Intervista al segretario di Stato alla Salute

San Marino, apripista su Sputnik, Ciavatta: «Ci auguriamo di essere presto uno Stato Covid free»

Nella Serenissima sono state superate le 21mila somministrazioni di dosi in una campagna basata per lo più sul vaccino che viene dal freddo

di Nicoletta Cottone

Vaccini, in Serbia e' iniziata la produzione del russo Sputnik

5' di lettura

Dal primato mondiale di mortalità da nuovo coronavirus per l’anno 2020 alle riaperture progressive delle attività, con l’obiettivo di diventare presto uno Stato Covid-free. Dall'inizio della campagna vaccinale nella Repubblica di San Marino, dove il nuovo coronavirus ha colpito forte, sono state superate le 21mila somministrazioni di vaccini. In totale - dall’inizio della campagna e fino alle ore 13 del 19 aprile 2021 - sono stati registrati 5.030 contagiati su una popolazione di poco meno di 35mila anime, 88 morti, 4.746 guariti. Sono 196 gli attualmente positivi: 105 donne e 91 uomini, con età media di 46 anni. Nelle ultime 24 ore zero nuovi casi, mentre sono 176 le persone positive al virus in isolamento a casa, 20 i ricoverati all’Ospedale di Stato, di cui cinque in terapia intensiva. Numeri registrati quotidianamente dall’Iss di San Marino, l’Istituto per la sicurezza sociale della Repubblica, che sul sito invita a vaccinarsi: «La vaccinazione - viene ricordato - è la più importante arma di immunizzazione attiva per fermare la pandemia da Covid-19, prevenire le morti e raggiungere l'immunità di “comunità”».

L’Europa frena, San Marino apripista con Sputnik

E proprio sul piano vaccinazioni ha puntato la Serenissima Repubblica di San Marino, piccolo Stato incastonato tra l’Emilia Romagna e le Marche, fra la provincia di Rimini e quella di Pesaro e Urbino, che sta riaprendo le attività. Didattica in presenza, ristoranti aperti anche a cena, coprifuoco posticipato a mezzanotte dal prossimo 26 aprile. E mentre l’Europa ancora frena, il terzo Stato più piccolo d’Europa, ha fatto da apripista nell’uso del controverso Sputnik V (dove V sta per vittoria), il vaccino che viene dal freddo, sul quale lo Spallanzani di Roma il 13 aprile ha avviato una sperimentazione.

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Serenissima senza dosi

«C’eravamo già mossi a partire da agosto 2020 insieme al ministero della Salute italiano per giungere alla firma di un protocollo, che poi abbiamo sottoscritto l’11 gennaio di quest’anno, per entrare nell’approvvigionamento europeo di vaccini come Pfizer e Moderna, approvati da Ema e Aifa. Una dose ogni 1.700 fornite all’Italia, che è la proporzione fra i nostri 35mila abitanti e i 60 milioni di italiani», spiega al Sole 24 Ore Roberto Ciavatta, segretario di Stato per la Sanità e la sicurezza sociale della Repubblica sammarinese. Un accordo come quello stilato da Andorra con la Spagna e dal Principato di Monaco con la Francia, nel quale i vaccini vengono regolarmente pagati e non donati. Quando si è passati dalle carte ai fatti, sottolinea il Segretario di Stato, ci sono stati però dei «rallentamenti molto significativi», tanto che «verso la fine di febbraio eravamo senza una dose e non avevamo nessuna forma di copertura nei confronti del Covid, in una realtà dove il contagio è stato fortissimo, come nei comuni italiani vicini».

L’acquisto del vaccino che viene dal freddo

Parte quindi dalla caccia ai vaccini l’accordo per la fornitura di Sputnik V. «Abbiamo deciso di muoverci rapidamente - spiega Ciavatta - valutando ciò che a metà febbraio 2020 era in commercio. E c’era disponibilità del vaccino russo a vettore virale Sputnik V che, pur non essendo approvato in Europa, godeva già di una serie di recensioni su riviste scientifiche molto positive rispetto alla sua efficacia e alla sua sicurezza. E quindi abbiamo deciso di procedere in quella direzione, con un quantitativo iniziale di dosi per 7.500 cittadini. E poi acquistando le dosi per la vaccinazione di tutti i sammarinesi». Proprio il 2 febbraio 2021 la rivista scientifica Lancet aveva pubblicato uno studio dove indicava che il vaccino russo aveva dimostrato un'efficacia altissima: il 91,6 per cento. San Marino, dunque, sigla direttamente l’accordo con il fondo sovrano russo per gli investimenti diretti Rdif (Russian Direct Investment Fund). Lo Stato del Titano ha ricevuto dalla prima consegna del 23 febbraio a oggi 68mila dosi di vaccino russo: 34mila prime dosi e 34mila seconde dosi. Vale la pena ricordare che Sputnik ha un richiamo diverso dalla prima dose: nel primo vaccino viene utilizzato il virus Ad26, mentre nella seconda somministrazione, a 21 giorni di distanza, l’adenovirus Ad25. E nella Repubblica del Titano sono arrivate anche 7.020 dosi del vaccino Pfizer Biontech.

