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Sanremo, quegli ascolti in calo «orfani» di tablet e smartphone

di Andrea Biondi


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Ansa

3' di lettura

Debutto con ascolti in calo, seppur con un risultato di tutto rispetto: share del 49,5%. Per il Festival di Sanremo ha un sapore agrodolce il day after. Si guarda ai 10 milioni di ascoltatori o ai risultati di ascolto in calo del 13% per la prima serata? La Rai si dice soddisfatta. E in fondo, a sentire voci esperte, il risultato è ben meno roboante rispetto a quanto i numeri possano rivelare di primo acchito. Anche perché a mancare dalle rilevazioni sono i dati dei device che in alcune fasce di popolazione sostituiscono sempre di più la visione della tv.

Innanzitutto i numeri: gli ascolti hanno superato i 10 milioni con il 49,5% di share. Dati in flessione rispetto al 2018 (quando la prima serata aveva incollato a sulla rete ammiraglia della Rai 11,6 milioni di spettatori di media con una share pari al 52,1 per cento.

Attenzione però. Stando alle elaborazioni su dati Auditel da parte dello Studio Frasi c’è un dato che in queste ore viene tenuto poco in considerazione. E cioè il fatto che a mutare, rispetto all’anno scorso, è il “Totale Tv” rilevato. Durante la puntata inaugurale del Festival 2018, il primo del “dittatore” artistico Claudio Baglioni, davanti al televisore in prima serata ci sono stati 39,1 milioni di individui per almeno un minuto: i cosiddetti contatti. Durante la prima puntata di questo Festival, quello del “dirottatore” artistico Baglioni, gli individui davanti al piccolo schermo – sempre come contatti – sono stati 36,6 milioni.

A conti fatti, dunque, 2,5 milioni di persone in meno, che fra un anno e l’altro hanno disertato la tv. Nel contempo i “contatti” del Festival sono scesi da 29,8 milioni dello sorso anno ai 26,6 della prima giornata del Festival. «Quindi – spiega Francesco Siliato, Tv and Media data analyst e partner dello Studio Frasi – questi 3,2 milioni di contatti in meno vanno depurati dei 2,5 milioni di persone che hanno disertato la Tv. Questo fa dire che la perdita reale n0n sia stata del 13%, ma del 5%».

Fuga dalla tv che pesa sulla fuga di Sanremo quindi? In parte è così. Ma a mancare nel ragionamento è il dato relativo alla visione del Festival attraverso altri device: Pc, smartphone, tablet. Ormai non si tratta più di un dato trascurabile. E forse quanto accaduto nella prima giornata, a seguire il ragionamento dello Studio Frasi, ne è un’ulteriore testimonianza. I primi dati Auditel della rilevazione su tutti i device dovrebbero arrivare in questo mese di febbraio. Si vedrà.

Intanto però la stessa Rai ha evidenziato le nuove modalità di fruizione del festival: i contatti su Rai Play sono stati 567 mila, il 14% in più rispetto al 2018. E Sanremo 2019 è subito balzato in testa agli eventi più discussi sui social, con 2,8 milioni di interazioni su Facebook, Twitter e Instagram. «Siamo soddisfatti, anche se qualunque manifestazione ha bisogno di rodaggio», commenta Baglioni ostentando tranquillità. «Avanti così», ha detto dal canto suo l’ad Rai Fabrizio Salini. Certo, entrambe le facce della medaglia vanno considerate. Il calo, innegabile, c’è stato. «Sanremo – commenta Francesco Siliato – è sempre in grado di produrre 10 milioni di spettatori e soddisfare gli inserzionisti. Certo, è meno in grano di attirare un pubblico non televisivo davanti alla televisione».

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