il duello

Salvini contro Renzi in tv e Conte attacca l’ex ministro: sui migranti è stato un bluff

Per l'intervista a "Porta a Porta" i due leader politici indossano entrambi un completo blu; cravatta scura a tinta unita per il senatore ex Pd, scura con piccola fantasia per il capo leghista

di Vittorio Nuti


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3' di lettura

Per Matteo Salvini il governo Pd-M5S «è nato per non far votare gli italiani sennò vince la Lega» e Renzi «si è inventato un governo sotto un fungo». «Il colpo di sole del Papete che ha preso il collega Salvini lo fa rosicare ancora adesso» e «quando si vota lo decide la Costituzione, non il menù di un beach club», replica l'ex premier alle prime battute del faccia a faccia tra i due Matteo, ospiti di Bruno Vespa a "Porta a Porta" (Rai 1). Ma le vere bordate arrivano da Tirana, da dove il premier Giuseppe Conte attacca l’ex ministro dell'Interno: «In 14 mesi di Salvini al Viminale, non c'è stato un solo atto concreto per fermare e gestire i flussi migratori. È stato un bluff che ora si sta piano piano disvelando».

« La verità - insiste Conte - è che l'immigrazione non si affronta con gli slogan: la questione rimpatri, su cui Salvini è stato assente, è lì a testimoniarlo e ci sprona a fare meglio. Stiamo dando risposte dove Salvini ha fallito». Nel mirino di Conte anche il vantaggio attribuito dai sondaggi alla Lega in Umbria, « basato sulla propaganda e sulla spasmodica ricerca di slogan e consensi. Auguro buon voto agli
umbri ma con i "like" non si governa e non si va lontano».

Come prevedibile, nello studio di Vespa le scintille polemiche non mancano. «27 anni che fa politica, non ha portato a casa nulla, Salvini. Solo spot. La sua è la politica degli spot», osserva Matteo Renzi rivolgendosi a Salvini dandogli del lei. E spiega che il leader del Carroccio «ha messo due miliardi sulla sicurezza, Renzi sei miliardi. I tagli vengono dai governi precedenti. Lei getta il Paese in un clima di paura, parlando di nuove tasse, tutte norme che non ci sono. Il suo partito sugli 80 euro ha votato contro, ma ha votato a favore del reddito di cittadinanza».

«Renzi è un genio incompreso: ha fatto di tutto di buono ma gli italiani non se ne sono accorti», gli risponde ironico Salvini. Che si definisce «un uomo di parola», su migranti e legge Fornero: «Quando ho visto che i Cinque Stelle non mi facevano fare la flat tax, ho detto preferisco farla con gli italiani, perchè prima o poi torniamo al governo».

Il duello tra i due Matteo - settantacinque minuti di confronto registrato per la messa in onda in seconda serata ma anticipato nei contenuti dalle agenzie - segue regole all'americana. Quindi in apertura mezz'ora da soli con Bruno Vespa, poi l'inserimento di altri due direttori a fare domande incrociate: Maurizio Molinari della Stampa e Michele Brambilla del Quotidiano nazionale. Salvini e Renzi indossano entrambi un completo blu; cravatta scura a tinta unita per il senatore Pd, scura con piccola fantasia per il capo leghista.

Uno dei temi di scontro tra il segretario della Lega e il leader di Italia viva è l'immigrazione. Salvini se la prende anche con la «politica degli avanti tutti», che « non ha aiutato». «Noi abbiamo messo un punto sui migranti, spero che Conte non abbia assicurato alla Merkel i porti aperti». Per Renzi «Salvini ha torto quando dice che i terroristi vengono dal barcone: i terroristi del Bataclan e di Charlie Hedbo vengono dalle periferie». Quindi Salvini «parla bene e razzola male: perchè ha tagliato il progetto di Renzo Piano sulle periferie per fare quota 100?», domanda l'ex premier, che considera il tema «un evergreen» del suo avversario che però «non si risolve con gli spot».

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Renzi punzecchia l'altro Matteo anche sui 49 milioni di rimborsi elettorali. «Salvini dice che sono spariti e Bossi e Maroni dicono che li ha spesi lei: li ha utilizzati o no per alimentare la Bestia, per portare i social a essere una macchina di odio? Perché non risponde mai su questa sentenza passata in giudicato?» chiede. «Se qualcuno ha sbagliato in passato, dieci anni fa, prima che diventassi segretario, noi ora stiamo restituendo un po' alla volta quei soldi - risponde Salvini -. Oggi stiamo usando soldi che ci stanno dando gli italiani liberamente. Quei soldi - aggiunge - non li ho mai visti. Sbaglio decine di volte al giorno, ma rispondo su fatti dal dicembre 2013, da quando sono segretario, ora lavoriamo con altri soldi e altri
finanziamenti».

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