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Sant’Antonio Abate, una mostra sulle origini

Alla Congrega dell'Immacolata l'identità storica del luogo illustrata con installazioni video, sonore ed olfattive

di Annarita D'Ambrosio

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Alla Congrega dell'Immacolata l'identità storica del luogo illustrata con installazioni video, sonore ed olfattive


2' di lettura

Quasi 20 mila abitanti a Sant'Antonio Abate, il Vesuvio di fronte, a sovrastarla la catena dei Monti Lattari, che culmina nella penisola sorrentina con la vetta del Monte Faito. Dal dicembre 2018 una mostra permanente presso la Congrega dell'Immacolata nel comune abatese ha ospitato le esperienze scientifiche e le intuizioni di Claudio Salerno, presidente dell'Istituto delle Scienze Naturali, che ebbe un ruolo importante negli anni 2009 – 2010 negli Scavi della vicina Pompei, distante 6 km da Sant'Antonio Abate, con la musealizzazione della Casa di Giulio Polibio.


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Congrega dell'Immacolata

Questa cittadina, situata in una valle dalle origini antichissime, possiede un'eredità storica, culturale ed antropologica di singolare interesse. La mostra realizzata nell'antica cripta della Chiesetta di Sant'Antonio di Vienne tramite installazioni video, sonore ed olfattive, offre l'opportunità di recupero dell'identità storica del luogo stesso e dell'antica relazione tra il territorio e la sua popolazione.

Dalla mostra permanente è nato il volume “Dialoghi sul Paesaggio vesuviano che sintetizza elementi del paesaggio naturale ed urbanistico con la memoria storica ed elementi di antropologia culturale del territorio. I dati scientifici concernenti lo studio e lo sviluppo del territorio offrono un quadro del modello di crescita economica e sociale dell'aerea. La ricostruzione del paesaggio consente di capire come il contesto naturale abbia influenzato lo sviluppo urbano e i modi di abitare e di produrre.

Il testo Dialoghi sul Paesaggio Vesuviano, pubblicato dall'IDSN e finanziato con fondi regionali dal comune di Sant'Antonio Abate, descrive anche il recupero e il restauro della chiesetta stessa di Sant'Antonio di Vienne nelle Paludi di Lettere, oggi Congrega dell'Immacolata.

Cripta funeraria

La chiesa nacque su strutture preesistenti di epoca romana ed ebbe funzioni di ordine sanitario e religioso. Le fonti, in materia, risalgono al 1470 sebbene la sua fondazione può retrodatarsi circa un secolo prima. La Chiesetta fu più volte seppellita da eventi alluvionali mentre le strutture antiche interrate dell'attuale Congrega consentono di stabilire il piano di calpestio di epoca romana.Sul finire del XVIII sec. quei locali furono adibiti a cripta funeraria, successivamente assunse il rango parrocchiale trasferito in seguito alla nuova chiesa di Sant'Antonio Abate. Nell'Ambito della Confraternita dell'Immacolata Concezione (1834), l'antica chiesetta sottostante fu riservata al culto più segreto e solitario di cripta funeraria. Ora il complesso architettonico è stato restaurato allo scopo di renderlo nuovamente fruibile. Oltre all'antica Chiesetta di Sant'Antonio di Vienne il progetto si sofferma sulla Villa Cuomo di Casa Salese, antica villa rustica romana, che costituisce la più viva e tangibile testimonianza archeologica dell'area; ed il fiume Sarno, che richiama il rapporto uomo-acqua, allargando le prospettive di recupero identitario agli antichi usi di coltivazione della terra e ai successivi interventi di antropizzazione.


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