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Sanificazioni, ok al fai da te in attesa del bonus fiscale

Decreti e protocolli non obbligano a ingaggiare imprese specializzate e non è prevista una certificazione ad hoc. Il credito d’imposta del 60% aspetta il provvedimento attuativo

di Marta Casadei e Marisa Marraffino

Coronavirus, Fase 2: sanificazione extra a Bergamo-Orio al Serio

Decreti e protocolli non obbligano a ingaggiare imprese specializzate e non è prevista una certificazione ad hoc. Il credito d’imposta del 60% aspetta il provvedimento attuativo


3' di lettura

Dai mobili ai filtri dell’aria condizionata, dalle tastiere dei computer a quelle dei Pos. La sanificazione (o pulizia: i provvedimenti citano entrambi i termini) non è solo il primo e indispensabile atto per la ripartenza delle attività - siano esse aziende, studi professionali o negozi - ma sarà una costante di questa fase 2 (e oltre): dovrà essere ripetuta anche più volte al giorno.

La procedura implica nuovi costi da mettere a budget, per cui il Governo ha previsto un bonus fiscale - un credito d’imposta incrementato al 60% dal Dl Rilancio-, ma le imprese possono anche affidare la sanificazione a personale interno e i titolari di attività possono eseguirla in prima persona. Perché, di fatto, non esiste una certificazione “univoca” della validità del trattamento. L’unica indicazione, contenuta già nella circolare del ministero della Salute 5443 del 22 febbraio 2020, è quella dei prodotti da usare: varechina allo 0,1% o etanolo al 70 per cento.

Fai da te e autocertificazione

A confermare la possibilità della sanificazione fai da te sono alcuni tra i provvedimenti presi dalle Regioni: per esempio, la Toscana ha previsto che il datore di lavoro registri anche con autodichiarazione le operazioni effettuate e le trasmetta via web. E dove le Regioni non si sono ancora pronunciate in materia? «Non c’è scritto da nessuna parte che si debba ingaggiare un’impresa specializzata - spiega Dino Gramellini, vicepresidente dell’associazione delle imprese di disinfestazione professionali italiane - e quindi si può autocertificare la propria attività di pulizia, purché si utilizzino i detergenti prescritti dalla legge. Consiglio di tenere nota delle procedure effettuate e di tenere gli scontrini o le fatture dei prodotti impiegati, non solo per ragioni fiscali ma anche per eventuali controlli». Un’altra conferma al fatto che il titolare dell’attività possa eseguire la pulizia o affidarla a personale interno è nella circolare dei Consulenti del lavoro 12 del 6 maggio 2020 che, in risposta a una delle Faq, recita: «Si istruisce il lavoratore su come deve comportarsi nello specifico e si redige un verbale nel quale si dichiara ciò che è stato fatto».

Ad essere obbligatoria - ma anche in questo caso gestibile internamente - è la sanificazione degli impianti di aria condizionata. Nel Rapporto ISS Covid-19 n. 5/2020 è prevista l’accurata pulizia degli impianti che altrimenti dovranno essere spenti, garantendo la massima ventilazione dei locali. In particolare dovrebbe essere fatta (anche dai privati) la pulizia regolare delle prese e delle griglie di ventilazione dell’aria dei condizionatori con un panno inumidito con acqua e sapone oppure con alcol etilico al 75 per cento. Sarà inoltre necessario pulire i filtri almeno ogni quattro settimane.

DALLE REGOLE AI VANTAGGI FISCALI
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Budget quintuplicato per l’agevolazione

Il Dl Rilancio ha aumentato la percentuale del credito d’imposta (che sale al 60%) - utilizzabile in compensazione e non rilevante ai fini delle imposte dirette e dell’Irap - ed estende la platea degli aventi diritto agli enti del Terzo Settore.

Non è tutto: rispetto a quanto stabilito all’articolo 64 del “cura Italia” così come convertito in legge, il Governo ha triplicato il tetto di spesa 2020 per i singoli beneficiari : da 20mila euro , infatti, si è passati a a 60mila euro. Salvo modifiche prima della pubblicazione del Dl Rilancio in gazzetta, il budget complessivo a disposizione per il 2020 è di 200 milioni di euro (quadruplicato rispetto ai 50 milioni inizialmente previsti sempre nel “cura Italia”).
Ad essere agevolati, secondo quanto già approvato con il “cura Italia” sono le procedure di sanificazione e l’acquisto di disinfettanti, mascherine, pannelli protettivi, guanti, calzari , eccetera. Il Dl Rilancio estende la misura anche ai beni di terzi e quelli concessi in uso a terzi.
Per ora, però, il bonus è solo sulla carta: si attende infatti un decreto attuativo del Mise che dovrebbe chiarire, tra le altre cose, se sono agevolate le sanificazioni fatte da tutte le imprese di pulizia o solo da quelle ex Dm 247/1997.

Per approfondire:
Distanze, orari e igiene: come il virus ridisegna uffici e posti di lavoro

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