ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa terza serata

Sanremo, terza serata: share al 54,5%, il più alto dal 1997

Vince la gara delle cover Tosca, secondo Piero Pelù, terzi i Pinguini Tattici Nucleari. Monologo senza censure per il premio Oscar. Georgina balla il tango per Cristiano Ronaldo

dall'inviato Francesco Prisco


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Roberto Benigni porta il Cantico dei Cantici al festival di Amadeus (Ansa)

6' di lettura

SANREMO - Sono 9 milioni 836mila, pari al 54,5% di share, i telespettatori che hanno seguito su Rai1 la terza serata di Sanremo: il miglior risultato dal 1997, quando la terza serata del festival, condotto da Mike Bongiorno con Piero Chiambretti, fece segnare il 55,5%. L’anno scorso la media degli spettatori si era fermata a 9 milioni 409mila, con il 46,7% di share.

La serata del Cantico dei cantici
È la notte in cui il premio Oscar Roberto Benigni spiega senza censure Il Cantico dei Cantici. E arriva anche il primo verdetto del Festival: è Tosca a trionfare nella notte delle cover di Sanremo con la sua versione latin di Piazza Grande accompagnata da Silvia Perez Cruz. Secondo Cuore matto secondo Piero Pelù col duetto virtuale con Little Tony, terzi i Pinguini Tattici Nucleari che hanno proposto medley Settanta Volte in cui hanno provato a riassumere, in un avvolgente arrangiamento orchestrale, la storia del festival. Da, Papaveri e Papere a Rolls Royce.

Il verdetto arriva dall’orchestra di Sanremo e avrà impatto sulla classifica finale di sabato 8 febbraio. Seguono Anastasio accompagnato dalla Pfm, quinto Diodato, seste le Vibrazioni, ottavi a pari merito Paolo Jannacci e Francesco Gabbani, poi Rancore, Marco Masini, Raphael Gualazzi, Enrico Nigiotti, Rita Pavone, Irene Grandi, Michele Zarrillo, Achille Lauro, Levante, Giordana Angi, Elodie, Alberto Urso, Junior Cally, Riki, Elettra Lamborghini e Bugo e Morgan.

Benigni arriva con la banda
Il momento più atteso era comunque l’arrivo di Roberto Benigni che accede all’Ariston accompagnato dalla banda di Sanremo. Lo accoglie Amadeus e il pubblico gli tributa una standing ovation. «Un ingresso così, da capo di stato, non mi era capitato», dice subito. Eppure il direttore artistico gli ricorda l’ingresso a cavallo per l’anniversario dell’Unità d’Italia. Il premio Oscar cita la volta in cui provò a toccare «i soliti ignoti» a Pippo Baudo e si concede una battuta sul nuovo regolamento del festival: «Quest’anno si può votare via telefono e anche via citofono».

Cantico dei Cantici (senza censure)
Perché è a Sanremo? «Quest’anno anch’io vi voglio fare una canzone», risponde. Ma non una qualsiasi: «Mi sono messo a cercare la canzone più bella che sia mai stata fatta. Alla fine l’ho trovata: è la canzone delle canzoni. È il Cantico dei Cantici che sta nella Bibbia». Parla di «amore fisico». Per il comico è «la vetta della poesia di tutti i tempi. Pensate che un famoso rabbino disse che tutta la storia del mondo non vale il giorno in cui il Cantico dei Cantici fu donato all’umanità. La sua presenza nella Bibbia è una cosa strana. Imbarazza». È «un poema dedicato alla femminilità». È il libro «meno violento della Bibbia». Eppure «ce lo volevano levare. E sapete perché? Perché contiene una cosa che fa paura: l’amore. Un frammento d’infinito. Siamo al mondo per fare l’amore. Dovremmo farne di più. Dovremmo farlo tutti quanti, qui a Sanremo, diretti da Beppe Vessicchio. Il Cantico è il libro del desiderio. Rappresenta tutte le coppie che si amano: gli uomini con le donne, le donne con le donne, gli uomini con gli uomini». E quindi Benigni parte con la lettura di una sintesi dell’opera, nella versione senza censure, precedente a quella presente nelle Bibbia. Alla fine avrà l’applauso del pubblico, per quanto non troppo caloroso.

