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Sanofi-Regeneron: al via test di un farmaco per Covid-19 su pazienti europei

Il Kevzara, usato per l’artrite reumatoide, potrebbe servire a tenere sotto controllo la risposta immunitaria. Programma clinico su 300 ricoverati anche in Italia

di R.Mi.

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(ANSA)

Il Kevzara, usato per l’artrite reumatoide, potrebbe servire a tenere sotto controllo la risposta immunitaria. Programma clinico su 300 ricoverati anche in Italia


2' di lettura

La corsa a testare farmaci per curare i casi più gravi di Coronavirus Sars-Cov-2 vede scendere in campo Sanofi e Regeneron Pharmaceuticals che hanno avviato anche in Europa e Canada un programma clinico per la valutazione del Kevzara (sarilumab) in pazienti ricoverati affetti da forma grave di Covid-19. Iniziato il 16 di marzo negli Stati Uniti, il programma utilizza il farmaco contro l’artrite reumatoide per cercare di modulare la risposta infiammatoria iperattiva nei polmoni dei pazienti di Covid-19.

Trecento pazienti europei
Il Kevzara è un anticorpo monoclonale completamente umano che inibisce (come il tocilizumab) l’interleuchina-6 (Il-6) e potrebbe quindi essere in grado di contenere l’infiammazione che danneggia, spesso in maniera irreparabile, i polmoni. Le società farmaceutiche hanno fatto sapere che il reclutamento di pazienti per le fasi finali del programma clinico è stato avviato in Italia, Spagna, Germania, Francia, Canada e Russia mentre negli Stati Uniti è iniziato la settimana scorsa. Nel programma verranno coinvolti circa 300 pazienti ospedalizzati di più Paesi che si trovano in condizioni molto gravi.

La tempesta citochinica
Il nuovo virus chiamato Sars-CoV2 ha già infettato oltre 700mila persone nel mondo - il dato riguarda i casi censiti di gran lunga inferiori a quelli reali - e provocato 30mila decessi. I medici di tutto il mondo, in primo luogo in Cina, Paese dove il virus ha iniziato la sua diffusione, hanno osservato che i pazienti più gravi sono quelli che sperimentano la cosidetta “tempesta citochinica” ovvero una reazione esagerata del sistema immunitario che finisce per attaccare gli organi . Più o meno come avviene in alcune patologie autoimmuni. Pertanto alcuni medici ipotizzano che i farmaci immunosoppressori - inclusi gli anticorpi monoclonali - potrebbero essere utili a contenere tale risposta autoimmune. La statunitense Regeneron sta conducendo i test negli Stati Uniti mentre la francese Sanofi lo fa fuori dagli Usa.

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