cantiere riforme

Salvini: nessun annacquamento del dl Sicurezza

di Vittorio Nuti


Salvini: i cardini del decreto per la parte sicurezza

2' di lettura

Non ci sarà «nessun annacquamento del decreto sicurezza-immigrazione. L'avevamo promesso e andremo avanti». A dirlo è il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini, a poche ore dalla ripresa dell'esame del Dl 113/2018 in Commissione Affari costituzionali al Senato. Lunedì 29 ottobre in mattinata si concluderà il vaglio degli emendamenti, poi si passerà al voto degli stessi in vista del passaggio in Aula, già fissato per lunedì 5 novembre.

No all’Italia buonista
Per Salvini «le tragedie degli ultimi giorni» - e in particolare la tragica morte mel quartiere di S. Lorenzo a Roma della giovane Desiree Mariottini - «confermano, tra le altre cose, le drammatiche conseguenze delle protezioni umanitarie concesse troppo facilmente». «Dovevano essere un'eccezione, erano diventate la regola - conclude il vicepremier - migliaia di immigrati non scappavano dalla guerra, ma l'Italia buonista ha voluto accoglierli lo stesso, col risultato che alcuni di loro la guerra ce l'hanno portata in casa».

Le fibrillazioni sul fronte M5S
Le rassicurazioni ddel leader del Carroccio sul completamento senza sorprese della prima lettura seguono a giorni di forti fibrillazioni interne al M5S. I maldipancia della base e di diversi parlamentari 5S riguardano la vicenda Tap, il condono e la pace fiscale previsti dal decreto fiscale e appunto il decreto legge sicurezza e immigrazione, soprattutto per il rischio di appiattirsi sulle posizioni della Lega. A Palazzo Madama la fronda per cambiare il Dl sicurezza è guidata dai senatori Cinque Stelle Gregorio De Falco, che insieme a Elena Fattori, Paola Nugnes e Matteo Mantero hanno presentato 4 subemendamenti agli otto emendamenti presentati venerdì dal governo. Obiettivo: contrastare la svolta securitaria voluta dalla Lega e rilanciare la linea ortodossa dei Cinque Stelle.

Stretta sulla protezione umanitaria
Il pacchetto delle proposte di modifica avanzate dall'esecutivo comprende una infatti stretta sui richiedenti asilo e carcere per i respingimenti, con un giro di vite sull'accesso alla protezione umanitaria. Un emendamento, in particolare, punta a modificare il Dlgs 25/2008 sulle norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato. Se approvato, introdurrebbe un articolo 28 ter, in base al quale la domanda per ottenere lo status di rifugiato, precondizione per una serie di diritti, tra i quali l'asilo, deve essere considerata manifestamente infondata quando «il richiedente è entrato illegalmente nel territorio nazionale, o vi ha prolungato illegalmente il soggiorno e senza giustificato motivo non ha presentato la domanda tempestivamente rispetto alle circostanze del suo ingresso». Ad avviso dell'Arci, si tratta di una «previsione che rischia di azzerare» del tutto il diritto di asilo.

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