IL FESTIVAL

Sanremo, è la notte del bacio di Robbie Williams a Maria. Rischiano Nesli, Atzei e Raige

di Francesco Prisco

Robbie Williams Maria De Filippi (Ansa)

4' di lettura

Anche Nesli e Alice Paba, Bianca Atzei e Raige e Giulia Luzi finiscono nella «zona rossa» del tabellone, quella degli artisti a rischio eliminazione: stasera si giocheranno con Ron, Clementino e Giusy Ferreri il diritto di rimanere in competizione, in un particolarissimo torneo a sei concorrenti che determinerà le prime due eliminazioni di quest'anno.

Entra nel vivo Sanremo 2017, con il duo Carlo Conti-Maria De Filippi galvanizzato dalle ottime performance di share dell'esordio e per questo visibilmente più a proprio agio. Della seconda serata, andata in onda ieri su Rai 1, restano la curiosa performance all'insegna dell'autoironia di Francesco Totti in veste di valletto, la parentesi degli «Eroi del quotidiano» con l'ex dipendente del Comune di Catania che non ha mai fatto un giorno di assenza a lavoro ed esorta i colleghi a dare il massimo («Perché essere lavoratori pubblici al servizio dei cittadini e prendere lo stipendio tutti i mesi è un privilegio») e soprattutto il bacio di Robbie Williams. L'ex Take That, dopo aver cantato «Love my life», il nuovo singolo estratto dall'ultimo album, con un guizzo ha baciato sulla bocca Maria De Filippi, colta alla sprovvista e visibilmente imbarazzata. «Da quando sono padre la vita mi è cambiata per il meglio, tutto quello che faccio è per loro, sono un papà molto orgoglioso», ha detto nella breve intervista. Poi il colpo di scena finale. «Quando finisci i concerti tu baci una fan», ha detto Maria. E lui, su imbeccata di Conti, l'ha baciata sulla bocca. Tocca alla De Filippi anche l'intervista all'attore Keanu Reeves che, guardando una confezione di pasta, ricorda: «Quando avevo 17 anni lavoravo in un negozio italiano a Toronto. Facevo io la pasta». Finirà col rispolverare il suo passato di bassista sul palco, accompagnato dall'orchestra dell'Ariston. Superospite musicale italiana è invece Giorgia che gioca con una voce che è un dono e con le canzoni che l'hanno resa famosa. Dopo «Vanità», il nuovo singolo, un medley di «E poi», «Come saprei» - dove si è anche concessa una gag sul fiato - e «Di sole e di azzurro».

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Sanremo, la seconda serata

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Crozza-Mattarella dà l'incarico a Carlo e Maria
Torna la copertina di Maurizio Crozza e, se nella serata d'esordio, aveva imitato Matteo Renzi, stavolta tocca al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Vogliamo dimostrare – dice nel collegamento con l'Ariston - che siamo in diretta? Qui da me sono le 22.10. Di ieri. Carlo e Maria, ve l'avevo detto che funzionava l'inciucio: avete fatto più del 50% di share. Per governare il Paese non avreste avuto bisogno neanche del premio di maggioranza. Vi ha già chiamato Mattarella? No? Rimedio io». E qui parte con l'imitazione dell'inquilino del Quirinale che dà ai due conduttori l'incarico di formare entro sabato un governo… di cantanti. «Suggerisco solo come ministro degli Esteri Al Bano al posto di Alfano. Cambia una consonante ma migliora la conoscenza dell'inglese». La chiusura del pezzo è affidata a un apologo sull'invecchiamento del Paese. «Possibile che il comico fisso di Sanremo sia io alla mia età? Io resto qui a Milano solo perché devo fare delle analisi». Di qui l'appello agli italiani a fare figli: «Spegnete le luci e fate l'amore».

I cantanti e le nuove proposte in gara a Sanremo 2017

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Sylvestre possibile sorpresa
E veniamo al concorso dei Big che, anche nella seconda serata, ha riservato pochissimi episodi degni di nota. Apre «Ora esisti solo tu», il brano di Bianca Atzei che sembra una rivisitazione in chiave contemporanea di «Amor mio» di Lucio Battisti. Indugia sul genere sanremese classico Marco Masini («Spostato di un secondo») con qualche vaga strizzata d'occhio al rap giusto per far vedere che la musica va avanti. Duetto senza troppo pepe quello tra Nesli e Alice Paba su «Do retta a te», mentre Sergio Sylvestre appare tra i concorrenti più a fuoco in «Con te», soul ballad dal ritornello orecchiabile che mette bene in evidenza timbro ed estensione del ragazzo. Ha voce, fan base e canzone: potrebbe scapparci la sorpresa. Ballad zuccherosa dedicata alla memoria della madre per Gigi D'Alessio («La prima stella»), compitino di Michele Bravi su «Il diario degli errori», poi una Paola Turci non proprio memorabile («Fatti bella per te»). Francesco Gabbani si conferma uno che studia da Battiato pop: molto diverte il tormentone nonsense e parafilosofico «Occidentali's Karma», con tanto di balletto dello scimmione. Michele Zarrillo («Mani nelle mani») prova a innescare le alchimie melodiche che negli anni Ottanta fecero la sua fortuna, senza che l'esperimento riesca fino in fondo. Chiara becca l'ennesimo pezzo («Nessun posto è casa mia») non all'altezza delle sue doti vocali, mentre si registra il tentativo di Raige e Giulia Luzzi («Togliamoci la voglia») d'inseguire con non troppa convinzione le suggestioni dell'indie soul contemporaneo. La serata, come da formula collaudata nelle due precedenti edizioni di Conti, si era aperta con la prima manche del concorso delle Nuove proposte: passano il turno Francesco Guasti con i patetismi di «Universo» e Leonardo La Macchia con la convenzionale «Ciò che resta». I due hanno avuto la meglio su Marianne Mirage («Le canzoni fanno male») e Braschi («Nel mare ci sono i coccodrilli»).

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