manovra in vista

Salvini, pace fiscale: tetto fino a 500mila euro

di Nicola Barone


(Reuters)

3' di lettura

La pace fiscale riguarderà tutti i debiti fino a 500mila euro e sarà un intervento «a saldo e stralcio» non solo su interessi e sanzioni ma anche sul capitale. È il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini ad anticipare il dettaglio della misura in fase di preparazione sottolineando che «non sarà una classica rottamazione ma un intervento a gamba tesa».

Non sarà una rottamazione secondo il capo del Carroccio «perché le rottamazioni tolgono alle caselle esattoriali sanzioni, more, interessi, però se uno non ha quarantamila euro non ne ha nemmeno trentacinquemila. La pace fiscale che voglio portare fino in fondo riguarda alcuni milioni di italiani costretti a vivere da fantasmi, che hanno fatto la dichiarazione dei redditi (non quelli che non l'hanno fatta e poi hanno quattro Ferrari) sono persone che hanno fatto la dichiarazione e poi il negozio gli è andato male, hanno dovuto aiutare il figlio che ha perso il lavoro, e la crisi, e quello che volete e si portano dietro una cartella esattoriale che non riusciranno mai a pagare e io voglio intervenire non solo sulle more e sulle sanzioni ma sul capitale». Esempio concreto. «Se hai un debito ottantamila euro non è che se te ne chiedo settanta rateizzati tu me li dai, se te ne chiedo il 15% io Stato incasso quello che non avrei mai incassato e tu torni a lavorare e a pagarci le tasse sopra». Poi spazio anche al capitolo accise sulla benzina. «Ho chiesto di mettere in manovra, però vediamo se ci riusciamo fra quindici giorni, il primo taglio nella storia dei governi italiani». Partendo almeno da quelle più remote. «Il mio obiettivo è di farlo per un importo intorno ai 250 milioni di euro».

C’è attesa nei mercati e a Bruxelles per la forma che prenderà la legge di Bilancio dopo i numeri inseriti nella Nota di aggiornamento al Def. E con una certa apprensione generalizzata si attendono a breve i giudizi delle agenzie di rating sull’affidabilità dell’Italia. «Di irreversibile c'è solo la morte. Ma comunque ad ora non c'è l'intenzione di toccare la moneta unica» assicura il vicepremier e ministro dell'Interno nel riportare su twitter le sue dichiarazioni a Rtl 102,5. Per lui è il giorno del faccia a faccia con Marine Le Pen venuta in Italia per partecipare a un convegno dell'Ugl (“Crescita economica e prospettive sociali in un'Europa delle Nazioni”). «A fine maggio avremo la rivoluzione del buon senso», annota il leader leghista. «Condividiamo la stessa idea dell'Europa, dell'agricoltura, del lavoro, della lotta all' immigrazione» e «siamo contro i nemici dell'Europa che sono Juncker e Moscovici, chiusi nel bunker di Bruxelles».

La sintonia con l’esponente della destra radicale francese non può essere più profonda e prefigura di fatto un fronte unico alle prossime elezioni continentali. «L'Ue ha calpestato i valori della solidarietà», fa eco Le Pen, e «ora siamo in un momento storico. A maggio riusciremo ad arrivare a un'Unione che parta da nuovi valori contro la mondializzazione. È una lotta che portiamo avanti con Matteo Salvini convinti della necessità di un'alternanza in Europa».

Nelle parole di Salvini prende corpo l’ennesima strenua difesa della linea di politica economica inaugurata dall’esecutivo giallo-verde a dispetto dei segnali di allarme in arrivo. «Se volessi pensare male direi che dietro lo spread di questi giorni c'è una manovra di speculatori alla Soros che puntano al fallimento di un Paese per comprare le aziende sane rimaste, a prezzi di saldo. A nome del governo dico che non toneremo indietro. Chi vuole speculare sull'economia italiana sappia che perde tempo».

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