi stipulare nuove alleanze.

Qualche segnale a favore del patto con il leader della Lega è già arrivato. In Polonia è stato dato ampio risalto al braccio di ferro tra il governo italiano e la Ue sulla legge di bilancio. Un braccio di ferro simile a quello portato avanti dall’esecutivo polacco in occasione della riforma della Giustizia fortemente criticata da Bruxelles. Con il via libera di Kaczyński al fronte sovranista, la campagna elettorale per le europee subirà un’impennata. Salvini sta già lavorando a una convention tra febbraio e marzo, probabilmente a Bruxelles, per presentare tutti i partiti dell’alleanza uniti e pronti a far parte dello stesso gruppo parlamentare. Un modo per aumentare l’appeal presso qli elettori di destra e strappare voti al Ppe.

Tornando alla visita odierna in Polonia, al centro dei colloqui tra Salvini e il ministro dell’Interno Brudzinski ci sarà, assieme al tema immigrazione che toccherà anche la riforma del trattato di Dublino, il rafforzamento della collaborazione tra le forze dell’ordine dei due Paesi soprattutto in chiave di lotta al terrorismo. Ma al di là della sicurezza, centrale sarà anche l’economia e in particolare i rapporti tra il sistema produttivo italiano (sono oltre tremila le imprese che operano in Polonia) e il governo di Varsavia. In particolare un tema caldo è quello degli appalti, in quanto in Polonia non è prevista una revisione del prezzo in caso di aumenti delle materie prime. Il rapporto tra Italia e Polonia è fortissimo con un interscambio che supera i 22 miliardi di euro, superiore quindi anche a quello con la Russia. Ed è proprio il rapporto tra Salvini e il presidente russo Vladimir Putin l’unico vero ostacolo all’intesa con Kaczyński.

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