Vino

Sapori di sicilia per il 73° vintage di Moët & Chandon

di Vittoria Alerici

2' di lettura

Champagne e Sicilia. Un accostamento ardito. Che però si è perfettamente compiuto l'altro giorno a Milano. Protagonisti: i due Grand Vintage 2009 Moët & Chandon e la cucina avvincente del giovane chef Federico La Paglia, patron del Sikélaia, il nuovo indirizzo milanese dei sapori dell'isola.

Era il 1842 quando per la prima volta Moët creava il Grand Vintage, in risposta alla domanda dei consumatori britannici e americani che cercavano uno champagne più pregiato e maturo.

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Da allora sono 73 i millesimati usciti dalle cantine della maison, le più lunghe della Champagne, con i loro 28 chilometri di snodo.

Oggi sono frutto del lavoro dello chef de cave Benoît Gouez che interpreta ogni vendemmia all'insegna di tre grandi cardini. Grandeur: Moët ha accesso a circa il 70% dei Premier Cru di Champagne e al 100% dei Grand Cru. Generosità: quella che la Maison interpreta con la sua devozione a uno stile fruttato, vivace, non ossidativo. Innovazione: quella avviata nel 1743 da Claude Moët e portata avanti sino ad oggi, con testimonial d'eccezione, a partire da Madame de Pompadour secondo la quale lo Champagne è l'unica cosa capace di esaltare la bellezza di una donna.

Moët & Chandon Grand Vintage 2009, maturato per sette anni e 73° vintage della Maison, è espressione di un raccolto incomparabile. È uno champagne extra brut con un'influenza distintiva di Pinot Noir (50% del suo assemblaggio) perché dopo varie annate in cui lo Chardonnay è stato dominante, il Pinot Noir è al centro della scena nel 2009.

Nonostante un inverno rigido e una primavera particolarmente piovosa, l'estate calda e soleggiata ha prodotto un raccolto abbondante e ha permesso alle uve del Pinot Noir - più mature e sane - di raggiungere un equilibrio perfetto.
Per i Grand Vintage 2009 - nella versione Rosé il Pinot Noir sale al 59% - acidità ideale e grande potenziale di invecchiamento: nella degustazione sono stati accostati alla storica annata del 2002 e a un 1990 (sboccatura nel 2003) di straordinaria personalità.

Inusuali ma azzeccati gli accostamenti con la cucina siciliana (alleggerita e resa più contemporanea) dello chef premiato come sorpresa dell'anno da Indentità golose.

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