Era accusato di corruzione

Samsung, la Corte coreana condanna a 5 anni il vicepresidente Lee

(Ap)

2' di lettura

Lee Jae-yong,vicepresidente, leader de facto ed erede della famiglia fondatrice del gruppo Samsung, accusato di corruzione e altri reati, è stato condannato a cinque anni di reclusione. Era stato arrestato a febbraio di quest’anno. È stato riconosciuto colpevole di corruzione, appropriazione indebita e altri reati, oltre che di falsa testimonianza. La Procura sudcoreana aveva chiesto una condanna a 12 anni di reclusione. Lee era imputato per corruzione dinanzi alla Corte centrale distrettuale di Seul, nell’ambito dello scandalo che ha portato all’impeachment e poi all’arresto dell’ex presidente della Repubblica Park Geun-hye.

La fidata confidente di quest’ultima, Choi Soon-sil, avrebbe approfittato della sua posizione influente per ottenere finanziamenti in cambio di protezione politica. Per la procura, che ne aveva chiesto gli arresti sempre a febbraio, Lee avrebbe erogato o promesso fondi a Choi per 36,3 milioni di dollari in modo da avere nel 2015 il via libera dei fondi pensione pubblici a un’operazione di riordino del gruppo Samsung, funzionale al trasferimento dei poteri dal padre Lee Kun-hee al giovane rampollo.

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Il vice presidente della Samsung Electronics ha sempre negato di avere mai cercato favori politici. Il manager, arrestato a febbraio, avrebbe promesso o versato l’importo contestato a Choi Soon-sil, la confidente e «sciamana» di Park, al fine di ottenere il sostegno del fondo pensione pubblico al piano di riassetto intragruppo il cui scopo era di rafforzare il suo controllo sulla catena di comando del gruppo. Sul totale, 20,4 miliardi di won sarebbero finiti a Mir e K Sports, fondazioni dubbie riconducibili a Choi.
La vicenda avrà impatto sulla reputazione del marchio Samsung? Secondo l’analisi dell’agenzia di Rating Standard & Poor’s pare proprio di no: «Prevediamo un protrarsi delle vicende legali su questa questione dal momento che il vicepresidente è probabile che faccia appello», si legge in una nota. «L’impatto sui rating è limitato a questo stadio perché questo evento è probabile che non colpisca le operazioni ordinarie della società», sostiene l’agenzia di rating.

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