A Radio 24

Salvini: referendum sulla giustizia aiuta il Governo ad accelerare. Al via raccolta firme

Ma se la riforma non la farà il Parlamento «in primavera ci penseranno i cittadini», dice il leader della Lega

di Nicola Barone

Violenze in carcere, Salvini: "Se qualcuno sbaglia in divisa, paga doppio"

2' di lettura

«Mi auguro una adesione straordinaria. Abbiamo tempo luglio e agosto, mesi caldi e impegnativi» in cui «mettiamo in campo 2000 gazebo», «per aiutare il Governo e il Parlamento a dare all’Italia una riforma della giustizia compiuta». Lo dice a Radio 24 il leader della Lega, Matteo Salvini parlando dell’avvio della campagna di raccolta firme per i referendum. Un pressing, quello del referendum («trionfo della democrazia») non “contro”, ma “per”, assicura. Ma se la riforma non la farà il Parlamento, «in primavera ci penseranno i cittadini», scandisce Salvini che ricorda come «il “debito pubblico” della giustizia riguarda sei milioni di italiani in attesa di sentenza».

Nel fine settimana nome e squadra per Milano

Il nome per Milano arriverà? «Sì, sì, sì. Assolutamente». E non sarà solo un nome, «ma una squadra». Così il leader della Lega parlando di comunali che, dopo l’ennesimo rinvio per la scelta del candidato da parte del centrodestra si sbilancia anche sui tempi («questo fine settimana»). Quanto a Napoli, Salvini si augura che il candidato sia Maresca perché «sarebbe una speranza per la città». Con o senza simboli? «Con lui abbiamo parlato dei problemi della città. Se poi ci saranno o meno i simboli dei partiti non mi interessa».

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Nelle carceri chi ha sbagliato paghi

«Condanno ogni genere di violenza, soprattutto da parte di chi indossa una divisa. Chi ha una divisa ha il doppio delle responsabilità e, dunque, deve pagare più degli altri». Cresce il clamore per la repressione violenta a danno dai detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere dove Salvini è stato. «Ieri ho espresso sgomento per le immagini dei pestaggi e solidarietà ai familiari delle vittime, ma esprimo anche stima per i 40mila agenti di polizia penitenziaria di tutta Italia che fanno onestamente il loro lavoro rischiando la vita e che non sono macellai o assassini». Resta il fatto di cronaca, ma «spero sia l’occasione per ripensare la vita in carcere: serve più personale e maggiore attività lavorativa e formativa per i detenuti. Io voglio un carcere dove stiano bene il detenuto e l’agente».

Boom malattie psichiatriche, rivedere legge

«Soprattutto dopo un anno di lockdown e di paura, con aumento vertiginoso dell’utilizzo di psicofarmaci e non solo, le malattie psichiatriche meritano massima attenzione. La Lega propone a tutta la politica di unirsi per rivedere la legge e non lasciare sole le famiglie, che dopo la chiusura degli istituti di cura sono state troppo spesso abbandonate». Per il capo della Lega «solo nelle carceri italiane sono più di 800 i detenuti con problemi psichiatrici che non trovano posto in strutture di cura che non ci sono, una situazione che rischia di esplodere dentro le mura e per le strade».

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