I film del fine settimana

«Santa Maud», brividi ed emozioni forti in un esordio convincente

Tra le novità on-demand si segnala l'opera prima della regista inglese Rose Glass. Sulle piattaforme anche il secondo lavoro di Andrea De Sica, «Non mi uccidere»

di Andrea Chimento

3' di lettura

Tra gli esordi più significativi arrivati sulle piattaforme negli ultimi tempi, una segnalazione speciale va a «Santa Maud» della regista inglese Rose Glass.Protagonista è Maud, un'infermiera dalla fortissima fede cattolica che, dopo aver lavorato in ospedale, assiste le persone in forma privata.

Diventa così una sorta di badante per Amanda, ex ballerina malata terminale che continua ad avere un'esistenza particolarmente disinibita: Maud inizia a sviluppare una vera e propria ossessione per lei, provando in tutti i modi a salvare la sua anima.Dopo aver realizzato diversi cortometraggi, Rose Glass ha scritto e diretto questa potente opera prima che si può far rientrare nel filone degli “horror psicologici”: il fervore religioso della giovane protagonista, vittima di un grave trauma legato al suo passato, la porta a sostenere di “parlare” direttamente con Dio e a voler coinvolgere Amanda nelle sue pratiche.

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È proprio la costruzione psicologica dei (pochi) personaggi in scena uno dei punti di forza di questo film al femminile, in cui la religione diventa anche un pretesto per poter entrare con forza nella mente della protagonista: lo spettatore va a condividere il suo punto di vista, tanto che fino alla fine il pubblico rimane in una sorta di ambiguità su cosa sia reale e cosa non lo sia.

«Santa Maud» e gli altri film per il week-end

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Un prodotto coinvolgente

Presentato al Festival di Toronto del 2019 e in diverse altre kermesse internazionali, il film, nonostante alcuni passaggi possano sapere di già visto, riesce a coinvolgere dall'inizio alla fine, grazie a una buona costruzione drammaturgica e a una messinscena elegante e persino coraggiosa in alcuni passaggi.«Santa Maud» è un'esperienza forte e una bella dimostrazione di come si possa spaventare anche in maniera sottile, senza puntare su chissà quali colpi di scena o effetti speciali che in titoli come questo risultano spesso posticci.Buona prova di tutte le attrici in campo, tra cui svetta Jennifer Ehle nel ruolo di Amanda.

Non mi uccidere

La forza di «Santa Maud» avrebbe potuto caratterizzare anche «Non mi uccidere», secondo lungometraggio di Andrea De Sica (nipote di Vittorio e figlio del compositore Manuel) dopo «I figli della notte».Prendendo spunto dal romanzo omonimo di Chiara Palazzolo del 2005, primo di una trilogia, il film ha come protagonista Mirta, ragazza follemente innamorata di Robin. Quest'ultimo le dice che se anche dovessero morire, troverebbero il modo di tornare dall'aldilà: ed è proprio quello che succede.Cercando di resuscitare il genere horror italiano, De Sica firma una pellicola ricca di sequenze splatter e di scelte sicuramente anticonvenzionali per il panorama nostrano odierno.L'ambizione però non basta, anzi, perché, oltre a una bella colonna sonora e ad alcune scelte visive accattivanti, ci si trova davanti una trama molto scontata, un'estetica rivedibile e una serie di sequenze dalla resa a dir poco grossolana, soprattutto nella prima parte.In questo teen-movie che guarda soprattutto a «Twilight» (a partire dalla somiglianza degli interpreti) il ritmo cresce un po' alla distanza, ma non riesce comunque a offrire allo spettatore un degno intrattenimento: nonostante possa ottenere successo tra il suo target di pubblico, «Non mi uccidere» rischia di essere dimenticato in fretta da tutti gli altri spettatori.

Nuevo orden

Infine, un film che non lascia indifferenti è «Nuevo orden», nuovo lungometraggio del regista messicano Michel Franco arrivato sulla piattaforma IWonderfull.Dramma distopico ad alta tensione, «Nuevo orden» racconta uno sfarzoso matrimonio dell'alta borghesia messicana, che viene mandato improvvisamente a monte da una rivolta inaspettata, scaturita da un conflitto sociale che dà il via a un violento colpo di stato.Michel Franco alterna i punti di vista dei membri della famiglia ricca e dei domestici in un film che descrive la fine di un sistema politico ben poco paritario e la nascita di un altro ancora più angosciante: benché siamo di fronte a un prodotto per l'appunto distopico, «Nuevo orden» risulta particolarmente inquietante soprattutto per il suo realismo di fondo, non discostandosi poi così tanto dalla situazione attuale in Messico.Un film scioccante, che sconta una certa ridondanza e alcuni passaggi sopra le righe, ma che riesce comunque a scuotere e ha nella lunga sequenza della festa diversi momenti di ottimo cinema.Presentato all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, dove ha vinto il Gran Premio della Giuria.


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