PREMIO PUBBLICO BNL

«Santa subito», il docufilm su Santa Scorese trionfa alla Festa del cinema di Roma

Narra la storia di una giovane barese di 23 anni, perseguitata per tre anni e poi uccisa da uno stalker. Un uomo incrociato per caso in ambienti parrocchiali

di Nicoletta Cottone


Festa Roma, "Santa subito" di Piva: dovere parlare di femminicidi

2' di lettura

“Santa subito” ha trionfato alla Festa del cinema di Roma. Il docufilm di Alessandro Piva, che ha ottenuto il Premio del pubblico Bnl, racconta la storia di Santa Scorese, una giovane di 23 anni uccisa da uno stalker alla fine degli anni Ottanta. Ammazzata da un uomo che l'aveva avvicinata negli ambienti parrocchiali, perseguitandola per tre anni e uccidendola senza pietà davanti ai genitori. Una storia che era stata accolta dal pubblico della Festa alla proiezione ufficiale con 12 minuti di applausi e una lunghissima standing ovation. Narra di un femminicidio e di un destino annunciato. Una “psicosi travestita da amore”, come la definisce il regista Alessandro Piva, che somiglia a tante tragiche vicende di cronaca che hanno avuto lo stesso finale. Il doc è stato prodotto da Fondazione Con il Sud e Fondazione Apulia Fc.

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Le istituzioni si fecero trovare impreparate
Il regista Alessandro Piva venne a conoscenza della storia di Santa in occasione di un evento pubblico al quale partecipava Rosa Maria, la sorella di Santa. “Mi aveva colpito la sua riflessione conclusiva: Santa non è stata l'unica vittima di quella tragedia. In un'ammirevole presa d'atto, Rosa Maria notava come il persecutore di sua sorella poteva essere messo per tempo in condizioni di non nuocere agli altri e a se stesso. Le istituzioni dell'epoca si fecero però trovare impreparate ad affrontare temi come la violenza di genere e lo stalking, lasciando di fatto spazio a un finale già scritto”. E così ha deciso di raccontare la storia attraverso le voci di amici e parenti di Santa, chiedendo loro di parlarne come se fosse ancora viva e progettasse il suo futuro.

Una tragedia che si poteva evitare
“La storia di Santa – ha commentato il regista Alessandro Piva – pur avendo 30 anni è ancora attuale. Il premio è un segnale di grande maturità per un pubblico consapevole, che non ha optato per un film di intrattenimento, ma ha scelto un tema importante e attuale”. Il regista ha dedicato il premio alla famiglia di Santa Scorese, “che sta portando avanti la vicenda, una tragedia che si sarebbe potuta evitare”. Santa, giovane attivista cattolica di Bari, il 15 marzo 1991 venne accoltellata dal suo persecutore davanti ai suoi genitori, impotenti come la società dell'epoca di fronte all'azione di uno stalker che per tre anni le aveva fatto appostamenti, scritto lettere deliranti e l'aveva pedinata senza darle tregua.
La sorella: tramite il cinema è passato un messaggio importante
Incredula Rosa Maria Scorese, sorella di Santa. “Non ho ancora metabolizzato che tramite il cinema sia passato un messaggio così importante. Serve una cultura del rispetto di genere. Ieri come oggi. Perché non ci verifichino più tragedie come quella che è accaduta a Santa e ad altre famiglie”.

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