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San Servolo, il design sostenibile guarda all’efficienza energetica

L’iniziativa è un laboratorio annuale di idee e networking per progetti di sviluppo in linea con gli obiettivi «green» definiti dall’Onu sull’isola che fu sede di ordini religiosi, quindi luogo di cura e anche un manicomio

di Antonella Galli

Progetto Alfonso Femia S. Servolo; Stefano Anzini

3' di lettura

Si è svolta qualche giorno fa a San Servolo, splendida isola della laguna a pochi minuti di navigazione da San Marco, la seconda edizione del think tank VID - Venice Innovation Design, dopo l’interruzione di due anni causata dalla pandemia. L’iniziativa, un laboratorio di idee e networking per progetti di sviluppo sostenibile, è promossa da San Servolo srl, l’organo di gestione dell’isola, oggi attivo centro culturale e congressuale oltre che sede di istituzioni. VID si propone come Living Lab Green verso il 2030, quando gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs- Sustainable Development Goals) definiti dall’Onu dovranno essere raggiunti.

Venice Innovation Design

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Le origini e la riqualificazione

L’isola, proprietà della città metropolitana di Venezia (socio unico di San Servolo srl), fu sede di ordini religiosi, quindi luogo di cura; divenne infine il manicomio della città di Venezia. Dopo la chiusura dei manicomi, venne via via trasformato in un luogo di ospitalità per studenti, fino a divenire negli ultimi anni un attrezzato centro congressuale e per eventi culturali, oltre a ospitare le sedi di VIU Venice International University e la Neuroscience School of Advanced Studies. San Servolo accoglie inoltre i corsi della sezione multimediale dell’Accademia di Belle Arti di Venezia e il Collegio Internazionale Ca' Foscari.Grazie a Vid-Venice Innovation Design e alle relazioni che ne sono nate, l’isola ha iniziato un percorso di riqualificazione in chiave sostenibile che le ha consentito di migliorare le proprie strutture attraverso la collaborazione promozionale di aziende partner che hanno effettuato interventi a più livelli. Un modello di interazione virtuosa tra pubblico e privato, che alle aziende ha restituito l’opportunità di partecipare alla vita e alle attività dell’isola, dove sono ospitati mediamente ogni anno oltre 120 eventi organizzati da imprese ed enti di ricerca internazionali.
Per l’edizione di VID 2018 furono inaugurati tre nuovi ambienti: la reception, la sala conferenze da 250 posti e la caffetteria.

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L’efficientamento energetico

L’edizione di quest’anno è stata l’occasione per presentare gli interventi in essere: l’efficientamento energetico con la collocazione dei pannelli fotovoltaici, le centrali termiche di nuova generazione, una pavimentazione in grado di assorbire l'inquinamento e combattere batteri e virus e le nuove camere della struttura ricettiva progettate dall’architetto Alfonso Femia.Durante la due giorni VID, dedicata alla sostenibilità nell’ambito dell’architettura e del design, si sono confrontate personalità di rilievo nei due ambiti, come gli architetti Massimo Iosa Ghini, Alfonso Femia e Alberto Apostoli, il paesaggista Andreas Kipar, il designer e imprenditore Giulio Cappellini, oltre ad Alberto Cavalli, direttore generale della Michelangelo Foundation, Alberto Mattiello direttore creativo di The Placemakers e Maurizio Sobrero, ordinario di Gestione dell'Innovazione all'Università degli Studi di Bologna.VID ha anche fatto da vetrina a sette start-up impegnate a sviluppare inediti bio-materiali, come Krill Design, che valorizza gli scarti alimentari (caffè e arance) e li trasforma in biopolimeri di nuova generazione impiegati per prodotti di design stampati in 3D; o come RiceHouse, che dagli scarti della coltivazione del riso ricava nuovi materiali per la bio-edilizia.In sintonia con i temi della 17° Biennale di Architettura di Venezia, ora in corso all’Arsenale e ai Giardini, VID ha presentato anche Biosphera, un modulo di abitazione biofilica rigenerativa posizionato su una piattaforma ormeggiata di fronte all’ingresso dell’isola (e visitabile fino a metà settembre).

Ideata da Mirko Taglietti, fondatore di Aktivhaus, e sviluppata in collaborazione con professionisti, aziende e ricercatori internazionali, l’unità abitativa Biosphera è energicamente autosufficiente e ricrea al suo interno le migliori condizioni di benessere per i sensi e la fisiologia umana.
«Il processo di San Servolo verso la sostenibilità – ha spiegato Andrea Berro, amministratore unico di San Servolo srl – passa attraverso un project finance promosso da Infinity Hub e Global Power Service, entrambi main sponsor di VID. Obiettivo del processo le sono trasformazioni strutturali per dotare l’isola di fonti di energia rinnovabile e garantirle piena autonomia. Sono in corso anche cambiamenti legati all'impronta ecologica e all'ottenimento della certificazione Leed. Inoltre, delle 175 stanze disponibili sull’isola, 30 rimangono riservate agli studenti, mentre 40 sono già state riqualificate, di cui le ultime 20 su progetto di Alfonso Femia in collaborazione con Staygreen e Attico Interni».

Il progetto delle camere, che si estende anche agli spazi comuni di una delle palazzine ricettive, si ispira al colore blu della laguna e alle sue atmosfere più autentiche, che rivivono in ciascuna stanza grazie a grandi immagini fotografiche ispirate all’ambiente veneziano e realizzate da Luc Boegly, Mario Ferrara, Salvatore Greco e Stefano Anzini.

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