il documento inviato alle regioni

Sanità, il ministro Speranza chiede 3,5 miliardi e l’addio al superticket

Le richieste nella nuova bozza del Patto per la Salute che il ministero ha inviato alle Regioni. Nel mirino anche l’emergenza della carenza dei medici.

di Barbara Gobbi


Medici: firmato il contratto dopo 10 anni: aumenti medi di 200 euro al mese

2' di lettura

La conferma dei 3,5 miliardi di euro complessivi di aumento del Fondo sanitario nazionale per gli anni 2020 (+2 miliardi) e 2021 (+1,5 miliardi). L'addio al superticket e la revisione di tutto il sistema di compartecipazione dei cittadini con una graduazione degli importi in base a costo delle prestazioni e Isee. «Ulteriori flessibilità» per il nuovo tetto alle assunzioni Ssn fissato a primavera scorsa dal decreto legge Calabria e l’addio ai piani di rientro e commissariamenti limitati «a situazioni di particolare gravità».

Medici: firmato il contratto dopo 10 anni: aumenti medi di 200 euro al mese - GUARDA IL VIDEO

Sono questi i punti principali trattati nelle quindici «schede» in cui si articola il documento sul nuovo Patto per la salute 2019-2021 inviato dal ministero, guidato da Roberto Speranza (Leu), alle Regioni. Un tentativo di ripartenza: il Patto andava sottoscritto entro il 31 marzo scorso (pena, ormai in via teorica, il mancato accesso agli incrementi del Fsn previsti in legge di Bilancio) ma fino a oggi per l'impasse nelle trattative tra ministero e governatori è rimasto lettera morta. L'incontro di lunedì 23 settembre tra la delegazioni dei tecnici regionali e quella della Salute aveva lasciato il dialogo in sospeso. Così gli assessori si sono visti recapitare la nuova traccia confezionata dalla Direzione Programmazione del dicastero guidata da Andrea Urbani. Che dà il suo imprinting: basta con la logica dei ticket, largo alla misurabilità dei risultati, anche in ambito liste d'attesa e in vista di una migliore allocazione delle risorse, utilizzo del Nuovo Sistema di garanzia del marzo 2019 come strumento di misurazione di situazioni di particolare squilibrio nei servizi sanitari regionali, con l'attribuzione di punteggi relativi a un set di indicatori.

Tra le altre misure contenute nella nuova bozza di Patto confezionata dal ministero, un Piano di contrasto alla mobilità sanitaria passiva che potenzi l'offerta di cure nei settori critici, l'ammodernamento della governance di farmaci e dispositivi medici cui aveva già messo mano la precedente ministra della Salute Giulia Grillo e più risorse per l'edilizia sanitaria, per un fabbisogno stimato in 32 miliardi di euro (+1,5 miliardi per nuove tecnologie). Ancora, tornano in auge propositi sempreverdi: dalla riforma degli enti vigilati del ministero (Aifa, Iss e Agenas) alla revisione dei fondi sanitari integrativi «in chiave complementare e sistemica con il Servizio sanitario nazionale». Nella «scheda» risorse umane, infine, compare una serie di spunti già contenuti nella proposta che le Regioni stanno definendo per tamponare la carenza di medici: oltre alla flessibilità dei limiti di spesa per le assunzioni e ai “premi” per il lavoro disagiato, la revisione del sistema di formazione dei medici specialisti e del corso di formazione in medicina generale, la valorizzazione delle competenze delle altre professioni sanitarie, a partire dagli infermieri.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...