Uno studio con lo Spallanzani su reazioni ed effetti

Reazioni? «Abbiamo registrato reazioni molto lievi - spiega il segretario di Stato - che sono quelle di qualsiasi campagna vaccinale, anche quella influenzale: qualche linea di febbre per qualche ora per alcuni, qualche mal di testa. In una sola occasione abbiamo avuto una persona che ha avuto bisogno di cure al pronto soccorso per un lieve shock, ma aveva diverse problematicità pregresse. Direttamente non abbiamo riscontrato effetti collaterali significativi. Attualmente insieme all’Istituto Spallanzani di Roma, stiamo realizzando uno studio sull’efficacia e la sicurezza di questo vaccino, con esami anticorpali per comprendere quando, come e con quale qualità si sviluppano gli anticorpi. E devo dire che i primi dati che abbiamo, che statisticamente sono assolutamente non significativi - stiamo parlando di numeri ancora bassi - ci parlano di percentuali di efficacia addirittura oltre quelle indicate da Lancet».

In una settimana abbiamo costruito un reparto di isolamento

«Siamo in un territorio fortemente colpito, come i comuni italiani limitrofi e abbiamo dovuto fronteggiare una pandemia senza precedenti con una struttura che non era pronta. Inizialmente - sottolinea il segretario di Stato alla Salute - non avevamo un reparto di isolamento, che abbiamo costruito in una settimana e potevano contare solo su quattro posti in terapia intensiva che abbiamo portato fino a 17, con possibilità di arrivare a 20. Lo sforzo è stato enorme, ma siamo riusciti a contrastare la prima e la seconda ondata con le nostre forze. Abbiamo mandato solo un paziente, il primo, nel reparto malattie infettive di Rimini, perchè non eravamo attrezzati. Poi siamo riusciti a fronteggiare le necessità da soli».

«Ci auguriamo di essere presto uno Stato Covid free»

In seguito anche il protocollo sottoscritto con l’Unione europea tramite l’Italia ha iniziato a dare i suoi frutti. «Abbiamo ricevuto anche dosi di Pfizer, circa 5mila al momento. Ad oggi abbiamo in casa dosi sufficienti per vaccinare l’intera popolazione. Così abbiamo intensificato ancor di più la campagna vaccinale». Dal report delle ore 13 del 19 aprile 2021 dell’Iss di San Marino, risulta che sono state somministrate in totale 21.905 dosi di vaccino: 13.460 vaccinate con la prima dose, 8.445 anche con la seconda. Sono state somministrate 11.465 prime dosi di Sputnik e 7.136 della seconda e 1.995 prime dosi di Pfizer e 1.309 di richiami di Pfizer Biontech. «Non siamo ancora uno Stato Covid free - sottolinea il segretario di Stato Ciavatta -, ma ci auguriamo di esserlo presto».

Obiettivo prima dose per tutti entro aprile

«Nella tabella di marcia - spiega Ciavatta - vogliamo terminare la somministrazione della prima dose entro il mese di aprile e andare a passi veloci verso una situazione di protezione diffusa rispetto al Covid. In questo momento i dati ci parlano di una situazione estremamente migliorata, ma in cui il virus circola ancor in maniera insistente. Negli ultimi 10 giorni ci sono più guariti rispetto ai nuovi casi, quindi abbiamo significativamente ridotto il nostro contagio. Negli ultimi dieci giorni abbiamo una percentuale di contagi fra 1 e 2%, mentre venivamo dal 10 per cento. Questo ci ha dato la possibilità di ripartire con una politica di riaperture».

Il problema dei lavoratori trasnfrontalieri

Si sta affrontando anche il problema dei lavoratori transfrontalieri, poco meno di 6.500, che frequentano quotidianamente la Repubblica di San Marino. Da non sottovalutare il fatto che chi entra a San Marino che con tanti sforzi sta cercando di immunizzare la popolazione, potrebbe continuare a portare il virus nella Repubblica del Titano. I comuni limitrofi hanno fatto richiesta alla Serenissima di vaccinare anche i lavoratori che ogni giorno operano a San Marino. «Insieme al ministero della Salute italiano - spiega il segretario di Stato - ci stiamo confrontando, perchè nella prosecuzione del protocollo sottoscritto con l’Italia potremmo venire in possesso di dosi vaccinali con le quali, se c’è comune accordo e se da parte italiana si dà il via libera, potremmo dare un nostro contributo a una vaccinazione che copra anche i non sammarinesi. Per evitare incomprensioni, chiarisco però che non provvederemo unilateralmente finché non ci sarà un accordo sottoscritto con il ministero italiano».

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