LA VISITA AL CARCERE

San Vittore, quel portone mai varcato da un Papa a Milano

di Giovanni Negri

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Reuters


1' di lettura

C'è un portone che nessun Papa aveva mai varcato a Milano. Quello del carcere di San Vittore in piazza Filangeri 2. Papa Francesco lo ha appena attraversato per un incontro con una nuova faccia di quel popolo dei dimenticati che tanto gli è caro. Poche ore, prima dei nuovi bagni di folla del pomeriggio a Monza e allo stadio di San Siro in questa densa visita milanese. Ma, anche se in ritardo rispetto alla tabella di marcia, saranno ore assai intense: Papa Francesco visiterà buona parte dei “raggi” del carcere, i bracci che conducono al cuore dell'istituto. A partire dal primo, sosterà poi con le tante categorie di carcerati del microcosmo collocato nel cuore di Milano, dalle detenute madri e i loro figli a chi è recluso nel sesto raggio, quello di chi, per il crimine per il quale è stato condannato, non può mischiarsi con gli altri. Il pranzo, condiviso da tutti gli 860 detenuti, si svolgerà al terzo raggio e sarà preparato dagli allievi della Libera scuola di cucina, una delle tante attività in cui possono distinguersi i reclusi. A tavola siederanno un centinaio di detenuti, scelti in modo tale da rappresentare la pluralità di fedi e culture ospitate all'interno dell'istituto; non va dimenticato infatti che quasi il 70% della popolazione di San Vittore è straniera

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