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Sanremo nostalgia con Baglioni, Venditti e Vanoni che canta «a gratis»

di Francesco Prisco


Baglioni: Sanremo 2020? La voglia c'è, ma è un grande impegno

4' di lettura

Coi maestri vinceremo, si diceva una volta. Se gli ascolti languono, tanto vale affidarsi ai «grandi vecchi». E allora ecco Antonello Venditti, Ornella Vanoni, Raf e Tozzi tutti sul palco dell’Ariston in un cocktail di nostalgia che fa dell’amarcord la cifra stilistica della terza serata di Sanremo 2019, la migliore per quello che si è visto fino a questo punto. Per quanto la formula di tutte le ospitate sia quasi sempre la stessa: chi sale sul palco a duettare con il direttore artistico Claudio Baglioni promuove un tour, un album, «vende qualcosa» o giù di lì. Vale da diversi anni, in casa Rai. Stavolta si è visto ancora di più.

Ascolti ancora in caro sul 2018
E in termini di share la strategia ha pagato? Sì e no. Sono stati 9 milioni 409 mila, pari al 46,7% di share, gli spettatori che hanno seguito la terza serata. Gli ascolti, che sostanzialmente tengono rispetto alla seconda serata, scontano un calo rispetto alla terza serata del festival 2018 che aveva messo a segno una media record di 10 milioni 825 mila telespettatori con il 51,6%, lo share più alto dal 1999. La prima parte della terza serata del festival (dalle 21.21 alle 23.53) ha fatto segnare 10 milioni 851 mila con il 46.4%, la seconda (dalle 23.58 alle 00.51) 5 milioni 99 mila con il 49 per cento. Un anno fa la prima parte della terza serata aveva avuto 12 milioni 657 mila spettatori pari al 51.1% di share; la seconda 6 milioni 142 mila con il 54.4%.

La classifica parziale
La classifica parziale dei 12 cantautori esibitisi, strutturata sulla base dei giudizi della sala stampa, vede in posizione alta Simone Cristicchi, Mahmood, Irama e Ultimo, in quella intermedia Enrico Nigiotti, Motta, The Zen Circus e Francesco Renga, in quella bassa Anna Tatangelo, Nino D’Angelo e Livio Cori, Boomdabash, Patty Pravo e Briga. Stesso meccanismo di voto delle due serate precedenti: televoto al 40%, giuria demoscopica al 30% e giornalisti della sala stampa al 30 per cento.

Apertura con Brexit
La seconda puntata di Sanremo 2019 è partita, ancora una volta, nel segno del songbook del direttore artistico: Union Jack, ballerini in kilt con tanto di bombetta e ombrello fanno da preludio all’esecuzione live di Viva l’Inghilterra, un suo superclassico. Insolito messaggio in chiave Brexit da parte del cantautore meno politico della storia nel festival meno politico della storia recente? Più o meno. Virginia Raffaele e Claudio Bisio per l’occasione diventano «the Queen and the King» di Baglioni. L’intro dello show è dedicato a Jeff Westley, direttore dell’orchestra del festival che è inglese. «Abbiamo fatto giusto in tempo: con la Brexit ce lo portano via», commenta Bisio. «Non ci posso credere. Abbiamo un quasi extracomunitario sul palco», replica Baglioni. E giù risate.

Sanremo, le più belle immagini della terza serata

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Venditti «sotto il segno dei pesci»
Il primo ospite della serata è Antonello Venditti che, per la prima volta, esegue in diretta televisiva Sotto il segno dei pesci, a 40 anni dalla pubblicazione. Non si tratta comunque della prima apparizione all’Ariston per lui: per quella tocca andare indietro fino al 2000, Fabio Fazio regnante. Venditti e Baglioni dialogano sui loro primi pianoforti: quello di Baglioni acquistato «a cambiali in un negozio di Sora», quello di Venditti che «già era a casa, lo suonava mia madre, male, ma lo suonava. Faceva sempre Lo studente che passa, ma a passare era la voglia di suonare». Quindi i due cantautori duettano insieme, con due pianoforti a coda, sulle note di Notte prima degli esami. Standing ovation per loro.

Ornella canta «a gratis»
C’è chi canta, chi fa le gag e chi tutte e due. Vedi alla voce Vanoni: «Duemiladiciotto, duemiladiciannove, che vuoi che sia? Si naviga a vista». E poi: «Tu mi hai rovinato la vita. Mi hai fatto passare per una rimbambita, una maniaca sessuale». È una Ornella Vanoni in inedita veste comica quella che finge di volersi esibire in concorso poi si rivolge a Virginia Raffaele e la rimprovera per la celebre e irriverente imitazione. Finirà con un duetto su La gente e me, brano sul quale la Vanoni rievoca anche un aneddoto curioso («La censura voleva bloccare la canzone per il passaggio “La gente si chia... ma”»). Siparietto con l’amica Patty Pravo, in concorso tra i big, poi la Ornella nazionale si rivolge alla Rai: «Stasera sono venuta a gratis perché non ero a budget. Che non diventi un’abitudine». Signora della musica italiana, la Vanoni è tornata sul palco dopo la partecipazione in gara, lo scorso anno, con Bungaro e Pacifico che le valse la standing ovation. Operazione nostalgia con la ricostituita coppia Raf-Umberto Tozzi alle prese con un medley che metteva in fila Battito animale, Tu, Ti pretendo, Gloria. E poi l’immancabile Gente di mare. Che ci fanno in giro? Da aprile saranno in tournée nei palasport. Festeggiava i dieci anni di carriera Alessandra Amoroso che ha eseguito Dalla tua parte, il nuovo singolo estratto dall’album 10, «dalla parte di chi si mette in gioco per i propri valori, le proprie idee, in ogni sentimento». Anche per lei un duetto con Baglioni, sul tema di Io che non vivo di Pino Donaggio.

La gag del grammofono e l’omaggio a Endrigo
I siparietti comici, dicevamo. Il primo vede Virginia Raffaele dare prova del proprio talento mimetico interpretando una cantante di metà Novecento che canta Mamma, un fantasma «evocato» da un grammofono azionato in scena da Bisio. Con tanto di puntina che salta, piatto che si blocca e improbabile mash up con Una vita in vacanza de lo Stato Sociale. Più avanti, duetto semiserio tra i due che parte come omaggio a Sergio Endrigo con Ci vuole un fiore che la Raffaele trasforma in «fiordo» e poi «filtro». Ospitate più o meno promozionali pure quelle di Fabio Rovazzi che alterna Andiamo a comandare e Faccio quello che voglio e Serena Rossi, protagonista della fiction di Rai 1 Io sono Mia, biopic di Mia Martini. Canta in duetto con Baglioni sulle note di Almeno tu nell’universo di Mimì. E in mezzo a cento vetrine pure Mamma Rai si prende la sua.

Riproduzione riservata ©
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    Francesco PriscoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: economia della cultura e dell'entertainment, musica, libri, cinema, cultura, società

    Premi: Premio Giornalistico State Street 2018 - Categoria: Innovation

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