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Sanlorenzo: «In sei mesi assunta una persona al giorno sul territorio»

di Raoul de Forcade

Massimo Perotti. Patron di Sanlorenzo

3' di lettura

«Dal 15 gennaio 2022 a fine giugno abbiamo assunto una persona al giorno su territorio». Massimo Perotti, patron di Sanlorenzo, cantiere nautico con quartier generale ad Ameglia (la Spezia), che realizza yacht da 24 a 70 metri, sintetizza così il contributo che la sua azienda («ma in generale nautica», sottolinea) sta dando alla Liguria. «Anche i nostri fornitori, noi abbiamo circa 2.500 operai che vengono a lavorare in cantiere da ditte appaltatrici - aggiunge - hanno fatto assunzioni. Ora però cominciamo ad avere difficoltà a trovare manodopera qualificata». Ed è per questo che l’azienda si sta impegnando sulla formazione, puntando sugli Its.

Sanlorenzo è uno dei cantieri italiani (con Azimut Benetti e Ferretti) che coprono i primi tre posti della top ten mondiale dei costruttori di barche da 24 metri in su. Oltre alla sede storica di Ameglia, acquisita nel 2005, che totalizza un fatturato di 200 milioni circa e produce yacht in composito dai 24 ai 28 metri di lunghezza, ha un altro cantiere alla Spezia (l’ex San Marco, acquistato nel 2016 con un investimento di 30 milioni), dove vengono realizzate barche in acciaio e alluminio dai 40 ai 70 metri, per un fatturato di circa 220 milioni. Sanlorenzo ha, poi, un terzo sito produttivo a Viareggio, dove sono costruiti yacht in composito dai 30 ai 40 metri, con ricavi pari a circa 250 milioni l’anno.

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L’azienda è quotata in Borsa e, afferma Perotti, «le cose stanno andando bene per noi: quest’anno confermiamo la guidance che abbiamo dato agli investitori; il trend è positivo, nonostante la pandemia e la guerra tra Russia e Ucraina. Del resto, l’incidenza dei clienti russi sulle nostre vendite è minima. Prevediamo, dunque, ricavi netti nel 2022 per 700-740 milioni, con un aumento del 23% sul 2021, anno in cui avevamo già segnato una crescita di fatturato del 28%. La Borsa, peraltro, è stata una scelta fatta (la quotazione è avvenuta a fine 2019, ndr) per sviluppare l’azienda, ed ha funzionato. Ci ha permesso, tra l’altro, di imparare a lavorare con regole stringenti che, nel tempo, danno professionalità e visibilità nei confronti degli stakeholder». Riguardo al personale, «come accennavo - sottolinea Perotti - nei primi sei mesi dell’anno abbiamo reclutato dalle 160 alle 165 persone, con assunzioni fatte tutte in Liguria; l’80% dei nuovi arrivati in azienda lavora sul territorio ligure e il 20% a Viareggio. I nostri fornitori, peraltro, sono concentrati tra l’area a Nord della Spezia e il confine con la Toscana. Del resto, la centralità della Liguria, e in particolare dello spezzino, per la nautica e il suo indotto, è confermata dal fatto che, negli ultimi 15-20 anni, sono arrivati nell’area tutti i principali cantieri: Riva (gruppo Ferretti, ndr), Baglietto, Perini».

Per approfondire le ragioni delle recenti difficoltà nel trovare manodopera, Perotti fa un’analisi di mercato. «Prima del Covid - afferma - l’economia era già in espansione; con la pandemia ha avuto una battuta d’arresto ma è ripartita subito dopo e la manodopera specializzata è stata immediatamente utilizzata. Ora scarseggia: c’è richiesta di lavoro ma non c’è un’offerta qualificata. Abbiamo, quindi, fatto diversi incontri con Confindustria, altri operatori, come Fincantieri e Leonardo, col sindaco di La Spezia e il Cisita (Agenzia formativa e di servizi per il lavoro, emanazione di Confindustria La Spezia e Confindustria Liguria) per sviluppare Its ad hoc. Dal Pnrr sono assegnati circa 8 milioni di euro al territorio spezzino, proprio per creare Istituti tecnici superiori. Occorre formare i giovani perché credo che la crescita della nautica si manterrà nel tempo, se Putin non invade altri Paesi, e continuerà ad avere ricadute positive sul territorio ligure». Secondo Perotti, inoltre, «in particolare alla Spezia, gli operatori della nautica hanno bisogno di nuovi spazi. Se la Marina militare concedesse quelli dell’Arsenale che non vengono utilizzati, le aziende potrebbero espandere il settore del refit degli yacht. Il 51% delle navi da diporto sopra i 24 metri costruite nel mondo, è realizzato in Italia. Tutti questi yacht, nel tempo, hanno bisogno di manutenzione e oggi vanno per lo più a Marsiglia e Barcellona perché, per il refit, hanno bisogno di spazi che noi non abbiamo. E così dobbiamo rispondere “no” ai clienti che ci chiamano».

Tra le novità Sanlorenzo in via di realizzazione nei cantieri liguri, c’è il 22,5 metri multiscafo, previsto in acqua per la primavera 2023, e il 50 metri con l’hotellerie alimentata dalla tecnologia a fuel cell di Siemens, con metanolo trasformato in idrogeno, la cui debutto in mare è preventivato tra fine primavera e inizio estate del 2024.

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