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Samsung Galaxy Fold, la prima piega non si scorda più. La nostra prova

Il Galaxy Fold sarà disponibile sul mercato il 16 dicembre. Lo abbiamo provato

di Luca Tremolada


Galaxy Fold, Carollo: "Arriva a dicembre, costa 2 mila euro"

3' di lettura

È un piccolo-grande delicato pezzo di futuro dello smartphone. Il Galaxy Fold è sorprendente Ma il mondo (digitale e non) deve imparare a comprenderlo. Dopo un debutto rimandato per questioni tecniche il Galaxy Fold è arrivato. Non è un prototipo. È il primo prodotto commerciale sul mercato che si piega. Ecco cosa ne pensiamo.

Come funziona

L’impatto. Appena aperta la confezione la sensazione è quella di avere per le mani qualcosa di prezioso e delicato. Lo confermano le istruzioni dettagliate quello che si può e non si può fare e la proposta di sottoscrivere una polizza di assicurazione Care +. Poi lo pieghi, lo riapri e pensi subito che primo o poi lo rovinerai. Solo quando con due mani cominci a inviare mail, leggere notizie e giocare ti accorgi che non è un smartphone che si allunga. E neppure un tablet piccolo. Ma il primo vero tentativo di strumento per l’intrattenimento e il lavoro.

L’onda c’è e si vede. Il display è un Amoled plastico, niente vetro, una sottile pellicola da 7,3 pollici (i normali smartphone non superano i 6,5 pollici) che si piega al centro. Aperto una “ondina” si vede distintamente, da qui la sensazione fragilità e imperfezione. Poi con il passare del tempo non ci fai più caso.

Il Fold in tasca. L’aspetto è quello di un Nokia Comunicator, si apre e i chiude come un porta-occhiali ma pesa di più. Siamo intorno ai 250 grammi, quindi il doppio di un normale smartphone. Accanto al display pieghevole c’è un secondo schermo più piccino da 4,6 pollici. Va dettò però che sta serenamente in tasca. Ed è un oggetto prezioso in tutti i sensi.

Come si lavora con il Galaxy Fold. Superato l’impatto iniziale, quando lo cominci a usare ecco l’epifania. Si tiene con due mani, ed è più comodo di uno smartphone per giocare, scrivere e tenere d’occhio più cose contemporaneamente. La possibilità di dividere lo schermo permette infatti di potere scrivere una mail e controllare a lato social. Questa funzionalità c’è anche in altri telefonini più tradizionali, ma su schermo più grande acquista più senso.

Come si gioca. Stesso discorso per i videogiochi: pensate a esperienze più articolate come gli sparatutto o i giochi di corse. Su uno schermo quadrato come quello del Samsung Fold diventano finalmente giocabili. Anche perché l’Oled coreano ha un’ottima risoluzione. Peccato invece per la frequenza di refresh che pare più bassa e quindi in alcuni videogiochi si ha una leggere distorsione.

Web e app non sono ancora pronte. Il vero problema del Fold è quello di essere il primo di una nuova specie. Parliamo della visualizzazione dello schermo. Navigando su internet vi accorgerete subito che qualche cosa non va. Le versioni mobile dei siti sono progettate in verticale. Lo schermo del Fold è quasi quadrato questo vuole dire che in assenza di una ottimizzazione dell’interfaccia alcune pezzettini ai lati non riuscirete a vedere. L’esperienza di lettura e di interazione non ne risente, ma ai lati manca qualcosina. Stesso discorso vale per i video. Con Netflix, per esempio vi perdete una striscia di contenuti. Ma è una questione di tempo. Di solito comanda il mercato, una volta raggiunta una massa critica sufficientemente ampia sarà cura degli sviluppatori ridisegnare l’interaccia di alcuni servizi. Resta il fatto che i “pieghevoli” per diventare prodotto dovranno trovare uno standard comune, quantomeno nella forma del display.

Il giudizio. Dopo 24 ore di prova hai la sensazione di avere in mano un oggetto che nessuno possiede e un pezzo di futuro dello smartphone. Il Foldable è oggi un prodotto esclusivo. Costa il doppio di uno smartphone di fascia alta, cioè 2050 euro. Nella confezione trovate anche le cuffiette Galaxy Buds che funzionano magnificamente con lo smartphone (non c’è il buco per il jack). Resta il fatto che oggi è per pochi coraggiosi pionieri benestanti. Quanto al pochi, però, alla Samsung sostengono che gli ordini sono stati superiori alle aspettative e lato prevendite si sta andando verso il “sold out”.

Il futuro. Secondo indiscrezioni che arrivano dalla Corea, in pista ci sarebbe un Galaxy a conchiglia. A fronte dei 2mila euro del Galaxy Fold, il nuovo smartphone dovrebbe costare intorno al milione di won sudcoreani, al cambio circa 750 euro. Il Galaxy a conchiglia dovrebbe essere svelato da Samsung a febbraio, in un evento in occasione del Mobile World Congress di Barcellona, insieme ai muovi smartphone della serie Galaxy S11. Sempre secondo le indiscrezioni, il prossimo agosto la compagnia coreana potrebbe invece presentare il Galaxy Fold 2, la nuova versione del suo primo pieghevole.

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