Calenda: «Proposta fessa»

Salvini: «Se premier metto dazi come Trump». Calenda: «Proposta fessa»

di Redazione Roma


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2' di lettura

«Se devo scegliere all'interno del partito Popolare Europeo, scelgo il modello austriaco o il modello ungherese che difende il lavoro. Il premier Orban difende i confini, difende le banche, difende la moneta e blocca l'immigrazione. Se devo scegliere un paese ben governato scelgo quello». Lo ha detto il leader della Lega Nord e candidato premier Matteo Salvini, che continua la sua campagna elettorale sopra le righe prendendo a modello il leader ungherese Viktor Orban, campione del nazionalismo e del populismo degli anni 2000. O il presidente Usa Donald Trump, che solo poco giorni fa ha imposto nuovi dazi doganali sulle importazioni di lavatrici e sui pannelli solari: «Se divento premier metto i dazi come Trump», ha promesso Salvini.

«Vincolo Ue del 3% ha portato fame epovertà»
Come Orban, anche Salvini è un europeo riluttante. Ospite del “Faccia a faccia” di Giovanni Minoli, su La7, è quindi tornato ad attaccare le regole di bilancio Ue e il vincolo del 3% nel rapporto tra defici e Pil, che «ha portato in Italia fame e povertà. Per 20 anni ci hanno detto che bisognava tagliare, tagliare e sacrificare e il debito è cresciuto a dismisura. Bisogna fare il contrario, lasciare che la gente lavori, che spenda e che paghi».

L’ammirazione per il presidente Usa
Dopo le polemiche innescate in settimana (come il riferimento alle «tante cose fatte» dal fascismo» di qualche giorno fa) il segretario delle Lega ha rilanciato le sue scelte controcorrente, confermando la sua ammirazione nei confronti del presidente degli Usa, Donald Trump: «Sta mantenendo tutto quello che aveva promesso in campagna elettorale. Ha vinto le elezioni dicendo prima l'America e difende le aziende e gli operai americani. Anzi, averne di Trump».

«Se io premier metterò i dazi come Trump»
Alla domanda se sia meglio Trump o Putin, Salvini ha risposto: «Entrambi, perché difendono la loro gente. Le sanzioni alla Russia hanno danneggiato l'Italia per 6 miliardi di euro e abbiamo perso migliaia di posti di lavoro per sanzioni davvero inutili». Se arriverà a palazzo Chigi, ha poi promesso, «farò come Trump: pur di difendere i lavoratori e gli imprenditori italiani, sono pronto a mettere dei dazi a protezione del Made in Italy. Vuoi licenziare in Italia, produrre sottocosto all'estero e rivendere in Italia? Allora paghi il 50% di tasse in più».

Calenda: Salvini vuole distruggere il Made in Italy
L’uscita di Salvini sui dazi provoca la reazione del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Al leader della Lega va «il premio per la proposta più fessa e irrealizzabile», scrive Calenda in un tweet. «Tre anni a Bruxelles a 20mila euro al mese in Commissione Commercio e non sa che i dazi li può mettere solo la Ue e che l'Italia ha un surplus superiore a 50 miliardi mentre gli Usa un deficit di 500». Quindi secondo Calenda l’«obiettivo è distruggere il Made in Italy».

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