ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùla presentazione del festival

Sanremo, De Santis (Rai) difende Baglioni sul conflitto d’interessi

di Francesco Prisco


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Virginia Raffaele, Claudio Baglioni, Teresa De Santis e Claudio Bisio alla conferenza stampa di Sanremo

4' di lettura

L’esultanza per la raccolta pubblicitaria che tocca vette record da un lato, la polemica sul presunto conflitto d’interessi di Claudio Baglioni dall’altro. Questi i temi portanti della conferenza stampa di presentazione del 69esimo Festival di Sanremo, in programma su Rai 1 dal 5 al 9 febbraio. «Abbiamo superato di gran lunga la raccolta degli altri anni, siamo tra i 28 e i 29 milioni, tre più dell’anno scorso», ha detto Teresa De Santis, direttore di Rai 1. Accanto a lei c’è Baglioni, direttore artistico. «Si è parlato di screzi tra di noi, ma la nostra si avvia a essere una sempiterna amicizia», ha continuato il dirigente Rai mostrando sintonia con il cantautore. «Ho ereditato Baglioni e ho avuto modo di apprezzarne il lavoro. Aver rimesso al centro del Festival la canzone italiana è stata fondamentale».

E poi la De Santis fa riferimento al conflitto d’interessi di Baglioni con Friends & Partners e Sony, ai numerosi artisti di queste due aziende - le stesse con cui collabora Baglioni - coinvolti nell’evento. Un affair che getta la sua ombra sulla kermesse. Per dire: davanti all’Ariston l’inviato di «Striscia la Notizia» Valerio Staffelli ha posizionato un tapiro d’oro gigante. «Tema molto vago», secondo la De Santis. «La nostra industria non è così strutturata e per certi versi deve far tesoro di certe contiguità. Per come sono state gestite molte importanti manifestazioni, come il Live Aid, è molto frequente che siano le filiere amicali degli artisti a stare alla base dell’organizzazione. Nel caso di Baglioni, quando si fa un contratto a un artista è evidente che l’artista abbia rapporti anche con l’industria. Sta alla sua coscienza portare avanti il prodotto. Il festival dell’anno scorso gli ha dato ragione. Baglioni non ha bisogno di giochi di potere che non gli competono». Sul tema del conflitto d’interessi interviene anche Claudio Fasulo, vicedirettore della rete ammiraglia di Mamma Rai: «La clausola di trasparenza c’è ed è stata rispettata, il contratto di Claudio Baglioni è in linea con quello firmato dai direttori artistici precedenti. Le nostre scelte sono inattaccabili dal punto di vista della qualità. Questa situazione è figlia di
un mercato molto concentrato, ma nella assoluta trasparenza. La commissione selezionatrice, di cui anche io faccio parte, ha lavorato nell'assoluta assenza di
pressioni».

Il direttore artistico esordisce offrendo rose alla De Santis. «Dopo sette “no” ho deciso di mettermi in gioco con Sanremo. E sono arrivato alla seconda edizione. L’anno scorso è andata bene, ma il Festival è come il gran premio della montagna: quando vinci ti ricordi solo le discese. Eppure le salite sono state tante e alcune anche molto difficili». Quanto al senso dell’essere direttore artistico, «la mia missione consiste nel provare a coinvolgere quanti più artisti possibili ad aprire al pubblico le proprie creazioni». Quanto agli ospiti, tra gli ultimi arrivati ci sarà anche Riccardo Cocciante, nella seconda serata. «L’internazionalità del festival non è solo nel nome, ma anche nel fatto che molti artisti che partecipano sono internazionali. Andrea Bocelli è artista internazionale, Cocciante lo è».

Con la De Santis e Baglioni, presenzia anche il tandem composto da Claudio Bisio e Virginia Raffaele hanno aperto la conferenza stampa del Festival di Sanremo. «Non sarà un festival politico - ha aggiunto Baglioni - almeno non nell’accezione che si può pensare. Il nostro sarà un festival che si basa sulle canzoni. Quando mi hanno chiamato, ho chiarito che con me non ci sarebbe stata la parte di costume e di spettacolo, che c’era stata con i conduttori classici. Nella parte dell’intrattenimento vincerà la leggerezza». Che farà Bisio? «Prometto di essere me stesso, con garbo, senza snaturarmi: la mia storia la conoscete, ho recitato testi di Pennac, De André, Michele Serra. Se mi avete chiamato è per essere me stesso, con garbo. La mia ultima esperienza in tv, il Saturday Night live, era fatta con il linguaggio degli stand up comedians, anche di turpiloquio, che qui ovviamente non ci può essere».

Insomma, che festival sarà? «Un festival nazional-popolare o popolar-nazionale, in questo caso, che dia la fotografia di oggi. Con un cast coraggioso e canzoni interessantissime, che, a parer mio, danno l’idea della nostra musica di oggi. Il resto lo faremo con gli ospiti, con Virginia Raffaele e Claudio Bisio». Ha parlato così Claudio Baglioni, in collegamento televisivo da Sanremo con Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa domenica 3 febbraio, del suo Sanremo bis. Fazio lo ha punzecchiato su chi sarà il vincitore: «L’anno scorso ero dittatore e il vincitore l'avevo deciso io, quest’anno sono dirottatore e non lo so», scherza Baglioni che poi ride alla chiusura di Fazio: «Non c’è due senza tre. O per dirla come il poeta, Chi ci sarà dopo di te?», citando la canzone Mille giorni di te e di me. E su una possibile presenza di Fiorello, risponde serafico: «È talmente imprevedibile... Per quanto ne sappia io, no. Se arriva, lo fa a mia insaputa. Del resto è una cosa tipica dei “Claudi”», facendo riferimento alla nota vicenda che ha coinvolto l’ex ministro Scajola.

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