l’accordo

Sanità privata, contratti verso lo sblocco. Regioni pronte a modificare i tetti di spesa

Il rinnovo, fermo da 13 anni, potrebbe sbloccarsi grazie alla manovra che ha confermato 2 miliardi in più al Fondo sanitario per il 2020. Risorse che le Regioni sono pronte ad utilizzare anche per modificare i tetti di spesa per gli acquisti delle prestazioni sanitarie da privato

di Marzio Bartoloni


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2' di lettura

Il rinnovo del contratto della Sanità privata, fermo da 13 anni, potrebbe finalmente sbloccarsi grazie alla manovra che ha confermato 2 miliardi in più al Fondo sanitario per il 2020. Risorse che le Regioni sono pronte ad utilizzare anche per modificare i tetti di spesa per gli acquisti delle prestazioni sanitarie da privato introdotti dalla legge Balduzzi (Dl 95/2012): Norme che il Governo a sua volta è pronto a cambiare. Un passo, questo, che a sua volta sblocherrebbe il contratto che riguarda circa 300 mila tra infermieri, radiologi, operatori socio-sanitari, fisioterapisti.

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Il nodo dei contratti della Sanità privata è stato uno dei primi dossier di cui si è occupato a metà settembre il ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo il suo insediamento. Ora si apre più di uno spiraglio per lo sblocco del rinnovo dei contratti della Sanità privata entro il 2020. A dare la spinta le Regioni che dopo aver incassato i 2 miliardi in più per il Fondo sanitario per il 2020 sono pronte a impegnarsi in questa partita che per le stesse Regioni - che si accollano il 50% del rinnovo - vale 150 milioni. L’accordo in Conferenza delle Regioni prevede infatti che verificato «l’impegno del Governo ad una modifica normativa per consentire la rivisitazione del vincolo fissato dal DL n. 95 del 2012 sugli acquisti di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditati per tutte le Regioni» c’è la disponibilità delle Regioni «ad intervenire a partire dal 2020 per una positiva conclusione della vertenza per il rinnovo del Ccnl della Sanità privata attraverso un aumento del budget delle prestazioni fino al 50% dei costi del rinnovo contrattuale che ogni Regione verificherà a livello territoriale. Resta fermo - conclude il testo dell’accordo - che ciascuna Regione si farà carico di individuare le modalità attraverso le quali assicurare il contributo per il proprio territorio».

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