un’alleanza delle destre

Salvini-Le Pen alla ricerca di un candidato unitario dei sovranisti a Bruxelles

di Barbara Fiammeri

Salvini: l'Ue valuti manovra senza pregiudizi, l'Italia crescerà

2' di lettura

Nel tour per le europee del maggio prossimo, l’incontro con Marine Le Pen rappresenta per Matteo Salvini una tappa decisiva in vista del traguardo finale. La leader del Raggruppamento Nazionale (l’ex Front National) è stata per l’attuale vicepremier e ministro dell’interno un modello di riferimento per la nuova Lega. Adesso le parti si sono invertite. Salvini che alle ultime europee pesava assai poco (la Lega ottenne solo il 6%) ora punta a diventare il primo partito del blocco sovranista ed euroscettico su cui un tempo regnava incontrastata la signora Le Pen (25% alle scorse europee) che dopo la sconfitta alle presidenziali francesi ha visto un po’ appannarsi la sua stella.

Spostare a destra il Ppe
Marine Le Pen adesso intravede nel giovane vicepremier italiano la possibilità di ottenere la rivincita sul suo avversario, oggi inquilino dell’Eliseo, Emmanuel Macron. Ma Salvini, a differenza della Le Pen, ha capito fin dall’inizio che per non limitarsi ad occupare momentaneamente le prime pagine dei giornali e vincere davvero occorre preparare una rete di alleanze che consenta al momento giusto, ovvero all’indomani delle elezioni, di piazzare un esercito consistente per acquisire posizioni di potere. Ecco allora il rapporto con il premier ungherese Victor Orban, che pur volendo mantenere Fidesz, il suo partito, all’interno del Ppe rappresenta il ponte ideale per spostare a destra il gruppo dove siede anche Angela Merkel e con cui condividere le caselle decisive della futura commissione europea.

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Candidato unitario della destra sovranista
Le europee si riveleranno molto probabilmente decisive non solo per il destino del governo italiano ma anche per quello dello stesso Salvini, che sta scommettendo tutto proprio sul futuro assetto della Commissione. Di qui il lavorio sempre più intenso per trovare un candidato unitario della destra sovranista che potrebbe essere anche uno degli esponenti dei partiti euroscettici che si sono rafforzati negli ultimi anni, come ad esempio il leader di democratici svedesi Jimmie Åkesson ma anche il vicecancelliere austriaco, Heinz-Christian Strache, che guida il Fpö, partito di estrema destra, ed è alleato a Vienna dei Ppa (in tedesco Övp, i popolari austriaci) con cui governa. Il peso della Lega però si farà sentire. Anche perché il partito di Salvini secondo i sondaggi porterà in dote agli euroscettici il maggior numero di voti e quindi di seggi. Una dote che nelle intenzioni di Salvini dovrebbe consentirgli maggiore potere contrattuale. E non solo sul fronte migranti.

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