CONFERMATA LA VICINANZA ALLA RUSSIA

Salvini si smarca da Trump e dice no a un intervento militare Usa in Siria

di Andrea Carli

Il leader della Lega Matteo Salvini (foto Afp)

2' di lettura

Ancora una volta fuori dal coro. Dopo i commenti positivi espressi in occasione della vittoria elettorale di Viktor Orban, in Ungheria, capofila dei paesi dell’Est contrari all’ipotesi di redistribuire i migranti tra i Paesi Ue e definito da più parti «ostentatamente xenofobo», il segretario federale della Lega - con ambizioni di governo - Matteo Salvini dice la sua sulla crisi siriana.

«Basta guerre sulla Siria. Notizie false per sganciare altre bombe»
Lo fa nel suo stile: smarcandosi dal comune sentire della comunità internazionale che da giorni critica il regime di Bashar al-Assad: c’è il sospetto che abbia utilizzato armi chimiche contro la popolazione civile nella città di Duma, a est di Damasco. E mentre il presidente Usa Donald Trump avverte i russi, alleati di Assad, «che i missili arriveranno», suggerendo al Cremlino di prepararsi, Salvini chiosa su twitter: «Notizie false per sganciare altre bombe? Basta guerre, grazie!». Nel tweet segnala un articolo del sito Analisidifesa da titolo: “Siria: le fake news sulle armi chimiche per creare il casus belli?”. Poi, in una nota, illustra ancora una volta la sua posizione “pacifista”: «Chiedo al presidente Gentiloni una presa di posizione netta dell’Italia contro ogni ulteriore e disastroso intervento militare in Siria. Non vorrei che motivi economici, esigenze di potere o il presunto utilizzo mai provato di armi chimiche mai trovate in passato scatenassero un conflitto che può diventare pericolosissimo». L’Italia, conclude Salvini, si deve «opporre a raid missili e bombardamenti».

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Conferma la vicinanza a Putin ma si smarca da Trump
Una posizione, quella espressa dal leader del Carroccio, che conferma ancora una volta una costante della politica estera della Lega: la vicinanza, nelle posizioni espresse a livello più o meno ufficiale, a Putin e alla Russia. Allo stesso tempo, l’uscita di Salvini è in controtendenza su un altro punto: nel momento in cui critica l’intenzione di Trump di bombardare la Siria, il leghista si smarca dall’attuale inquilino della Casa Bianca, del quale in passato ha sostenuto molte battaglie: dalla lotta all’immigrazione clandestina, al fisco e soprattutto ai rapporti con l’Europa.

L’agenda del Quirinale per il secondo round di consultazioni

L’incontro con il capo della diplomazia Usa Eisenberg poco dopo le elezioni
Uno strappo che ha il suo peso: Salvini, leader della coalizione che ha preso più voti alle urne il 4 marzo, è stato il primo politico italiano dopo le elezioni a varcare la soglia di Villa Taverna a Roma, per un incontro durato un’ora e mezza con il capo della diplomazia Usa in Italia, Lewis Eisenberg, molto vicino a Donald Trump. Oggi la dichiarazione filo Putin. Che potrebbe non essere sfuggita alla diplomazia Usa.

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