L’ESAME IN COMMISSIONE ALLA CAMERA

Come cambia il decreto fiscale: sanzioni sul Pos verso il taglio

La maggioranza studia come ridurre le sanzioni per chi nega l’utilizzo del Pos e come far slittare a luglio le penalità per eserventi e commercianti che non consentiranno ai contribuenti alla lotteria degli scontrini. Sul tavolo anche il taglio alla sanzione da mille euro per ogni delega di pagamento non inviata in caso di controlli sulle compensazioni indebite

di Marco Mobili


L’economia spiegata dal nano: i pagamenti elettronici

3' di lettura

Ridurre le sanzioni per chi nega l’utilizzo dei Pos, far slittare a luglio quelle per gli esercenti che non consentiranno ai contribuenti di partecipare alla lotteria dello scontrino e un taglio alla sanzione da mille euro per ogni delega di pagamento non inviata in caso di controlli sulle compensazioni indebite.

C’è poi l’Iva agevolata per l’igiene intima femminile, ancora in cerca di copertura e dove tra le ipotesi circolate spiccano la rimodulazione verso l’alto dell’Iva applicata ai confetti o alle patatine fritte (oggi scontano l’aliquota ultraridotta del 4%). Coperture permettendo, l’orientamento della maggioranza sarebbe comunque quello di dare il via libera solo all’emendamento che riduce l’Iva al 10% sui prodotti di igiene riciclabili.

Il nodo degli appalti
I nodi maggiori sono, però, ancora sulle ritenute negli appalti. L’obiettivo resta quello, avanzato soprattutto dal Pd, di semplificare la procedura con una comunicazione preventiva alle Entrate, e ridurre l’ambito di applicazione prevedendo delle soglie agli appalti e ai servizi sotto la quale le nuove misure sulle ritenute non si applicano (ad esempio i condomini per servizi di pulizia delle scale e per quelli di giardinaggio). In sostanza la nuova norma che dovrebbe uscire dalla riscrittura degli emendamenti finirà per mettere nel mirino della stretta antievasione soprattutto la somministrazione di manodopera.

La riscrittura delle regole sui Pir
La riscrittura delle norme sui Piani individuali di risparmio (Pir), invece, passerà tra un confronto diretto tra Mise e Mef per rivedere i vincoli introdotti nel 2019 dal passato Governo.

Le manette agli evasori
Mentre sui reati tributari la partita è, tutta o quasi, in mano alla Giustizia che ieri sera ha presentato le sue ipotesi di modifica con un aumento delle pene solo per le frodi e l’applicazione della «231» sulla responsabilità delle imprese solo per i reati più gravi. Ma, come precisato dalla relatrice al Dl e presidente della commissione Finanze, Carla Ruocco (M5S), «rivedere le sanzioni sugli omessi versamenti non può prescindere da un’attenta analisi su come si inquadrano gli omessi versamenti: non tutti derivano da contribuenti in difficoltà».

Intanto la commissione Finanze prende tempo e nella seduta mattutina del 21 dicembre ha accantonato tutte le proposte di emendamento sull’articolo 39 del decreto fiscale, quello appunto dedicato ai reati tributari.

La riapertura della pace fiscale
Allo stesso tempo potrebbe concretizzarsi la stabilizzazione della definizione agevolata delle liti pendenti, così come una nuova edizione (sarebbe la quarta) della rottamazione delle cartelle, che si andrebbero ad aggiungere alla proposta del Pd sulla sanatoria degli avvisi bonari. Governo e maggioranza per il momento hanno accantonato le tre definizioni agevolate per una riflessione più approfondita, anche perché Leu ha manifestato la sua netta contrarietà. Forse qualche chance in più potrebbero averla le sanatorie su avvisi bonari e liti pendenti. Quest’ultima, tra l’altro, ha dalla sua gli 800 milioni incassati e il taglio del contenzioso in tutti i gradi di giudizio.

Le imposte locali
Sul fronte delle tasse locali, invece, va registrata l’intenzione della maggioranza di rinviare al 30 aprile il termine per l’approvazione delle tariffe della «nuova Tari» che dal prossimo anno sarà soggetta alla regolamentazione di Arera. Sul tutto il pacchetto degli enti locali è intervenuto anche il premier Giuseppe Conte che all’assembla dell’Anci, in corso ad Arezzo, ha promesso l’impegno del Governo per evitare tagli, rendere strutturale il fondo periferie e aumentare le indennità degli amministratori locali.

Testo in Aula alla Camera il 2 dicembre
Per capire come sarà rivisto e corretto il decreto fiscale collegato alla manovra bisognerà aspettare ancora qualche giorno. L’approdo in Aula del provvedimento è slittato al 2 dicembre. L’esame sui correttivi entrerà nel vivo solo nei prossimi giorni, e proseguirà comunque fino a tutta la giornata di lunedì 25 novembre.

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