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Chip, sprofonda Samsung: utile netto -87%. Giù anche STMicroelectronics nonostante i buoni conti

Per l’azienda coreana peggior risultato degli ultimi 14 anni: fatturato trimestrale giù del 18%. Bene l’azienda italo-francese grazie all’automotive

di Biagio Simonetta

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3' di lettura

Sono ore caldissime per l’industria dei semiconduttori, che offre un quadro generale del suo stato di salute grazie ai conti trimestrali di due società molto importanti del settore: la coreana Samsung e l’italo-francese STMicroelectronics. Risultati che mostrano una frammentazione evidente del comparto, con i chip maggiormente legati ai device (smartphone, pc e chip di memoria in generale) che continuano a pagar dazio a una crisi dei consumi che dura ormai da almeno un semestre. Così Samsung fa registrare il risultato peggiore degli ultimi 14 anni, mentre STMicroelectronics (con un business maggiormente legato ai chip per il settore dell’automotive) cresce oltre le stime.

I dolori di Samsung

Il gigante tecnologico sudcoreano Samsung Electronics ha riportato il più basso utile operativo trimestrale degli ultimi 14 anni, a causa del continuo calo dei prezzi dei chip di memoria e della debolezza della domanda. Samsung ha registrato un calo dell’87,4% dell’utile netto, sceso a 1,4 trilioni di won (1,04 miliardi di dollari) per il primo trimestre rispetto agli 11,13 trilioni di won dello stesso trimestre dell’anno precedente.

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Anche l’utile operativo del trimestre è calato del 95,4% rispetto all’anno precedente, scendendo a 640 miliardi di won, mentre il fatturato trimestrale è sceso del 18% a 63,75 trilioni di won.

L’azienda prevede una graduale ripresa della domanda di semiconduttori nella seconda metà del 2023. Nel secondo trimestre, Samsung Display Corporation (Dsc) prevede un calo dei risultati rispetto all’anno precedente, a causa del rallentamento dell’economia globale che aumenta gli effetti stagionali. La Dsc prevede di mantenere la sua posizione dominante nel mercato di fascia alta e di massimizzare le vendite promuovendo l’adozione di pannelli Oled in tutta la gamma dei suoi principali clienti e adattando la loro produzione di massa di nuovi prodotti nel secondo semestre.

Per quanto riguarda i pannelli di grandi dimensioni, anche se la domanda rimarrà probabilmente debole, le vendite dovrebbero crescere con l’avvio dei nuovi prodotti per il 2023. Nel secondo semestre, il mercato degli smartphone dovrebbe aumentare sia in termini di volume che di valore, grazie ai segnali di ripresa economica globale. Di conseguenza, MX Business prevede una domanda particolarmente forte nel segmento premium.

STM oltre le attese

Tira tutta un’altra aria in casa Stmicroelectronics. La società che ha investito nei suoi stabilimenti di Agrate Brianza, ha chiuso il primo trimestre con utili e giro d'affari oltre le previsioni degli analisti e della società stessa. I ricavi netti messi «sono stati superiori alle attese nei settori Automotive e Industrial, in parte controbilanciati da ricavi minori nella Personal Electronics», ha detto l'amministratore delegato del gruppo dei semiconduttori, Jean-Marc Chery, sottolineando che «il margine lordo del primo trimestre, pari al 49,7%, è stato di 170 punti base superiore al punto intermedio della nostra forchetta di previsione delle attività, principalmente a causa del mix di prodotto in un contesto di prezzi che è rimasto favorevole».

Il gruppo dei semiconduttori ha riportato un utile netto di 1,044 miliardi di dollari, 1,10 dollari per azione, in rialzo del 39,8% rispetto ai 747 milioni, 0,79 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno precedente (-16,3% rispetto ai tre mesi precedenti). I ricavi sono cresciuti del 19,8% anno su anno (-4% su base trimestrale) a 4,247 miliardi di dollari, contro i 4,2 miliardi stimati dalla società come valore intermedio a fine quarto trimestre.

Il titolo sconta il calo della domanda di elettronica

Nonostante i buoni risultati il titolo è arrivato a cedere più dell’8%, depresso dai “venti contrari” legati alla domanda di elettronica personale e periferiche per computer, che si è ulteriormente indebolita.

Gli analisti di Banca Akros attendevano profitti per 908 milioni di dollari, con ricavi per 4,17 miliardi, mentre quelli di Intermonte prevedevano profitti per 938 milioni e ricavi per 4,2 miliardi. Nel trimestre il margine lordo si è attestato al 49,7%, in aumento rispetto al 46,7% dello stesso periodo 2022 e al 47,5% nel quarto trimestre, contro previsioni del gruppo per un 48% e degli analisti per il 47,5-48%.

La società italo-francese si aspetta adesso un secondo trimestre 2023 con «ricavi netti di 4,28 miliardi di dollari come valore intermedio, corrispondenti a una crescita anno su anno dell'11,5% e a un incremento dello 0,8% rispetto al trimestre precedente», più o meno 350 punti base, ha detto l'amministratore delegato. Lo stesso Chery ha sottolineato che «il margine lordo è atteso intorno al 49%», più o meno 200 punti base, contro il 49,7% dei primi tre mesi dell'anno. Il numero uno del gruppo dei semiconduttori ha inoltre evidenziato che «guideremo ora la società in base a un piano di ricavi per il 2023 compreso tra 17 miliardi di dollari e 17,8 miliardi di dollari». Il gruppo ha quindi alzato la parte bassa della forchetta precedentemente stimata: a gennaio la previsione era stata per ricavi annuali compresi tra 16,8 e 17,8 miliardi.

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