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Sanremo, sarà il festival della (quasi) normalità

Da martedì a sabato «cinque serate di evasione», secondo il direttore di Rai 1 Coletta. Amadeus: «Vogliamo portare speranza». Sul palco niente pandemia

dall'inviato Francesco Prisco

Sanremo 2022, tutti i big in gara

3' di lettura

Non sarà il festival del ritorno alla normalità, ma quasi. Questo vuol essere il senso di Sanremo 2022, in onda su Rai 1 da martedì 1 febbraio a sabato 5 febbraio. Questo si percepisce per le strade della cittadina ligure, tra una fila per i tamponi (gli addetti ai lavori sono tenuti a farne uno ogni 48 ore) e una strisciata di badge. Più che una certezza, una speranza. La musica «porta forza, speranza, positività e quello che succede sul palco dell’Ariston è amplificato. Ogni persona che sale sul palco porta qualcosa di positivo», sottolinea il direttore Amadeus nella prima conferenza stampa assieme ai vertici della rete ammiraglia della Tv di Stato.

Il teaser del «mistero» di Fiorello

E la speranza è anche figlia della leggerezza del racconto: Amadeus, per il terzo anno consecutivo, si è assicurato al suo fianco l’amico Fiorello, specialista assoluto nel genere. «Fino alla settimana corsa ero quasi convinto che Fiorello non sarebbe venuto», ha detto giocando ancora un po’ con il principale “teaser” di questa edizione: Fiorello viene, non viene, sì, no, forse. «Avevo fatto preparare addirittura una sagoma, nel caso in cui non fosse venuto. Lui sa che l’imprevedibilità la adoro. Poi non so dirvi quante serate rimarrà». Ed è ancora una volta teaser.

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Amadeus: «La musica? Guardate i Måneskin»

Per quanto riguarda la proposta musicale, Amadeus riscontra «fiducia nella funzione del festival da parte di chi fa musica. Lo abbiamo visto con le precedenti due edizioni: nessuno poteva immaginare quello che è capitato ai Måneskin, una cosa che non succedeva dai tempi di Domenico Modugno». A chi gli chiede se esiste un piano b in caso di contagio del conduttore/direttore artistico, il direttore artistico replica scherzoso: «Non c’è un piano B, se prendo il Covid state qua con me dieci giorni finché non guarisco». Quanto alla scelta delle donne al suo fianco, «sono partito dalla voglia di omaggiare cinque attrici, cinque signore, perché lo spettacolo in senso esteso è stato messo a dura prova dalla situazione che stiamo vivendo. Conoscevo Drusilla Foer, avevo letto il libro e ho pensato di invitarla».

Sì ai vaccini, ma niente pandemia sul palco

Prevarrà l’evasione, ma «non mancheranno momenti di riflessione», sottolinea Amadeus. Di là dall’Atlantico c’è chi come Neil Young e Joni Mitchell lascia Spotify in polemica con il podcast di Joe Rogan contenente posizioni no vax. «Io sono a favore dei vaccini, l’ho più volte detto pubblicamente», spiega il direttore artisico. «Ho fatto tre dosi, conosco bene l’importanza di certi temi ma non parleremo espressamente di pandemia. Vogliamo avere l’ambizione di provare a guardare oltre, in questo festival».

La Rai non può chiedere ai cantanti under 50 di vaccinarsi

E i cantanti in gara sono vaccinati? «La Rai segue le leggi nazionali», spiega Stefano Coletta, direttore di Rai 1. «Come il teatro Ariston si collega alle norme generali previste per i teatri, con la piena capienza, il super green pass e le mascherine Ffp2, così vale la regola che sotto i 50 anni non c’è un obbligo di vaccino. La selezione degli artisti sul palco non può essere dirimente distinguendo vaccinati e no vax: si tratta di dati sensibili, che la Rai non può chiedere».

Coletta: «Sarà un festival per tutti»

Emozionato il direttore di Rai 1 Stefano Coletta: «Abbiamo gestito lo scorso anno la fase più drammatica, non perché quest’anno non lo sia. Ma questa tenacia, quando si avvicina il risultato di questo lavoro, ci fa emozionare. C’è davvero il desiderio di consegnare alla platea televisiva uno show in cinque serate di evasione». Secondo Coletta, «il lavoro della composizione e selezione musicale che Amadeus ha portato avanti in questi tre anni raggiunge quest’anno una maturità definitiva. C’è un’espressione massima del Festival di Sanremo, che quest’anno è veramente un festival per tutti. Si incontrano i nostri bisogni primari, la voglia di incontrarsi, di innamorarsi, di riabbracciarsi, cercando disimpegno pur nella consapevolezza. A partire da queste 25 canzoni ci sarà questo mandato, il desiderio di unione. Mentre guardavo le prove vedevo lo stare insieme di vecchie glorie e di nuove leve, c’è la memoria e il futuro, e il lampante desiderio di stare insieme per fare qualcosa di bello», ha concluso Coletta. Il vicedirettore di Rai 1 e autore di Sanremo Claudio Fasulo parla in ultimo di «un’avventura, un motivo di grande soddisfazione, abbiamo raccolto le forze e giocato di squadra. Devo ringraziare tutta la squadra, potete immaginare cosa sia stare a Sanremo tra tamponi, tracciamenti, rischi Covid, stanno facendo tutti un grande lavoro».

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