operazione “fuorigioco”

Sampdoria, la Gdf sequestra beni al presidente Ferrero

di Ivan Cimmarusti

Samp, sequestrati beni al presidente Ferrero

2' di lettura

La Sampdoria calcio era diventata «lo strumento» attraverso cui il patron del club, Massimo Ferrero, intendeva sanare i debiti delle società del suo gruppo. Un presunto «sistema» illecito che avrebbe sfruttato le operazioni di cessione del calciatore Pedro Obiang al West Ham, facendo confluire denaro nell’ex compagnia area Livingstone e nelle aziende che si occupano di servizi cinematografici. Con il patron della Samp sono indagati anche la compagna Vanessa Ramunni, i figli Vanessa Ferrero e Giorgio Ferrero, Marco Valerio Guercini e Andrea Diamanti.

Il sequestro e le accuse
L’inchiesta è della Procura di Roma che ha ottenuto il sequestro di 2,6 milioni di euro verso. Il procuratore aggiunto Rodolfo Sabelli ipotizza i reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, appropriazione indebita, autoriciclaggio, truffa e impiego di denaro di provenienza illecita. «Il contesto di indagine - si legge negli atti - prende le mosse dall’approfondimento di transazioni finanziarie anomale poste in essere tra le società del c.d. “Gruppo Ferrero”». Le indagini sono state condotte dalla Guardia di finanza.

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Lo «schermo» della società Vici srl
Secondo gli inquirenti il denaro sarebbe passato dalla Sampdoria verso la società Vici srl, da dove poi ci sarebbero stati i vari finanziamenti illeciti alle società del gruppo. Gli inquirenti hanno seguito la traccia del denaro. A giugno 2015 trovano un bonifico internazionale: «Op. del 17/06/2015 n. 00003873 West Ham-Obiangtfr». Si tratta della chiave di volta di tutta l’operazione, perché nelle casse della Samp giungono 2 milioni 500mila euro. Attraverso 17 assegni circolari, la Samp invia alla Vici 1 milione 150mila euro. Il denaro, pari a 850mila euro, giunge alla compagnia area Livingstone. Stessa cosa per una ulteriore tranche da 427mila partita sempre dalla Samp, giunta nelle casse della Vici e poi arrivata all'azienda che si occupava di trasporto aereo.

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Denaro per le aziende cinematografiche e finte controversie di lavoro
Denaro della Sampdoria risulta essere stato impiegato anche per sanare «situazioni debitorie di altre società del gruppo e per finanziare altre due società riconducibili al Ferrero per l’attività di produzione di un film da distribuire nel circuito cinematografico». Le indagini hanno inoltre fatto emergere finte controversie di lavoro, dinanzi alla Direzione Territoriale del Lavoro di Roma, mediante le quali, simulando l'esistenza di rapporti di lavoro subordinato con 5 società del gruppo, venivano conclusi 5 distinti accordi transattivi, con percezione indebita di 500 mila euro (100 mila euro per ciascuna società).

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