Riqualificazione

San Pellegrino, ancora incerto il destino dell’ex Grand Hotel

Il Comune cerca un operatore che completi il recupero dell’immobile e lo gestica in concessione. Terminati i lavori della funicolare per la zona Vetta dove nascerà il parco turistico

di Enrico Netti

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 Gli esterni del Casinò municipale

4' di lettura

Una cittadina che diventerà la capitale italiana dell’acqua minerale più conosciuta al mondo. È San Pellegrino Terme località della Valle Brembana, nella bergamasca, famosa per la sorgente d’acqua e la fonte termale. Da una quindicina d’anni è al centro di un importante progetto di rilancio pubblico-privato grazie a un accordo di programma della Regione Lombardia, provincia di Bergamo, l’amministrazione locale e il gruppo Percassi. Un lavoro di squadra per fare nascere un polo attrattivo unico «grazie al recupero di strutture monumentali come il Gran Hotel, il Casinò e la funicolare» premette Vittorio Milesi, sindaco di San Pellegrino. Con la fase 3 dell’Accordo di Programma gli investimenti hanno toccato i 212 milioni di cui poco più di 41 sono pubblici mentre la quota in capo ai privati tocca i 170 milioni.

Stile liberty. L'esterno del Grand Hotel

Il gruppo Percassi, attraverso Stilo immobiliare, è proprietario delle Terme e gestore del Casinò, proprietà del Comune data in concessione trentennale a Percassi che l’ha affidata in sub gestione a Quadro Curzio, a cui fanno capo le attività di Qc Terme. Percassi è anche proprietario di Villa Giuseppina, di cui ha venduto i piani superiori al Comune che sta cercando di farla diventare una struttura per le terme curative. Il Gruppo conserva il piano terra per una eventuale locazione commerciale. Sempre Percassi ha poi acquistato le “Vecchie terme”, l’albergo delle Terme poi demolito per realizzare il centro Qc per il benessere. È anche stato demolito il vecchio stabilimento Sanpellegrino, area su cui oggi c’è un parcheggio ma un domani potrebbe diventare un centro commerciale da 7.500 metri quadri per 35-40 negozi, come previsto dall’Accordo di Programma del 2007. Per quanto riguarda i progetti per Villa Giuseppina l’obiettivo del Comune è di farne una stazione termale curativa da affidare in gestione a un privato. Le terme curative costituiscono un importante tassello per il rilancio turistico della località. «Crediamo siano importanti anche per ragioni sociali ed intercettano un segmento che generalmente soggiorna per un ciclo di cura di due settimane» sottolinea Milesi.

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Stile liberty. Lo scalone centrale del Casinò

Per la parte benessere il Gruppo Qc Terme ha lavorato per migliorare le proprie strutture con la creazione di nuovi percorsi e pratiche che incrementano l’offerta del centro che si è allargato al Casinò. Una operazione che ha riscosso un grande successo da parte dei clienti con oltre 200mila accessi nel 2019. La società ha anche realizzato il Qc Room, hotel smart e di design.

Sindaco. Vittorio Milesi è il sindaco di San Pellegrino

Un ruolo chiave in questo articolato piano di rilancio lo gioca la Regione Lombardia che ha stanziato «risorse fondamentali per la valorizzazione del territorio e lo ha fatto con l’Accordo di Programma ma anche col recente Piano Lombardia - ricorda Claudia Maria Terzi, assessore alle Infrastrutture trasporti e mobilità sostenibile -. Iniziamo a vedere i primi risultati di questo impegno articolato. Procedono i lavori per il restauro dell’ex Grand Hotel, mentre la Funicolare è sostanzialmente pronta per la riattivazione. San Pellegrino Terme è un luogo splendido e stiamo creando le condizioni, insieme a tutti i soggetti coinvolti, per contribuire a determinare un rilancio turistico che questa località e la Valle Brembana meritano».
Per l’ex Grand Hotel sono già stati investiti 21,6 milioni a cui si aggiungeranno altri 3 milioni che Regione Lombardia mette a disposizione per l’ultimo lotto dei lavori. Sono terminati i lavori, dopo lo stanziamento di 5 milioni, della funicolare che raggiunge la zona Vetta dove si sta realizzando un parco turistico. È in fase di riqualificazione l’ex ponte ferroviario sul Brembo tra Pregalleno e Ruspino mentre stanno terminando i lavori di realizzazione di un percorso pedonale in località San Rocco.
Da definire il destino del Grand Hotel. Il Comune è alla ricerca di un operatore preferibilmente alberghiero che completi il recupero dell’immobile e poi lo gestica con la formula della concessione di valorizzazione per almeno 50 anni. «Resterà di proprietà del Comune che chiederà all’investitore un canone molto interessante - continua il sindaco -. L’importante è fare rivivere l’hotel e creare altri posti di lavoro». Il Grand Hotel ha una superficie complessiva di 18mila metri quadri e circa 130 camere.
Accanto alla clientela che raggiungerà la cittadina per le terme curative e del benessere San Pellegrino Terme potrebbe diventare un polo attrattivo grazie alla Casa dell’acqua. È la flagship factory, la fabbrica del futuro in cui si imbottiglia la famosa acqua e il restyling dello stabilimento sorto negli anni ’60. Nestlé, proprietaria del gruppo Sanpellegrino, investe 90 milioni per il restyling della fabbrica che beneficierà di un aumento della capacità produttiva. Una fabbrica di design che un domani attirerà visitatori da tutto il mondo grazie alla capacità di Sanpellegrino di promuovere la destinazione con la creazione di un Visitor center aperto e trasparente che celebri il territorio e l’acqua, “immergendo” il visitatore nella cultura operativa della Val Brembana. Ospiti che potranno soggiornare negli ambienti liberty del Grand Hotel per poi visitare il museo. Una formula di turismo esperenziale che potrebbe portare buoni frutti al territorio.

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