anniversari

Sapientino compie 50 anni: la sfida vinta dei giochi educativi

di Michele Romano

2' di lettura

Compie 50 anni Sapientino che, per intere generazioni di bambini, è molto più di un gioco. L’idea venne nel 1967 a Mario Clementoni, l’industriale maceratese che lavorava in un’azienda di strumenti musicali a Pesaro e che decise di mettersi in proprio, inventando un nuovo segmento di mercato, in una fase storica in cui l’industria italiana guardava con interesse soprattutto ai beni di prima necessità per colmare le difficoltà del periodo post bellico. Ricorda oggi il figlio Giovanni, ceo dell’azienda: «L’intuizione fu di pensare che attraverso il gioco il bambino potesse essere aiutato nel suo percorso di crescita».

Dodici anni dopo, viene lanciato sul mercato il primo Sapientino Bambina, con scatola rigorosamente rosa, espressamente dedicato alle bambine, «il primo passo di un allargamento della gamma basato su argomenti sempre più specifici» e, al tempo stesso, la conferma di una strategia aziendale che regge ancora oggi: i giocattoli Clementoni sono diventati veicoli di contenuti utili, indipendentemente dalla loro morfologia.

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Fedele alla sua mission educativa e attenta ai cambiamenti socioculturali e alle esigenze delle nuove generazioni, dal 2014 l’azienda ha avviato un percorso all’avanguardia attraverso l’ideazione di giochi legati a tematiche innovative e cariche di potenziale formativo. «Siamo stati tra i primi sul mercato italiano del giocattolo – spiega l’amministratore delegato - a credere nel metodo Stem (innovativo approccio per insegnare scienze, tecnologia, ingegneria e matematica, ndr.), individuando gli ambiti della robotica educativa e del coding per arricchire l’offerta di giochi».

Nascono così i robot progettati per avvicinare i bambini ai rudimenti della programmazione fin dall’età prescolare: l’ultimo prodotto si chiama Doc, il robottino educativo parlante, «con il quale i bambini dai 4 ai 7 anni vengono accompagnati nell’apprendimento di lettere, numeri, colori e forme e aiutati a sviluppare la creatività, le capacità logiche e di risoluzione dei problemi, dove l’errore non è sinonimo di fallimento, ma è il punto di partenza per l’apprendimento».

Oggi, la Clementoni conferma «la naturale vocazione di azienda manifatturiera a carattere», che oggi realizza l’87% della produzione totale, in numero di pezzi, nello stabilimento di Recanati, «dove sono stati riportati a casa molti processi produttivi precedentemente delocalizzati all’estero».

Il fatturato consolidato ha toccato 188 milioni (anno fiscale Aprile 2016 - Marzo 2017), il 60% generato all’estero grazie a una presenza solida in 15 europei, dove operano 9 filiali commerciali, e una sede operativa ad Hong Kong. Sono 60 i giovani ricercatori che all’interno dello stabilimento di Recanati si occupano di ricerca e innovazione: «Insieme al continuo sviluppo dell’export – sottolinea Clementoni – sono il nostro punto di forza e la conferma di una scelta strategica, sulla quale investiamo il 4% del fatturato consolidato: sono loro a ideare, progettare e sviluppare un’ampia gamma di giochi educativi».

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