Intervista

Sandri, country head Italia di BlackRock: «Stress test riuscito senza sacrificare i rendimenti»

Per il manager della società di gestione patrimoniale più grande al mondo il Covid-19 è stata, per i prodotti finanziari sostenibili, una prova del fuoco superata

di V.D'A.

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Per il manager della società di gestione patrimoniale più grande al mondo il Covid-19 è stata, per i prodotti finanziari sostenibili, una prova del fuoco superata


2' di lettura

«Il Covid-19 è stata la prima reale prova di fuoco per i prodotti finanziari sostenibili. Una sorta di stress test. Ebbene, la prova è stata superata. Gli indici sostenibili hanno quasi sempre sovraperformato quelli tradizionali dimostrando una maggior resilienza». Giovanni Sandri è il country head in Italia di BlackRock, il più grande asset manager del mondo con circa 6.500 miliardi di dollari in gestione. In quest’intervista spiega a che punto sono le strategie del gruppo Usa in tema di sostenibilità.

Alcuni attribuiscono le sovraperformance degli indici sostenibili all’assenza dell’oil&gas. Che ne pensa?

Non è così. Fra l’altro, l’oil&gas è presente negli indici Esg anche se in misura minore.

Allora questa resilienza a cosa è dovuta?

Alla qualità e alla bassa volatilità delle aziende più sostenibili. E lo abbiamo verificato nei nostri studi. Lo shock è stato veloce e profondo. Le aziende che hanno maggiormente resistito sono quelle con una cultura aziendale solida, dove i dipendenti sono soddisfatti e dove è presente una buona catena di fornitura. Questo ci porta a dire che le aziende sostenibili sono più resilienti durante una recessione.

Ciò spiega l’aumento della raccolta per i fondi sostenibili del 41% nei primi tre mesi dell’anno nel mondo?

La crisi Covid-19 sta dimostrando che chi adotta le strategie sostenibili non deve scendere a compromessi con i rendimenti. Era stato ipotizzato in via teorica da numerosi studi e ora vi è anche un’evidenza empirica.

La lettera di Larry Fink, numero 1 di BlackRock, è ormai un punto di riferimento per la sostenibilità. Non sono mancate le critiche da parte di associazioni ed Ong tra quanto dichiarato e quanto realizzato. A 100 giorni dalla lettera, cosa avete portato a regime?

L’obiettivo che ci siamo posti era che tutti i nostri portafogli attivi fossero completamente integrati in Esg entro fine anno. Questo processo è stato completato per il 70%. Entro fine 2020, il 100% dei nostri portafogli attivi gestirà l’esposizione ai rischi Esg e documenterà come queste considerazioni vengono utilizzate nelle decisioni di investimento. Inoltre entro il 2021 raddoppieremo gli Etf Esg portandoli a 150.

Venivate però criticati sulla trasparenza e sui voti in assemblea.

Il mondo della finanza non può essere diviso in modo semplice fra buoni e cattivi. Ma proprio per rispondere a tali critiche, abbiamo ritenuto necessario dimostrare, in maniera molto trasparente, le nostre valutazioni: ogni trimestre daremo una informativa sulle scelte di voto, con un rendiconto pubblico che illustra i risultati ma anche le motivazioni.

Una domanda sull’azionariato. Pnc Financial, azionista storico di BlackRock, ha deciso di vendere il suo 22%. Che succede?

Pnc Financial ha deciso di uscire dopo una partecipazione solida ed efficace durata decenni. Si chiude un capitolo che aprirà presto nuovi scenari.

L’Italia è alla vigilia di una stagione di m&a nel risparmio gestito. Siete interessati?

No, dopo le grandi acquisizioni realizzate ora puntiamo a una crescita organica che ci spinge, in caso, a valutazioni solo dove necessarie a integrare funzionalità tecniche avanzate.

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