Elezioni

L’ombra di Zaia su Salvini, la leadership del «Capitano» non è più intoccabile

Il Carroccio resta «saldamente il primo partito del centrodestra» ma questo non basta. Non se l'obiettivo è quello di riconquistare il Governo dell'Italia

di Barbara Fiammeri

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Il Carroccio resta «saldamente il primo partito del centrodestra» ma questo non basta. Non se l'obiettivo è quello di riconquistare il Governo dell'Italia


2' di lettura

Luca Zaia continua a ripetere di non essere interessato a guidare la Lega. Matteo Salvini insiste nel ricordare che la lista del Governatore veneto, che ha staccato il suo partito del 30%, fa riferimento a “militanti” del Carroccio. Ma sono frasi di circostanza, dettate dalla necessità di non aprire ora ulteriori faglie dopo un risultato elettorale pesante per il Capitano, mai come ora in difficoltà. La sua leadership non è più indiscutibile. E non tanto nella Lega ma come candidato leader del centrodestra, dove Zaia (al contrario di Salvini) potrebbbe ottenere un consenso trasversale, oltre la Lega e persino oltre i partiti della coalizione. Come avvenuto in Veneto.

Il “Capitano” non più invulnerabile

È stato proprio Zaia ad evidenziarlo, rivendicando la scelta di privilegiare i fatti sulle parole, il governo sul e per il territorio a scapito dei “comizi”. Una scelta che gli elettori hanno compreso, tant'è che «mi hanno votato tanti elettori del Pd che se ci fossero elezioni nazionali, politiche, non mi voterebbero».

E se invece a guidare la Lega, il centrodestra anche a livello nazionale, fosse Zaia?

Ecco il quesito che già da prima di questo verdetto elettorale veniva sussurrato dentro e fuori il Carroccio. E ora che l'invulnerabilità del Capitano è venuta meno quelle stesse voci potrebbero alzarsi ulteriormente. Anche perché a destra non tutti sono usciti con le ossa rotte. Nonostante la cocente sconfitta in Puglia (non compensata dalla vittoria nelle Marche) l'elettorato ha premiato Giorgia Meloni dando a Fratelli d'Italia un'ulteriore spinta.

Anche il Governatore Ligure Giovanni Toti ha fatto Bingo portando la sua lista al primo posto nella coalizione di centrodestra. La Lega invece nel giro di un anno, ovvero dalle scorse europee, ha perso tanti, tantissimi voti ovunque. Certo, come giustamente evidenzia Salvini, il Carroccio resta «saldamente il primo partito del centrodestra».

La traversata del deserto

Ma questo non basta. Non se l'obiettivo è quello di riconquistare il Governo dell'Italia. Per la Lega e il suo leader comincia ora quella che in gergo politico viene definita una «traversata nel deserto». La legislatura difficilmente verrà interrotta. A maggior ragione ora, dopo la vittoria del sì al taglio dei parlamentari, che, come ha evidenziato Roberto D'Alimonte sul Sole 24 Ore, penalizza tutti i partiti (stando ai sondaggi attuali) tranne FdI. Quindi fino al 2023 e comunque fino alle elezioni del successore di Sergio Mattarella non succederà nulla. Anzi, il rischio per la Lega e il centrodestra è quello di un rafforzamento dell'Esecutivo di Giuseppe Conte e della maggioranza che lo sostiene che renderebbe la sfida ancora più ardua.


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