Le cover dei Big
Rari i momenti da ricordare nella lunga notte delle cover. Un Michele Zarrillo rivitalizzato in chiave soul quello che con Fausto Leali graffia sulle note di Deborah. Reggae con endorsement per le sardine da parte di Junior Cally che duetta con i Viito su Vado al massimo. Marco Masini (trasformato in «Marco Masani» da Georgina) con Arisa interpreta una versione electro-pop di Vacanze Romane. Curiosa attualizzazione de L’Edera da parte di Riki con Ana Mena. Di grande delicatezza il duetto tra Raphael Gualazzi e Simona Molinari (E se domani). Solido rock per Anastasio con la Pfm (Spalle al muro), mentre per Levante con Francesca Michielin e Maria Antonietta Si può dare di più ci vorrebbe l’antisofisticazione. Old style l’accoppiata Albero Urso con Ornella Vanoni (La voce del silenzio), soporifero l’adattamento di Adesso tu eseguito da Elodie con Aeham Ahmad. Non sfonda Rancore con Dardust e La rappresentante di lista (Luce). I Pinguini Tattici Nucleari con il medley Settanta volte scherzano con l’orchestra e il pubblico, in particolare Cristiano Ronaldo seduto in prima fila. Seguono Enrico Nigiotti con Simone Cristicchi (Ti regalerò una rosa); Giordana Angi con Solis String Quartet (La nevicata del ’56); Le Vibrazioni con i Canova (Un’emozione da poco); Diodato con Nina Zilli (24 mila baci); Tosca con Silvia Perez Cruz (Piazza Grande); Rita Pavone con Amedeo Minghi (1950); Achille Lauro si veste da David Bowie versione Ziggy Stardust per duettare con Annalisa su Gli uomini non cambiano; Morgan dirige l’orchestra duettando con Morgan su Canzone per te. Irene Grandi un po’ convenzionale con Bobo Rondelli (La musica è finita); Piero Pelù dà una bella botta all’Ariston su Cuore matto, duettando anche con il filmato d’epoca di Little Tony. Commovente la performance di Paolo Jannacci e Francesco Mandelli e Daniele Moretto su Se me lo dicevi prima) che il grande Enzo Jannacci portò al festival nel 1989. L’accoppiata Elettra Lamborghini-Myss Keta su Non succederà più è degna del karaoke di Lost in translation. In ultimo Francesco Gabbani si veste da astronauta per eseguire L’italiano.

Georgina tra tango e Cr7
La regina della serata è stata comunque Georgina Rodriguez, moglie di Cristiano Ronaldo che scende le scale del palco sulle note di The Long and Winding Road e trova ad accoglierlo il direttore artistico con la maglia della Juventus che in realtà nasconde quella interista di Lukaku. Seduto in prima fila, ovviamente, c’è CR7 che veglia compiaciuto sulle improbabili performance da presentatrice della compagna. Che, per dirne una, non conosce l’italiano. Più avanti si rifarà con un tango sulle note di Roxanne.

Appello anti-violenza
Appello contro la violenza sulle donne con Gianna Nannini, Elisa, Emma, Laura Pausini, Fiorella Mannoia, Alessandra Amoroso e Giorgia che lanciano sul palco dell’Ariston il concerto «Uno, nessuno e centomila» che terranno al Campovolo di Modena il 19 settembre. Lewis Capaldi internazionalizza il discorso di una kermesse sempre più italocentrica, con le hit Someone you loved e Before you go. Mika alternerà canzoni a un breve monologo sull’Italia, «un paese che prima non conoscevo e poi non capirlo. Per comprenderlo mi sono fatto aiutare da Fabrizio De André». E parte con un’interpretazione di Amore che vieni, amore che vai.

Salini: «Festival più redditizio di sempre»
«I dati sono eloquenti. Abbiamo lavorato a lungo, in silenzio, e ora i risultati ci stanno dando ragione: siamo davanti al festival di Sanremo più redditizio di sempre». A poche ore dalla terza serata della 70esima edizione della kermesse, diretta da Amadeus, l’ad della Rai Fabrizio Salini rompe i silenzio e fa un suo primo bilancio dell’evento. «Abbiamo compiuto una serie di scelte coraggiose - dichiara - e ci hanno premiato». Sul piano degli ascolti come su quello della raccolta pubblicitaria.

Il riferimento non è solo al tandem di conduzione che unisce il direttore artistico Amadeus e l’«amico geniale» Fiorello, ma più in generale alla strutturazione dell’offerta sanremese sulle reti pubbliche e i canali di streaming. «Abbiamo destrutturato il festival - continua l’ad - grazie a Fiorello che è uno specialista di queste operazioni. Ci siamo serviti della piattaforma di streaming Raiplay. L’operazione Viva Raiplay che ha visto per protagonista sempre Fiorello, in questo senso, può essere vista come una sorta di esperimento che ha portato a questa edizione. Considerando che il meccanismo ha funzionato, l’idea è estenderlo alle prossime edizioni del festival. Le Ott guardano con attenzione a format di entertainment innovativi. Con Viva Raiplay le abbiamo anticipate sul loro stesso terreno. Si parlava di Rai allo sbando e intanto andavamo sulla prima di Variety per lo show di Fiorello».

Non si esclude un bis di Amadeus con Fiorello: «È presto per parlarne, ma è giusto prendere in considerazione la possibilità. Con Fiorello ci metteremo a tavolino, finito Sanremo, e più in generale valuteremo tutte le opportunità di collaborazione». Raiplay «vedrà crescere la propria offerta di prodotti innovativi. Vogliamo creare una palestra di giovani autori che guardino alle serie, anche sul formato breve di 30 minuto, che sia comedy o dramedy». Poi Salini torna sul video di Roger Waters non mandato in onda e ribadische che «si trattava di un contenuto che creava ridondanze con il resto della scaletta, così si è deciso di non mandarlo». Il nuovo piano industriale «è ambizioso e vogliamo portarlo avanti con forza».

PER APPROFONDIRE:
Settant’anni di vincitori e classifiche
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    Francesco PriscoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: economia della cultura e dell'entertainment, musica, libri, cinema, cultura, società

    Premi: Premio Giornalistico State Street 2018 - Categoria: Innovation

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