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Sanremo cambia musica: fuori Al Bano, D'Alessio, Ron e Ferreri. Lele primo tra i Giovani

di Francesco Prisco

Lele (Ansa)

4' di lettura

Con la semifinale cambia il meccanismo di votazione ed ecco che arrivano le sorprese: lasciano il 67esimo Festival della canzone italiana Al Bano, Gigi D'Alessio, Giusy Ferreri e Ron. Il primo vincitore di Sanremo 2017, quello della categoria Nuove proposte, è invece Lele, finalista ad Amici 2016, con il pop giovanilistico di «Ora Mai».

Già tempo di verdetti per la kermesse nazionalpopolare per eccellenza, in attesa della finale che stasera decreterà il primo classificato della categoria Big. Nessuno, alla vigilia, avrebbe probabilmente scommesso su tre delle quattro eliminazioni di ieri. Era nell'aria che Giusy Ferreri, in concorso con la debolissima «Fa talmente male», dovesse abbandonare il campo ma non si può dire altrettanto dell'highlander Al Bano («Di rose e di spine») la cui uscita di scena è stata accolta dai fischi dell'Ariston, di Gigi D'Alessio («La prima stella») che ha invece suscitato gli applausi degli haters e di Ron che forse ha portato uno tra i brani più deboli («L'ottava meraviglia») della sua personale storia sanremese. C'è chi parla di «svolta epocale», chi di definitivo passaggio del testimone a favore della generazione talent show come fu quando Claudio Villa abdicò per Gianni Morandi, chi imputa le responsabilità dell'accaduto al nuovo meccanismo di voto incentrato su televoto (40%), giuria di qualità (30%) e giuria demoscopica (30%). Tanto più che il vincitore del concorso delle Nuove proposte viene dal talent di Amici: si tratta di Lele ed è napoletano come anche Maldestro, secondo con la pensosa ballad «Canzone per Federica», una tra le migliori cose ascoltate a questo Festival. Per lui anche il premio della critica e il premio Assomusica per l'esibizione live. Dopo la doppietta partenopea si piazzano Francesco Guasti («Universo») e Leonardo Lamacchia («Ciò che resta»).

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Dalla strage di Nizza all'omaggio a Moroder
Per il resto la quarta serata del festival co-gestito da Carlo Conti e Maria De Filippi ha continuato ad alternare Tv verità a Tv varietà. L'eroe del quotidiano presentato dalla De Filippi stavolta è stato Gaetano Moscato, sopravvissuto alla strage di Nizza del 14 luglio, quando un Tir lanciato sulla folla uccise 85 persone, provocando centinaia di feriti. Moscato mise in salvo figli e nipoti e fu investito dal Tir che gli amputò la gamba. Moscato, che oggi cammina con una protesi, è arrivato all'Ariston con il nipote Filippo che la sera della strage ha chiamato i soccorsi per il nonno. All'Ariston si commemorano anche le vittime delle Foibe. In tre tempi: prima è il governatore della Liguria Giovanni Toti a fare riferimento alla tragedia, poi Conti che però parla di «italiani che furono costretti a lasciare le loro abitazioni alla fine della Seconda guerra mondiale». Più avanti il presentatore specificherà: «Forse prima non si è capito bene: quando parliamo di Foibe, parliamo di morti. Quello a cui mi riferivo prima era l'esodo istriano».

Moroder, orgoglio disco
Sul versante musicale, la serata ha visto anche l'omaggio a Giorgio Moroder, tre premi Oscar, leggenda della disco music impegnato in Riviera come presidente della giuria di qualità. Moroder ha ricevuto il premio Città di Sanremo da Linus che con lui fa parte della giuria di qualità, «a nome di tutti i dj italiani», ha detto Conti che ci ha tenuto a ricordare i suoi inizi proprio dietro la consolle. Protagonista del tributo la cantante Karen Harding che ha eseguito un medley all'insegna di «Take My Breath Away» tratta da da «Top Gun» e «Hot Stuff» di Donna Summer. Ideale passaggio di consegne, più avanti nel corso della trasmissione, con il producer tedesco Robin Schulz.

Il «Sanremellum» come legge elettorale
Il primo momento comico è stato la copertina di Maurizio Crozza che oscillava tra i rumors sul passaggio di Conti a Mediaset e il dibattito sulla legge elettorale. «Carlo e Maria, Maria e Carlo – ha detto il comico -, ormai siete inseparabili: dove va l'uno va l'altra. Maria per amore di Carlo è venuta in Rai, Carlo per amore di Maria... vabbé, per ora c'è una trattativa», ironizza. Non manca un riferimento alla politica: «Stasera c'è il vincitore dei Giovani, domani quello dei Big: il sistema di votazione qui al festival di Sanremo funziona alla grande. Perché non lo usiamo anche per il Parlamento? Il Sanremellum: cinque giorni di campagna elettorale e via». Il pezzo che si era aperto con l'attore genovese nei panni del presidente di Ipsos Nando Pagnoncelli si chiude con un riferimento ancora ai conduttori: «Dai Maria, stringi i denti, domani è finita, torni a casa. Peccato, state talmente bene insieme sulla Rai che guardandovi viene voglia di pagare il canone. A Mediaset però». Tra le incursioni comiche della serata si segnala anche il ritorno di Virgina Raffaele dopo l'exploit dell'anno scorso. Stavolta veste i panni di Sandra Milo: in abito, scarpe e labbra rosso fuoco, si fa intervistare da Carlo Conti. «Non hai mai fatto mistero del tuo ruolo di amante». Lei conferma: «C'è stato Fellini, Craxi, nel frattempo tre mariti... Tu dirai che noia? Sì, ma avevo anche due “trombamici”».

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