il vicepremier leghista

Salvini: «No alla revisione di leggi del passato, dall’aborto alle unioni civili»

di Redazione Roma


Stop Lega a Fontana su famiglie gay

3' di lettura

«Non ho nessuna intenzione di rivedere leggi del passato come l'aborto e le unioni civili: da papà sono convinto che i figli devono avere un papà e una mamma ma la questione delle famiglie non è all'ordine del giorno di questo governo, ci hanno votato per avere meno immigrati e più sicurezza», ha detto Matteo Salvini a Vicenza, nel corso di una manifestazione elettorale, tornando sulla bufera attorno alle parole del ministro Lorenzo Fontana. «Detto questo - ha aggiunto - ognuno ha le sue idee e non deve essere lapidato per questo».

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Ong? «No a vice-scafisti nei porti»
«Sulle Ong stiamo lavorando e ho le mie idee: quello che è certo è che gli Stati devono tornare a fare gli Stati e nessun vice scafista deve attraccare nei porti italiani». Lo ha detto il leader della Lega, vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini parlando, in un comizio a Vicenza, delle Ong. E sulla «autonomia di Lombardia e Veneto dipende tutto da Fontana e Zaia, tuttavia posso testimoniare con grande felicità che tante altre regioni del centro e del sud stanno chiedendo lo stesso: spendere meglio i propri soldi».

Aiuti economici ai paesi d’origine
Salvini si è detto «disponibile a ragionare su come aiutare anche economicamente i Paesi d'origine della migrazione». Dobbiamo andare in Tunisia, ha detto, «da dove parte la maggior parte di chi sbarca, in Marocco, in Egitto, in Libia anche se la situazione è complicata, a concordare che le partenze devono diminuire nell'interesse di tutti. Dobbiamo aiutare, anche economicamente questi Paesi, in modo che crescano le aziende, si aiutino le famiglie, e non partano più barconi».

L’autonomia la vogliono anche regioni del centro-sud
«Sulla autonomia di Lombardia e Veneto - ha detto Salvini - dipende tutto da Fontana e Zaia, tuttavia posso testimoniare con grande felicità che tante altre regioni del centro e del sud stanno chiedendo lo stesso: spendere meglio i propri soldi». Oggi il vicepremier indossava pantaloni grigi e camicia celeste, archiviando la classica felpa: «Ragazzi, fa troppo caldo», ha risposto a chi chiedeva spiegazioni.

Il centrodestra che governa Regioni e Comuni unito, c'era, c'è e ci sarà
«Spero nel proseguo dell'attività di governo di arrivare ad inserire pezzi del programma del centrodestra, in tal senso mi piacerebbe dimostrare con i fatti anche a Berlusconi della bontà di questo governo e convincerlo lungo il percorso»■ ha detto il leder leghista parlando a Vicenza dei suoi rapporti con il Cavaliere. «Ad ogni modo lo dico in maniera chiara: il centrodestra che governa Regioni e Comuni unito, c’era, c’è e ci sarà».

Gazebo per le firme per l’elezione diretta del capo dello Stato
La Lega torna in piazza con i gazebo. Questa volta per rilanciare il presidenzialismo, storico cavallo di battaglia del centrodestra. Dopo il migliaio di gazebo allestiti nel weekend del 19-20 maggio per consentire a simpatizzanti e semplici cittadini di esprimersi sul contratto di governo Lega-M5s (circa 215mila i cittadini votanti, il 91% per il sì) questa volta il bis è per dare attuazione a un’iniziativa lanciata dal segretario del Carroccio Matteo Salvini qualche giorno fa: una raccolta di firme su una proposta di legge di iniziativa popolare «per un Presidente della Repubblica eletto direttamente dai cittadini, in modo che possa rispondere direttamente ai cittadini del suo operato».

Allestito un migliaio di banchetti
La proposta fu lanciata da Salvini il 29 maggio (e condivisa da Fratelli d’Italia, che ha allestito i suoi banchetti con lo slogan “Presidenzialismo subito. Lo scelgo io”) in una fase di stallo nella trattativa per la formazione del governo giallo-verde, dopo il blocco di Mattarella alla nomina di Paolo Savona a ministro dell’Economia. In quel giorno il Capo dello Stato affidò l'incarico a formare un governo “tecnico” a Carlo Cottarelli, ex funzionario Fmi. Ma nessun partito si disse disponibile a sostenerlo. E l’ira di Salvini (insieme a quella di Di Maio che lanciò la proposta dell’impeachment del capo dellon Statp, poi subito fatta rientrare) era montata oltre i livelli di guardia. Anche se il leader del Carroccio si mostrò subito scettico sul’ipotesi impeachment. Preferendo muoversi su un altro terreno politico

Obiettivo: superare quota 100mila firme
Ora l’annuncio di Salvini diventa realtà. «Abbiamo allestito un migliaio di banchetti in tutte le piazze d’Italia, più un po’ meno gli stessi del weekend in cui si votò sul contratto - racconta Alessandro Panza, responsabile organizzativo della Lega - forse qualcuno di meno, perché trattandosi oggi di un giorno festivo ci è mancata all’appello qualche autorizzazione in meno». Panza non si sbilancia sulle firme che potrebbero essere raccolte. «Il caldo e la bella giornata non aiuta ma dovremmo superare abbondantemente quota 100mila».

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