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Sanzioni sul Pos: Draghi è il quarto premier che ci prova

L’attuale esecutivo è intervenuto due volte: la prima con il decreto Recovery a fine dicembre, ora con il nuovo provvedimento sul Pnrr

di Andrea Carli

Per chi non accetta pagamenti con il Pos sanzioni dal 30 giugno (foto Ansa)

2' di lettura

C’è una cosa che lega i governi Monti, Renzi, Conte bis e Draghi. Ed è il tema di come spingere (e convincere) chi fa commercio a ricevere pagamenti con Pos e non tramite contante anche per spese di importo contenuto. È da dieci anni (almeno) che questo tema finisce nel mirino di chi sta a Palazzo Chigi. L’esecutivo attuale guidato da Mario Draghi, ha affrontato la questione due volte. La prima con il decreto Recovery, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 29 dicembre: con quel provvedimento da un parte ha previsto sanzioni di 30 euro, più il 4 per cento del valore della transazione per chi non si fosse adeguato; dall’altra ha deciso di far slittare l’entrata in vigore dell’obbligo da gennaio 2022 a gennaio 2023.

Ora lo stesso esecutivo nella bozza del “decreto Pnrr 2”, il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri per centrare i traguardi di fine giugno del Piano nazionale di ripresa e resilienza, rimette mano ai tempi: le multe per gli esercenti che non consentiranno i pagamenti con questo strumento scatteranno dal 30 giugno (e non più dunque dal 2023). La sanzione sarà di 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento. Un esempio: per un pagamento negato con carta elettronica da 25 euro, l'esercente dovrà pagare una multa di 31 euro.

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Il decreto crescita sotto l’esecutivo Monti

È una storia che parte da lontano, almeno dal 2012, quindi dieci anni fa. Con il cosiddetto “decreto crescita 2.0” (decreto-legge 179/2012, articolo 15, comma 2) l’esecutivo Monti prevede una stretta dal 1 gennaio 2014 per chi non accetta pagamenti con il Pos. A stretto giro il ministero dello Sviluppo economico fissa una soglia oltre la quale scatta l’obbligo di accettare il Pos: 30 euro; quindi un nuovo provvedimento sposta l’entrata in vigore dal 1° gennaio 2014 al 30 giugno 2014, senza però prevedere alcuna sanzione per chi la disposizione.

Il Governo Renzi e la legge di stabilità del 2016

Dopo l’esecutivo Monti, è il turno di quello Renzi: la legge di Stabilità del 2016 introduce l’obbligo di possesso del Pos per gli esercenti e i professionisti e abbassa anche la soglia entro la quale va accettato il pagamento elettronico: non più 30 euro ma 5. Il passaggio alla moneta elettronica non è però completo: manca infatti ancora il provvedimento attuativo che introduce le sanzioni per chi non si adegua all’obbligo del Pos. Un disegno di legge ci sarebbe pure, ma rimane sulla carta, insomma non viene approvato. Il provvedimento che si è arena avrebbe previsto una sanzione amministrativa pecuniaria di importo pari a 500 euro per chi non si fosse dotato di un Pos.

Il Conte II e il dl fisco

Poi è la volta del Governo Conte II: nel dl fisco, ossia il decreto collegato alla manovra 2020 (dl 124/2019, articolo 23) viene previsto che dal 1° luglio 2020 sarebbe scattata la sanzione di 30 euro più il 4% dell’importo rifiutato. Tuttavia a seguito delle polemiche di commercianti ed esercenti in fase di conversione del provvedimento la parte delle sanzioni viene meno. Il resto è storia recente.

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