ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI funerali del Papa emerito

«Santo subito», a Piazza San Pietro l’ultimo saluto a Benedetto XVI. E padre Georg attacca Francesco

Circa 50mila i fedeli in Vaticano per i funerali. Tante le autorità a partire dal Presidente della Repubblica Giorgio Mattarella e la premier Giorgia Meloni

Funerali Ratzinger, la commozione dei fedeli a piazza San Pietro

3' di lettura

“Santo subito”: è l’appello dei fedeli scandito nei cori a fine funerale, è lo slogan di tanti cartelli in Piazza San Pietro, è il sentimento della gente sull’onda dell’emozione per la perdita di Benedetto XVI che, nonostante il suo carattere timido e schivo, ha fatto breccia nei cuori della gente. In 50mila, un po’ meno delle previsioni iniziali, erano in Vaticano per i funerali. Tante le autorità a partire dal Presidente della Repubblica Giorgio Mattarella e la premier Giorgia Meloni.

Papa Francesco: Benedetto, fedele amico dello Sposo, che la tua gioia sia perfetta

Papa Francesco arriva in piazza con la sedia a rotelle e nell’omelia si dice “grato” a Dio per la sapienza di Ratzinger. “Siamo qui con il profumo della gratitudine e l’unguento della speranza per dimostrargli, ancora una volta, l’amore che non si perde; vogliamo farlo con la stessa unzione, sapienza, delicatezza e dedizione che egli ha saputo elargire nel corso degli anni”, ha detto Francesco nell’omelia dei funerali di Benedetto XVI. “È il Popolo fedele di Dio che, riunito, accompagna e affida la vita di chi è stato suo pastore”, ha aggiunto. “Benedetto, fedele amico dello Sposo, che la tua gioia sia perfetta nell’udire definitivamente e per sempre la sua voce”, ha concluso.

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Dalla regina Sofia al presidente Steinmeier

Ci sono le autorità del mondo, dai reali del Belgio e la regina madre Sofia di Spagna al presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, ministri e rappresentanti di istituzioni di tutto il mondo. Per Benedetto in piazza San Pietro è arrivato anche l’ex premier Mario Draghi. A concelebrare con il Papa 130 cardinali, circa trecento vescovi e 3700 sacerdoti. Alcuni porporati sono arrivati da lontano, il card. Joseph Zen, ultanovantenne, da Hong Kong, il card. Luis Sako dall’Iraq, il patriarca Bechara Rai da Beirut, solo per citare alcuni dei presenti.

Il ricordo di Meloni

La presidente del Consiglio Meloni ricorda così Benedetto XVI: “Illuminato teologo che ci lascia un’eredità spirituale e intellettuale fatta di fede, fiducia e speranza. A noi il compito di conservarla e onorarla sempre e di portare avanti i suoi preziosi insegnamenti”. In Vaticano le file cominciano all’alba in una giornata umida e avvolta dalla nebbia tanto da nascondere a lungo il Cupolone. Chiuse al traffico tutte le vie intorno ed imponenti le misure di sicurezza tutto intorno al Vaticano. Il prefetto di Roma Bruno Frattasi si è complimentato, a fine mattinata, con tutti coloro che hanno reso possibile l’ordinato svolgimento dei funerali: “Il lavoro posto in essere in questi giorni dalle forze dell’ordine, dai vigili del fuoco, dalla polizia locale e dai volontari di protezione civile rappresentano un ottimo modello di sicurezza integrata”, ha sottolineato.

La sepoltura nelle grotte vaticane

All’arrivo del feretro di Benedetto XVI in piazza San Pietro, trasportato dai sediari, proprio come si fa con i Papi, le campane hanno rintoccato a morto. Poi la folla si è sciolta in un lungo applauso. Quindi la celebrazione solenne ma sobria, che alla fine riesce ad essere contenuta in meno di un’ora e mezza. Poi il ritorno in basilica e quindi nelle Grotte vaticane per essere tumulato. L’omaggio alla tomba, che fu quella di Wojtyla, comincerà non prima di domenica.

Lo sfogo di Gaenswein: «Io prefetto dimezzato»

Intanto Monsignor Georg Gaenswein, ora orfano di Benedetto del quale si è preso cura per anni, guarda al suo futuro e sa che difficilmente potrà tornare in Curia. È Prefetto della Casa Pontificia ma nel 2020 è stato congedato da Papa Francesco, pur mantenendo la sua carica. In un libro, che uscirà la prossima settimana, rivela il retroscena e si autodefinisce un “prefetto dimezzato”, prendendo l’immagine, come lui dice, dal titolo del libro di Calvino. “Restai scioccato e senza parole”, dice raccontando il momento in cui Francesco lo ha allontanato. Ricorda che era già stato estromesso da qualche tempo da alcuni appuntamenti ufficiali e che Bergoglio aveva deciso che non avesse l’appartamento nel Palazzo Apostolico. “Lei rimane prefetto ma da domani non torni al lavoro”, gli avrebbe poi detto il Papa, secondo quanto riferisce lo stesso Gaenswein nel libro scritto con il giornalista e Saverio Gaeta (edizioni Piemme).

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