Occupazione

Sanatoria domestici, via d’accesso per lavorare in altri settori

Il provvedimento si è rivelato funzionale alla regolarizzazione non solo delle colf e badanti. La punta in Trentino Alto Adige dove su 1.331 emersioni solo il 19% ha come datore una famiglia

di Valeria Zanetti

(9nong - stock.adobe.com)

3' di lettura

Giovane, uomo, occupato nel settore agricolo o domestico. È l’identikit del lavoratore straniero, che ha potuto approfittare della sanatoria prevista dal decreto Rilancio (dl numero 34/2020).

Il provvedimento ha introdotto all’articolo n. 103 la possibilità di regolarizzare i senza permesso di soggiorno ed i primi risultati parziali, aggiornati al 30 settembre scorso (molte pratiche sono ancora incagliate nelle Prefetture, ndr), evidenziano l’emersione di 137 mila rapporti, per una platea di 125mila addetti nell’intero Paese. Di questi ultimi, il 34% fa il badante; il 45,5% è donna; il 58,8% ha meno di 40 anni.

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Una delle principali critiche al sistema della “sanatoria” riguarda la possibilità che, limitando fortemente i settori ammessi, molti lavoratori “in nero” di altri comparti abbiano utilizzato lo strumento in modo improprio, come “porta di accesso” al mercato dell’impiego regolare. L’ipotesi sembra confermata dall’analisi dei dati Inps contenuta nel III Rapporto annuale Domina sul lavoro domestico, a cura dell'Osservatorio che fa capo all’associazione delle famiglie datori di occupazione in Italia: su 125mila lavoratori emersi finora, il 9% ha infatti già cambiato mestiere e da colf, badante, baby sitter è diventato dipendente d’azienda o si è messo in proprio.

Da premettere che a fine 2020, in Italia, sempre secondo Inps, i datori di lavoro domestico regolari risultavano 992 mila, con un incremento del +8,5% sull’anno precedente. Ciò a causa del fatto che il lockdown aveva trattenuto a casa i genitori in lavoro agile, i figli in didattica a distanza, insieme ad anziani e disabili, rendendo indispensabile un aiuto domestico. Nel solo Veneto, secondo i dati dell’agenzia regionale, Veneto Lavoro, le assunzioni sono esplose, dalle 35mila del 2019 alle 48mila del 2020, assestandosi sulle 42mila e 400 del 2021.

Per mettere in luce le peculiarità dei lavoratori emersi, si possono confrontare le caratteristiche di quest’ultimi con quelle degli operatori “tipo” del 2019.

Gli uomini rappresentavano l’11%, mentre sono il 55% dei beneficiari della “sanatoria”. Le badanti, in genere la metà dei lavoratori del settore, tra le emersioni raggiungono solo il 34%. Infine, solo l’11% aveva meno di 40 anni; ma tra i lavoratori che hanno fruito della sanatoria si arriva al 59%. A Nord Est la tendenza si accentua. In Trentino Alto Adige, ad esempio, sono 1.331 gli addetti che hanno regolarizzato la loro posizione, ma solo il 18% è occupato come badante e solo il 28% è donna. La stragrande maggioranza, ovvero il 69,9%, ha meno di 40 anni.

In Veneto, sono 9.912 gli stranieri, che hanno approfittato della sanatoria, stando alle elaborazioni finora disponibili e anche in questo caso i badanti sono una piccola parte, ovvero il 18,9%; le donne sono il 32,5%; la platea di under 40 si attesta al 64,9%. In Friuli Venezia Giulia, infine, la situazione più equilibrata con 1.254 lavoratori emersi, il 33,6% badanti; il 48% donne; il 55% sotto i 40 anni.

La “sanatoria” – è la tesi del Rapporto Domina – si è rivelata funzionale alla regolarizzazione non solo dei domestici. Non è un caso che i lavoratori giovani, con meno di 40 anni, siano stati regolarizzati in maggioranza al Nord, con i picchi del Trentino Alto Adige, della Liguria (67%), di Lombardia e Veneto, entrambe intorno al 65%. Molti hanno già cambiato impiego come certifica la percentuale di regolarizzati che nel 2021 hanno almeno una dichiarazione contributiva “Uniemens”, pari al 9,2% dei lavoratori usciti dal “nero”. Anche in questo caso si registrano forti differenze regionali, infatti nel Nord Est la percentuale sale al 16,2%, in particolare in Trentino Alto Adige, al 28,5%, mentre nel Sud si abbassa al 4,5%.

«Sono circa 120mila le famiglie datori di lavoro che hanno approfittato della sanatoria. Evidente l’importanza delle emersioni per la legalità, la sicurezza e i diritti di lavoratori e famiglie. È innegabile tuttavia anche il beneficio per lo Stato, in termini di nuovo gettito fiscale e contributivo», ha commentato Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina.

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