quesito del lunedì

Sanificazione straordinaria in condominio: i costi si dividono tra tutti anche se dipendono da pochi

La presenza di uno studio medico nel condominio può comportare procedure di sanificazione «extra», ma i costi si dividono comunque tra tutti

di Rosario Dolce

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La presenza di uno studio medico nel condominio può comportare procedure di sanificazione «extra», ma i costi si dividono comunque tra tutti


2' di lettura

Il quesito. Se all’interno del condominio sono presenti attività di studi medici che comportano un aumento dei frequentatori condominiali, è consigliabile, a tutela di tutti i condòmini, una più frequente sanificazione periodica. Vorrei sapere se il costo della sanificazione dev’essere a carico degli studi medici oppure di tutti i condòmini. F.V. - Catania

La risposta. La sanificazione delle parti comuni è obbligatoria solo nel caso in cui l’amministratore venga ufficialmente a conoscenza di casi di contagio da coronavirus verificatisi all’interno degli immobili ubicati nell’edificio (tra cui gli studi medici), o nel caso in cui occorra dare luogo all’esecuzione di un’ordinanza sindacale che ne preveda lo svolgimento. In tutti gli altri casi il ricorso alla sanificazione delle parti comuni va valutato sempre come facoltativo, non necessario.

Ad ogni modo, l’amministratore che decide di provvedere al riguardo – anche su impulso dei condòmini – dovrà scegliere una impresa specializzata, iscritta in uno specifico elenco tenuto dalla Camera di commercio del territorio interessato. L’impresa prescelta dovrà documentare la propria abilitazione e offrire in comunicazione i documenti attestanti i prodotti chimici che utilizzerà e il personale adibito allo svolgimento dell’attività stessa (ovvero, l’attestazione dell’informazione e della formazione dei lavoratori ex articoli 36, 37 e 227 del Dlgs 81/2008). Tale documentazione andrà riportata nel registro anagrafe sicurezza di cui all’articolo 1130, sesto comma, del Codice civile.

Quanto alla spesa “straordinaria” per l’effettuazione della sanificazione, la stessa andrà ripartita fra tutti i condòmini, secondo la tabella di proprietà. L’amministratore e l’assemblea dei condòmini non sono provvisti dei poteri di autodichiarazione, per cui non sono in grado di imputare le spesa direttamente in capo al condomino (in questo caso a uno studio medico, o a più studi medici). Resta salvo il diritto del condominio di chiedere la ripetizione delle somme anticipate (da accertare in sede giudiziaria) nei confronti del soggetto che vi ha dato causa.

Il quesito è tratto dall’inserto L’Esperto risponde, in edicola con Il Sole 24 Ore di lunedì 3 agosto. Il numero in edicola è il primo di quattro numeri monografici #AgendaEstate che, nel corso del mese di agosto 2020, affronteranno temi di agevolazioni fiscali per i lavori in casa, previdenza e lavoro, accompagnati da Guide rapide dedicate.

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