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Sap Now 2021: digitale e Big Data, le chiavi di volta della transizione sostenibile

Conclusa la prima delle due giornate di dibattiti nell’ambito del convegno Sap sull’innovazione. 50 partner per l’evento che si chiuderà il 28 ottobre

di Davide Madeddu

4' di lettura

I dati prima di tutto. È una partita che complessivamente vale 350 miliardi di investimenti e in cui si gioca la sfida della transizione ecologica. Dove anche le imprese (piccole e grandi) intervengono in maniera importante con l’immissione nel sistema di risorse proprie. Uno scenario in continua evoluzione, descritto nel corso del convegno dal titolo “Digitali e sostenibili: nuove performance d’impresa” con cui si è aperta la due giorni di convegni Sap Now, realizzata in collaborazione con Il Sole 24 Ore, e con la partecipazione di oltre 50 Partner, che vede il sistema imprenditoriale impegnato in un viaggio all’insegna della transizione ecologica, della sostenibilità e dell’economia circolare. Tra i protagonisti dell’intenso dibattito è stato Marco Gay, presidente di Confindustria Piemonte: «La transizione ecologica – ha detto – è stimata per l’Italia in 350 miliardi di investimenti, se pensiamo che soltanto su questo tema il Pnrr prevede il 6 per cento dell’allocazione delle risorse è chiaro che il resto degli investimenti deve arrivare dalle stesse aziende – ha affermato Gay, che è anche presidente di Anitec-Assinform –. In questa sfida molte aziende sono presenti e attive, altre sono ancora indietro, e altre ancora si stanno impegnando a recuperare chi è rimasto indietro».

L’A.I. al servizio della sostenibilità

Ed è proprio in questo percorso irto di ostacoli (che molte aziende hanno già intrapreso) che inizia a diventare centrale il tema degli obiettivi strategici di lungo periodo e degli strumenti più idonei per conseguirli; per esempio l’intelligenza artificiale, anche applicata al tema della sostenibilità che, come ha sottolineato Emmanuel Raptopoulos, Amministratore Delegato di SAP Italia: «Non è soltanto un tema legato all’etica» e dove assume un ruolo sempre più importante l’economia circolare. «Se riusciamo ad applicare anche a questi temi le tecnologie più innovative disponibili – dice Raptopulos – le aziende avranno maggiori possibilità di competere al meglio sul mercato mondiale». Una sfida che passa dallo sfruttamento «dei dati» cui è legata la trasformazione dei servizi, con un’attenzione particolare per i giovani della «generazione Z».

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Tecnologie e ambiente

Il tema delle tecnologie nel corso del dibattito è apparso importante anche sotto un altro aspetto: quello della sostenibilità come vincolo cogente sia in temi di costi per le imprese e più in generale del sistema Italia. In altri termini: quanto il concetto della sostenibilità ambientale sia anche economicamente sostenibile. Ed è qui che tecnica e tecnologia, nelle sue diverse declinazioni, diventano importanti. A sottolinearlo è stata la sottosegretaria del ministero della Transizione ecologica Vania Gava: «per tutelare l’ambiente non dobbiamo fermare tutto – ha detto – ed è proprio la tecnologia, che è frutto di investimenti e ricerca, lo strumento che ci può aiutare per continuare nel processo della transizione ecologica che è il fattore fondamentale e si traduce in sviluppo sostenibile».

I fruitori delle tecnologie

Fabio Tomassini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Gruppo Risparmio Casa, gruppo attivo nella distribuzione retail, specializzato in prodotti per la casa e la famiglia, ha analizzato il tema delle tecnologie dal punto di vista dei suoi fruitori: «Dal nostro punto di vista il tema dell’innovazione non si pone tanto dal lato della progettazione di nuove tecnologie, quanto nell’adottarle e sfruttare ogni loro potenzialità per raggiungere i nostri target di innovazione e di sostenibilità». Sulla stessa linea sono apparsi Matteo Bianchini, Chief Digital Officer di Design Holding, holding specializzata nello sviluppo di talenti nel campo del design di alta gamma.

Innovazione e tradizione

In questo quadro complesso in cui operano sia aziende innovative sia imprese tradizionali il tema della digitalizzazione diventa poi necessario e anzi fondamentale, come sottolinea Alvise Biffi, Vice Presidente Organizzazione, Sviluppo e Marketing di Assolombarda. «Il tema positivo è che c’è margine di crescita sull’impresa italiana - dice -. C’è molta strada da fare ma il contesto pandemico ha accelerato questo processo generando vincoli che hanno costretto anche le aziende più restie a lanciare il cuore oltre l’ostacolo nei processi di digitalizzazione». Quanto ai rischi, «la trasformazione delle competenze da cambiare all’interno dell’asset aziendale e il perimetro della Cyber security».A giocare la carta della digitalizzazione e innovazione tecnologica anche Carrefour, come rimarca la Cio Alessandra Grendele e Melany Libraro, chief digital officer di Ariston group, che sottolinea come «il digitale sia lo strumento necessario per la smart home, generando risparmi, di consumi energetici e di costi».

Espansioni e acquisizioni all’estero

«La nostra è un’azienda che si basa e caratterizza per una cultura che guarda al continuo miglioramento. In questi anni si è seguita anche la strada dell’espansione all’estero: Australia, Europa, Asia e mercati statunitensi abbiamo avuto una crescita significativa - dice Nicola Calzolari di Permastelisa -. Nella nostra attività c’è una forte attenzione all’innovazione alle tecnologie avanzate e allo sviluppo delle conoscenze». Sulla stessa lunghezza d’onda Alfio Dorigo, Unit Leader, ICM.S (parte di Accenture), Filippo Carzaniga di Fimer, («operativa da 80 anni, e con 12 anni di consapevolezza sostenibile»), e Roberto Gemma, Ceo di Altea Up.

L’importanza dei Big Data

A sottolineare l’importanza dei dati, necessari a far muovere il sistema, è stato poi Angelo di Gregorio dell’università Bicocca di Milano. «La quarta rivoluzione industriale è già iniziata e parte proprio dai dati. Ad aprire questa strada è stato sicuramente l’uso degli smartphone che hanno cambiato anche il modo di lavorare». Punto di partenza per questa rivoluzione che va a interessare tutti i settori sono comunque i dati: «Se non ci sono i dati e non ci sono le informazioni non ci può essere il resto. La sfida e la rivoluzione parte proprio da qui».

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