Outlook Salute Italia Deloitte

Sanità promossa ma oltre un quarto dei cittadini rinuncia alle cure per mancanza di soldi

È il risultato emerso da 3500 interviste condotte sul territorio nazionale nell'ambito di una ricerca demoscopica realizzata da Deloitte. Tra le criticità anche le liste d’attesa e la digitalizzazione

di Barbara Gobbi


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(Ansa)

3' di lettura

Alla sanità pubblica un voto medio “sufficiente” con un punteggio di 6,3 su una scala da 1 a 10; a quella privata un “buono” con uno “score” pari a 7,3. Piacciono soprattutto i servizi di prossimità come il 118 (voto medio 6,8), quelli offerti dal medico e dal pediatra di famiglia (6,8) e i servizi aggiuntivi offerti dalle farmacie (6,6).

A premiare nel suo complesso la sanità italiana sono i risultati delle circa 3.500 interviste sul territorio nazionale condotte nell'ambito di una ricerca demoscopica realizzata da Deloitte e presentata a Roma alla prima edizione dell'evento “Outlook Salute Italia 2021-Prospettive e sostenibilità del Sistema sanitario”, curato da Guido Borsani, senior partner Deloitte e Governement and Public Services Industry Leader dell'area Central Mediterranean e patrocinato da Amchan.

Il quadro complessivo conferma però una serie di criticità già evidenziate in altri report , tra rinuncia alle cure, liste d'attesa e digitalizzazione che segna ancora il passo.

«I risultati della ricerca confermano il posizionamento del Sistema sanitario nazionale, riconosciuto come uno dei migliori a livello globale, in quanto il giudizio complessivo restituito dagli italiani è positivo - commenta infatti Guido Borsani -. Emerge tuttavia un'area di grande sofferenza dettata dalla quota di pazienti che hanno rinunciato a cure mediche per motivi economici. Purtroppo, con riferimento all'ultimo anno, la percentuale supera un quarto dei rispondenti. Questo fenomeno costituisce un elemento di preoccupazione circa la tenuta dell'universalità del nostro sistema ed è ulteriormente rafforzato dalla criticità emersa sui tempi di attesa e dall'attitudine a viaggiare per ricevere le cure necessarie in tempi idonei».

Di più: una buona fetta del campione - complici le lunghe attese che nell'ultimo triennio avrebbero contribuito alla migrazione sanitaria di circa un terzo degli italiani dalla propria Regione, nel 72% dei casi per visite specialistiche o ricoveri - teme di dover ricorrere sempre più in futuro a spese di tasca propria.

«In questo contesto possono ricoprire un ruolo decisivo anche le polizze assicurative salute la cui diffusione ad oggi ha ancora importanti margini di sviluppo in termini di distribuzione e offerta», aggiunge Bersani.

Le polizze gli italiani le conoscono, ma solo uno su cinque di quanti hanno risposto all'indagine dichiara di averne sottoscritta una. Pesa il fattore diffidenza: il 49% di quanti non hanno una polizza salute non sono intenzionati all'acquisto per costi troppo elevati (44%) e perché non ne sentono l'esigenza (30%). Mentre è stra soddisfatto, secondo l'indagine Deloitte, il 76% dei clienti attuali, che consiglierebbero la scelta di un'assicurazione sulla salute ad amici e parenti.

Infine, l'innovazione digitale: la digital transformation ancora arranca per gli intervistati, che per un terzo (il 29%) valutano la competenza digitale degli operatori sanitari come “buona” o “ottima” mentre il 38% del campione considera il livello di digitalizzazione del comparto sanitario inferiore ad altri settori. Dall'altro lato - rilevano da Deloitte - poco più della metà della popolazione conosce il fascicolo elettronico (59%) e l'utilizzo digitale dei servizi sanitari è circoscritto: poco più di un terzo del campione ha ricevuto un referto medico via e-mail (37%) o ha prenotato online una prestazione sanitaria (35%). Solo l'8% delle persone ha fruito di servizi di telemedicina, quota inferiore di quanto sia registrato a livello globale (dal 13% al 29%).

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