ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl peso della burocrazia

Sanatoria 2020, ancora in attesa un quarto delle domande

Presentate 207.870 istanze per regolarizzare lavoratori domestici e agricoli

di Bianca Lucia Mazzei e Serena Uccello

(Agf)

2' di lettura

A oltre due anni dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande (15 agosto 2020), quasi un quarto delle richieste di sanatoria dei lavoratori irregolari del settore agricolo e domestico, è ancora in attesa di una risposta. A dirlo sono i dati forniti dal ministero dell’Interno al Sole 24 Ore del Lunedì, secondo cui al 10 novembre, risultavano ancora in corso di istruttoria 51.019 domande, ossia il 24,5% delle 207.870 istanze che erano state presentate nell’estate del 2020.

L’articolo 103 del Dl 34/2020 (convertito dalla legge 17 luglio 2020 n. 77) aveva infatti introdotto una procedura di emersione che si rivolgeva a tutti i lavoratori irregolari (italiani, europei o extra-Ue) che operavano come domestici o braccianti agricoli.

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La maggior parte delle istanze (l’85%) hanno riguardato il lavoro domestico e di assistenza alla persona e per il 15% il settore agricolo, dell’allevamento e zootecnia, pesca, acquacoltura e attività connesse.

Nel dettaglio vediamo che delle 207.870 istanze, 124.389 procedimenti si sono conclusi positivamente con la richiesta dei permessi di soggiorno; 28.231 istanze sono state rigettate; 4.231 sono invece le rinunce da parte dei richiedenti. Il restante numero dei procedimenti è appunto in fase istruttoria.

Dunque, si conferma il trend rallentato degli scorsi mesi. Già lo scorso marzo un analogo monitoraggio del Sole 24 Ore aveva registrato come le istanze esaminate in quel momento fossero il 60,24%, con prefetture come Milano, Napoli e Roma più indietro (si tratta però delle realtà territoriali con il maggior numero di richieste di regolarizzazioni) e prefetture come Nuoro e Oristano che avevano già esaurito le domande o altre come Verbano Cusio Ossola, Piacenza e Pescara che allora erano oltre il 94 per cento. Territori con un numero di domande molto più contenuto.

A determinare i ritardi sicuramente la pandemia, che ha inevitabilmente rallentato il flusso agli sportelli dei richiedenti. A incidere anche la questione delle risorse umane. Per prendere in carico ed esaminare le istanze erano stati inseriti negli uffici 800 lavoratori in somministrazione (le risorse economiche necessarie erano state già stanziate dal Dl 34/2020). Il loro inserimento era stato successivo a una gara europea che aveva richiesto sei mesi. L’incarico però era scaduto nell’autunno 2021 e quindi prorogato fino al 31 marzo 2022. Una soluzione ventilava un possibile coinvolgimento della Corte dei conti e dell’Anac, per poter prorogare gli incarichi, possibilmente senza indire una nuova gara.

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