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San Mauro Pascoli lancia l’incubatore 4.0 per le scarpe di lusso

di Ilaria Vesentini

Distretti. Il know-how dei processi è tra i punti di forza del polo di San Mauro Pascoli

2' di lettura

«Il livello qualitativo dei prodotti e il know-how dei processi, tra i migliori in Italia, sono la forza competitiva del distretto di San Mauro Pascoli. Ora la sfida è lavorare con e per le nuove generazioni per portarle nelle nostre aziende e coniugare lusso e sostenibilità. Non ho bandiere né confini, ci servono persone audaci, anche competitor, che abbiamo voglia di investire qui per iniettare innovazione e tecnologie nella tradizione calzaturiera con un approccio costruttivo di filiera e un orizzonte internazionale». Così Riccardo Sciutto, ceo di Sergio Rossi e presidente del Cercal, il Centro di ricerca e Scuola internazionale calzaturiera del polo romagnolo (oltre 200 aziende e 3mila addetti, capofila i brand Baldinini, Casadei, Pollini, Sergio Rossi, Giuseppe Zanotti-Vicini), spiega il valore di Tech4Fashion Hub. Il primo incubatore di startup innovative in Romagna nel campo della moda calzaturiera in via di costruzione a Villa Torlonia, nella culla della poesia pascoliana.

Un’evoluzione del Cercal Lab nato sette anni fa, con cui il Comune forlivese aveva già iniziato a sostenere i giovani sui progetti imprenditoriali più innovativi tra calzature, pelletteria, accessori, spiega l'ad della scuola, Serena Musolesi. «Il nuovo incubatore, cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna - aggiunge - punta sui driver della sostenibilità e della digitalizzazione. Sono in corso i lavori di ristrutturazione degli spazi a Villa Torlonia, che saranno pronti per metà 2023. L’incubatore per ora è ospitato al Cercal, abbiamo lanciato in estate la prima call per startup e stiamo iniziando a selezionarle e a inserirle adesso» conclude.

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«In Italia ci sono solo due scuole, la nostra e quella veneta, impegnate a tramandare e tutelare l'unicità della calzatura di lusso. La battaglia è coniugare sostenibilità, capitale umano e territorio. Come Sergio Rossi - spiega Sciutto - siamo la prima fabbrica del distretto alimentata la 100% da energia green e stiamo investendo ora in soluzioni 3D, con collezioni basate interamente su campionature digitali. L’obiettivo è arrivare a vendere le scarpe senza averle ancora prodotte, in tempi rapidissimi e on demand. Ma per riuscirci occorre che tutta la filiera (un terzo dei nostri fornitori sono locali), corrano al nostro passo».

«Stiamo investendo 2 milioni di euro in tecnologie 4.0 e formazione – sottolinea Massimo Pazzaglia, della Giglioli Production, da 60 anni specializzata a San Mauro Pascoli nella lavorazione di cuoio e pelli naturali per i brand del lusso, 10mila paia di suole al giorno e 130 addetti – e abbiamo appena assunto 50 giovani, dannandoci per trovarli. Noi siamo invisibili al mercato ma ci sono i nostri occhi e le nostre mani dietro al successo internazionale delle calzature top di gamma di San Mauro Pascoli. Se fosse tutto automatizzato e automatizzabile, non esisteremmo più». E invece il distretto romagnolo ha ripreso a correre dopo la pausa pandemica, «oggi riusciamo a realizzare e consegnare una scarpa su misura in tutto il mondo in tre settimane, pochi anni fa sarebbero servite 20 settimane. Vinceremo con la velocità e per essere veloci servono tecnologie - conclude il presidente Cercal - da abbinare all'inventiva e all'artigianalità uniche del distretto».

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