INTERVISTA

Sam Chui, l’uomo-leggenda dei cieli che ha preso più di duemila voli

di Biagio Simonetta


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5' di lettura

Mentre ANA (All Nippon Airways) presenta al mondo il suo nuovo Airbus 380 che sta per volare alla volta di Honolulu, all’aeroporto di Tokyo Narita un capannello di persone circonda un simpatico ragazzo dagli occhi a mandorla in cerca di un selfie. È Sam Chui, Youtuber da quasi due milioni di follower, e influencer più famoso nel mondo dell’aviazione. Una sorta di leggenda dei cieli, per chi lo conosce. Un uomo che, per sua stessa ammissione, passa più tempo in volo che sulla terra ferma, con oltre duemila decolli nel corso della sua vita. Un personaggio a tratti metafisico, che ha fatto della sua passione un business molto redditizio. Oggi Sam Chui è una celebrità, firma contratti di sponsorship importanti (ma per policy mai con compagnie aeree), ha un blog che dà lavoro a cinque persone e ogni suo video su YouTube catalizza moltissime visite. Il più visto, quello su un Boeing 787 privato, conta ad oggi 31milioni di clic.

Ma dietro questo impero digitale in carne ed ossa, si nasconde anche un ragazzo semplice, col sorriso sempre stampato sulla faccia. Quando gli chiediamo le sue origini, risponde ironicamente «Vivo in cielo». E forse non ha tutti i torti.

Ok, Sam, ma prima della tua vita in cielo, da dove venivi?
«Ho origini cinesi, sono nato a Pechino. Poi ho vissuto ad Hong Kong, poi in Australia. Ora vivo a Dubai».

Com’è nata questa storia dei voli?
Beh, ti confesso che all'inizio era un hobby. Ho iniziato ad amare gli aerei quando ero giovane, quando avevo 12 anni. La mia prima foto in questo contesto risale a un volo da Hong Kong alle Hawaii. Era il 1993, e ho amato volare sin da quel momento. Adesso sono due anni che lavoro full-time come creatore di contenuti per YouTube, ma ho sempre avuto questo hobby, ho sempre avuto un blog, potremmo dire che sono un blogger dalla fine degli anni 90, da circa 20 anni.

Ad oggi quante persone ti seguono su YouTube, su Instagram, sugli altri social?
Direi circa due milioni in totale, ma i follower non sono i numeri che contano, perché molte persone non necessariamente ti seguono ma guardano comunque i tuoi video e cercano i tuoi contenuti. Le cose che produco sono facili da cercare. Quando le persone vogliono volare con ANA, per esempio, cercano su Google e appare il mio contenuto. Su YouTube, ad oggi, posso contare su circa 245milioni di visualizzazioni. Il mio blog sta andando bene, raggiunge circa 1 milione di visualizzazioni al mese, e adesso ho 5 editor che ci lavorano, scrivendo news sul mondo del trasporto aereo.

Quando hai capito che questa passione poteva diventare un lavoro?
Sai, io avevo un lavoro quotidiano, e davo sfogo a questa mia passione nel tempo libero. Poi questa passione è cresciuta ulteriormente, e con essa la sicurezza in ciò che stavo facendo. In pratica per un periodo ho fatto due lavori. Nel 2017 ho capito che non avevo più tempo per far bene l’altro lavoro, non avevo più le risorse adatte. Così ho deciso di licenziarmi e di concentrarmi a pieno nel blog e nei video.

Il volo più strano della tua vita?
Oh, ce ne sono davvero molti, non saprei proprio quale scegliere. Anche perché amo prendere voli strani. Adoro prendere gli aerei classici del trasporto aereo, ho volato su aerei molto datati (che non vedresti mai in Europa occidentale o negli USA) in Russia, Nord Corea, Iran, Somalia, Sudan. Poi ho preso molti voli inaugurativi, come stiamo facendo adesso con ANA e il suo Airbus A380. Ma ricordo di aver preso anche il primo A380 al mondo con Singapore Airlines nel 2007. Ho preso anche il primo Airbus A350 con Qatar Airways.

Credi che un volo, per essere speciale, debba essere lungo?
No, non necessariamente. Sai dipende da dove parti e da dove arrivi. A volte anche un volo di un'ora e mezza/due può essere speciale, perché magari il tipo di aereo è davvero raro, o è l'unico di quel tipo. Sai molte volte ho viaggiato anche su jet privati, davvero speciali e abbiamo volato nel jet 727 privato del presidente sudafricano Nelson Mandela in Sud Africa. Due settimane fa ero in Svizzera, ho volato con dei piloti sulle Alpi della Svizzera facendo diversi tipi di manovre per testare l'aereo. Quello è̀ stato un volo davvero speciale, non c'erano passeggeri ed ero seduto nella cabina del pilota.

Quanti voli prendi in un mese, in media?
Ho preso circa 2000 voli nella mia vita, ho fatto 3,5 milioni di miglia, penso più di 6 milioni di kilometri nel cielo. Ho fatto circa duecento volte il giro del mondo. In media prendo 125 aerei all’anno, uno ogni tre giorni circa.

E come concili la tua vita privata con questo lavoro?
Beh, non ti nascondo che è difficile perché è un lavoro in cui consumi molto tempo. Lavori sempre, volando in ogni parte del mondo: potrei essere in Africa oggi, e alle Hawaii il giorno dopo. Ma è̀ davvero un lavoro interessante, perché quando viaggio vedo nuove cose ogni giorno, nuove opportunità. Incontro culture diverse. È davvero appagante per me, e ti confesso che non mi annoio mai.

Vai mai in vacanza?
Ogni giorno è una vacanza per me (ride, ndr). Puoi lavorare e rilassarti allo stesso tempo, creare un tuo stile di vita. Considero una vacanza questo momento con te, a Tokyo, anche se ho lavorato per tutta la notte. Ma se fai una cosa che ami, non senti la fatica e di senti appagato.

Ma come fai a gestire il jet lag, andando da una parte all’altra del mondo in così pochi giorni?
Provo a non bere molto alcool sul volo, a rilassarmi. In genere, se dormi sul volo e arrivi di giorno nella città che visiti non dovresti andare a letto subito, ma restare sveglio e provare ad aggiustare il tuo orologio biologico. Il mio consiglio è̀ di bere acqua, restare idratati e non dormire nelle ore diurne ma solo notturne del Paese in cui vai. Se non lo fai ti svegli alle 3 del pomeriggio e ti senti frastornato per tutto il giorno.

Stavo pensando, mentre rispondevi alla mia ultima domanda, che forse sei un robot, e ancora non te ne sei accorto…
Oh, no, non penso (ride, ndr). Però forse mi piacerebbe diventare un robot se potessi migliorare la mia attività. Ho molto lavoro e poco tempo. Poi, sai, se pensiamo all'intelligenza artificiale un giorno i robot potranno fare molte più cose di quanto immaginiamo. Cose fantastiche, oltre l'immaginazione.

Come ti senti quando sei in volo?
Decisamente bene. Mi piace perché quando sei in aria tendi a disconnetterti da qualunque attività tu stia facendo a terra. Quindi mi sento più rilassato, ho il mio tempo. Volare, per le persone è un’occasione per sedersi, rilassarsi, guardate un film e godersi un bicchiere di vino. Lo trovo molto piacevole.

E i tuoi voli in Italia?
Ci sono stato un po’ di volte, ma sempre per poco tempo. Ho visto Venezia, Milano e Roma. Tanto tempo fa sono stato anche a Brindisi, ma per prendere un volo per Corfù.

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