sospette tangenti di Manutencoop

Sanità campana sotto inchiesta, negli atti i presunti «ricatti» a De Luca

di Ivan Cimmarusti

3' di lettura

Dai «ricatti» al governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, fino al presunto «sistematico pagamento di tangenti» della cooperativa Manutencoop. Sono gli atti sul nuovo scandalo della sanità campana, a far emergere nuovi particolari investigativi che presto potrebbero riservare interessanti sorprese.

Gli indagati
L'inchiesta è dei sostituti procuratori Henry John Woodcock, Celeste Carrano ed Enrica Parascandolo, che hanno ottenuto l'arresto di sei persone, tra le quali risulta l'avvocato Guglielmo Manna, marito del giudice Anna Sconnamiglio. I due sono già a giudizio assieme a Nello Mastursi, ex capo segreteria di De Luca, con l'accusa di induzione indebita a promettere. In particolare, Manna avrebbe tentato di ottenere un incarico nella sanità campana promettendo in cambio un provvedimento di favore per De Luca, sul quale a luglio 2015 pendeva la spada di Damocle per l'applicazione della Legge Severino (decadenza) in seguito a una sentenza di condanna (poi comunque annullata in Appello e Cassazione).
Tra gli indagati nell'inchiesta sulla sanità campana, inoltre, figurano anche i vertici della Manutencoop: Danilo Bernardi, direttore divisione pubblico e poi divisione mercati internazionali, Michele Codoni, responsabile area sud, Federico Garavaglia, responsabile tecnico, e Francesco Sciancalepore, ex manager per l'area sud.

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L'inchiesta e i contatti con l'appalto Fm4
L'indagine ruota attorno a un presunto giro di tangenti per l'ottenimento dell'appalto per il servizio di pulizia dell'ospedale Santobono-Pausilipon. Nel mirino è finita la Manutencoop, capofila di una Ati composta anche da Euroservizi Generali Group e Security Service Manutencoop. A chiarire il ruolo di Manutencoop - cooperativa già ampiamente citata nel procedimento Consip sull'appalto Fm4 da 2,7 miliardi di euro - c'è l'imprenditore Pietro Coci, definito l'intermediario del giro di tangenti.

«Prassi per Manutencoop pagare tangenti»
Coci racconta che «in relazione ai miei rapporti con i dirigenti di Manutencoop voglio precisare che, subito dopo la richiesta di tangente formulatami dal Poziello (Giorgio, coordinatore infermieristico del Santobono-Pausilipon, ndr) nella misura del 4% rispetto al prezzo di aggiudicazione (dell'appalto, ndr), mi recai e incontrai immediatamente i due dirigenti di Manutencoop nelle persone di Francesco Sciancalepore e Crescenzo Tirone proponendogli e spiegandogli i termini di tale accordo illecito; ebbene rispetto alla richiesta di tangente formulatami dal suddetto pubblico ufficiale i due menzionati “uomini Manutencoop” dirigenti, senza colpo ferire e senza fare una piega, mi dissero che erano assolutamente d'accordo e che per loro della Manutencoop la prassi era quella di pagare sistematicamente, nel settore degli appalti pubblici, il 2-2,5% del prezzo di aggiudicazione di tangente, e non il 4%». Coci aggiunge di aver parlato anche con «Danilo Bernardi, Federico Garavaglia e Michele Codoni, tutti coinvolti in tale vicenda illecita nella sua evoluzione (...) In particolare, nella fase in cui la Manutencoop doveva sborsare la sua porzione di tangente, dovendo dunque far uscire dalle casse della stessa cooperativa il denaro necessario; tale rapporti si sono sviluppati in diversi mesi, e numerosi sono stati i miei colloqui con gli uomini della Manutencoop diretti appunto a trovare le modalità e l'escamotage contabile per far uscire i soldi destinati ai pubblici ufficiali intranei all'ospedale Santobono-Pausilopon».

Il ricatto a De Luca
Nelle intercettazioni, inoltre, c'è anche un presunto riferimento a un ricatto che sarebbe stato orchestrato per favorire Guglielmo Manna, così da farlo nominare alla direzione di una Asl. La vicenda è già nota, ed ha portato alla sbarra degli imputati lo stesso Manna. In particolare, avrebbe utilizzato la moglie, il giudice Anna Sconnamiglio, che a luglio 2015 doveva decidere sull'applicabilità della Legge Severino per De Luca, per una condanna in primo grado. Il dialogo intercettato è tra Coci e Poziello. «I due - scrivono gli investigatori negli atti - discutono di come ottenere, evidentemente in favore del Manna, la direzione di una Asl grazie agli appoggi politici del primo e a prospettazioni ricattatorie, come il far “uscire una sentenza contro De Luca”, nonché i rapporti del Poziello con uomini politici ed esponenti di primo piano del clan dei Casalesi».

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