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Salvini: «Sono indagato per sequestro di persona aggravato. Rischio 15 anni»

Ad annunciarlo lo stesso ex ministro martedì 17 dicembre. L’atto trasmesso dal tribunale dei ministri di Catania al Senato


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2' di lettura

«A firma del presidente del tribunale dei ministri Nicola La Mantia , iscritto a Magistratura democratica, viene trasmesso al presidente del Senato che Salvini sarebbe colpevole di reato di sequestro di persona aggravato abusando dei suoi poteri. Rischio fino a 15 anni di carcere. Ritengo che sia una vergogna che un ministro venga processato per aver fatto l'interesse del suo Paese».

Lo ha annunciato lo stesso Matteo Salvini a Rete4 mostrando una lettera della procura di Catania.

Si tratta dell’inchiesta relativa ai 131 migranti che nel luglio scorso vennero trattenuti per giorni a bordo della nave Gregoretti. Anche in questo caso il tribunale dei ministri di Catania ha dato parere opposto a quello del procuratore Carmelo Zuccaro che aveva chiesto l'archiviazione delle accuse contro Salvini.

Il quale, dunque, è ancora sotto i riflettori della magistratura. Il leader della Lega era stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Agrigento per i reati di sequestro di persona e omissione di atti d'ufficio, come già nel caso Diciotti.

L' accusa fa riferimento alla vicenda dei 164 migranti salvati il 1° agosto 2019 dalla nave “Open Arms”, a cui l'allora ministro dell'Interno vietò l'ingresso nelle acque italiane in applicazione delle disposizioni previste dal decreto sicurezza bis.

La nave rimase 20 giorni ferma davanti a Lampedusa, poi furono i pm, in seguito a un'ispezione a bordo, a ordinare lo sbarco d'urgenza.

Allora disse l’allora ministro Salvini: «Mi domando se in Procura ad Agrigento non abbiano cose più serie di cui occuparsi. Usano denaro pubblico, prima o poi mi verrà voglia di chiedere conto di come lo usano. È la seconda, la terza, la quarta, la quinta inchiesta. Ho fatto quello che gli italiani mi chiedevano di fare, ho difeso i confini, inizio a essere stufo». E aggiunse: «Magari chiederemo conto a qualcuno di come utilizzano il tempo e il denaro che i cittadini italiani investono in giustizia perché temo che ad Agrigento e in Sicilia ci siano temi ben più gravi che rompere le scatole a Matteo Salvini», concluse.

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