ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’audizione

Sangiuliano: verifica su attuazione Pnrr, costi aumentati. Valutare detrazione del consumo culturale

Lo ha detto il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, davanti alle Commissioni Cultura di Camera e Senato, spiegando che l’impianto fondamentale va preservato e portato avanti perché il rischio è di perdere i fondi

di Andrea Gagliardi

(EPA)

3' di lettura

«L’assoluta priorità del mio Dicastero consiste nell’attuazione degli investimenti del PNRR. Si tratta di un piano con alcuni contenuti che mi sento di sottoscrivere ed altri che invece destano alcune perplessità, soprattutto in sede attuativa. Solo se, in un concerto istituzionale, e d’intesa con gli organismi comunitari sarà possibile cambiare qualcosa, lo faremo». Lo ha detto il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, davanti alle Commissioni Cultura di Camera e Senato, spiegando che l’incremento dei costi rende necessario una verifica su «cosa si possa stralciare o ridimensionare prima dell’avvio». Ma «l’impianto fondamentale del Pnrr va preservato e portato avanti. Il rischio è quello di perdere i fondi»

Mic titolare di 4 miliardi e 275 milioni di euro del Pnrr

Sangiuliano ha ricordato che il Ministero della Cultura è titolare di interventi per 4 miliardi e 275 milioni di euro, inseriti nella Missione 1 - Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Componente 3 – Turismo e Cultura 4.0 (M1C3) del Pnrr e articolati in tre misure, a loro volta suddivise in nove investimenti e una riforma». E che gli obiettivi del 2022 sono stati tutti rispettati.

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Struttura guidata da carabinieri controllerà interventi Pnrr

Non solo. Il ministro ha annunciato inoltre di aver proposto la proroga dell'unità guidata da un generale dei Carabinieri, che ha funzionato con grande efficienza nel controllo dei lavori a Pompei, registrando un solo caso, tra tutti gli appalti affidati ed eseguiti, di infiltrazione criminale. Con l’intenzione di «ampliare il mandato di questa struttura al controllo della realizzazione degli interventi del Pnrr»

Urgente estensione Art Bonus a settore privato

Tra le priorità elencate, «l'estensione dell'Art Bonus al settore privato (Istituti culturali, Fondazioni e imprese), ampliando la platea dei beneficiari del credito fiscale».

Valutare detrazione del consumo culturale

«Previa attenta valutazione degli effetti economici, che devono andare a vantaggio anzitutto del consumatore finale» il ministro ha evocato poi la possibilità di introdurre nel sistema fiscale «un meccanismo di detrazione delle spese per l’acquisto di beni e servizi culturali assieme all’abbassamento dell’IVA su alcuni di questi prodotti». Ciò nella consapevolezza che l’industria dell’arte e della cultura in Italia mettono in moto una filiera produttiva e un numero di addetti ai lavori molto importante».

Massima attenzione alle sale cinematografiche in difficoltà

Mentre la produzione audiovisiva è in un momento di particolare dinamismo, le sale cinematografiche si trovano in una situazione di grande difficoltà: le presenze in sala nel «primo semestre 2022 si sono ridotte del 58% rispetto alla media dei tre anni pre- pandemia, contro il 40% della Germania, il 30% della Francia, il 27% del Regno Unito. Una crisi che si è innestata su una situazione già critica». Di qui, oltre al decreto ministeriale «adottato per incentivare la visione in sala cinematografica di film italiani da parte degli spettatori puntando su una riduzione del prezzo del biglietto di cui si farà carico lo Stato» Sangiuliano ha ribadito che va «subito messo a regime il nuovo sistema di crediti d'imposta calcolato sui costi di funzionamento delle sale e il potenziamento dei Tax credit che agevolano gli investimenti relativi all'adeguamento tecnologico, funzionale e strutturale delle sale cinematografiche». Mentre per il teatro privato, «si può pensare all’introduzione di un meccanismo di tax credit per le produzioni».

5 milioni reperti nei musei ma solo 480mila esposti

Quanto al patrimonio museale statale, il ministro ha spiegato che tra le criticità gestionali c’è il fatto che il 90% delle opere o dei reperti sono nei depositi, così come nel resto del mondo: ma il problema è che in Italia il patrimonio è talmente diffuso, che nei depositi dei soli musei afferenti alla Direzione generale sono custoditi circa 5.000.000 di opere e di reperti, mentre ne vengono esposti all’incirca 480.000». Di qui l’ipotesi di «una strategia di lungo periodo che può portare alcuni grandi musei a generare nuovi spazi espositivi come hanno fatto alcuni grandi musei internazionali. Ad un Uffizi 2 ad esempio a Firenze, in Toscana o perchè no anche all’estero come fatto dal Louvre»

Il ministro ha sottolineato inoltre che «nel 2019, ultimo anno pre-pandemia, solo cinque siti a pagamento superavano il milione di visitatori (Colosseo-Foro, Pompei, Uffizi, Gallerie dell’Accademia, Castel Sant’Angelo), realizzando più di due terzi di tutti gli introiti lordi». «Bisogna lavorare, con politiche mirate, affinché altri siti possano raggiungere queste cifre - ha aggiunto -. È necessario attuare politiche che portino le persone a frequentare i musei e le aree archeologiche meno frequentati».

Trend visitatori positivo e superiore a pre-pandemia

Quanto agli Uffizi, come riferito dal direttore del museo, «dal mese di giugno c’è un 3% in più di visitatori rispetto al livello pre-pandemia». Il trend è «assolutamente positivo», per cui il prossimo anno se si dovesse confermare, «nel nostro paese potremmo avere un numero di visitatori musei in Italia superiore al 2019».

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