ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùSale in Zucca

Sarà un altro Natale difficile, ma ci sono più possibilità di voltare pagina

Dodici mesi fa dicevamo «spes ultima dea», ma oggi non siamo più all’ultimo stadio: potremo ancora voltar pagina

di Giancarlo Mazzuca

(LAPRESSE)

2' di lettura

Anche quest’anno il bianco Natale non ci sarà perché stiamo andando incontro ad un altro Natale nero. A parte l'andamento del Covid con la variante Omicron che preoccupa tutti, tra quotazioni del greggio e prezzi energetici alle stelle, bollette della luce a 24 carati e costo della vita che risale a livelli mai visti negli ultimi tempi, le prossime feste non promettono nulla di buono. E ci viene pure un gran magone pensando che neppure due anni fa, all'inizio del 2020, c'erano “traders” petroliferi che, pur di sbarazzarsi del Brent - il petrolio del Mare del Nord - invenduto, erano anche disposti a pagare di tasca propria.

Un anno fa situazione disastrosa

Sì, non possiamo certo essere molto allegri ma non dobbiamo neppure strapparci troppo le vesti ricordando che dodici mesi fa eravamo messi ancora peggio. Sono, infatti, andato a rileggermi le cronache dei quotidiani nei giorni precedenti il Natale dell'anno scorso e debbo ammettere che la situazione era allora davvero disastrosa. Tra “lockdown” e “blackout” vari, l’attività di molti settori era andata sottozero: è il caso del turismo, con alberghi, ristoranti, bar ed esercizi commerciali letteralmente chiusi, anzi sprangati.

Loading...

Economia ferma lo scorso dicembre

Bloccate anche molte altre attività, a cominciare da quelle che puntano sull'export: quali esportazioni potevamo avere se c'era per noi divieto assoluto di varcare i confini italiani? La produzione industriale era precipitata così in basso come mai era successo ed anche i comparti considerati i nostri punti di forza avevano visibilmente perso quota: è il caso di quello automobilistico che era crollato del 14%. E quale fine peggiore poteva esserci per l'ormai defunta Alitalia? Sì, nel dicembre dell'anno scorso eravamo davvero alla frutta: l'allarme a 360 gradi portò, due mesi dopo, alla fine del Conte-bis e allo sbarco a Palazzo Chigi di Mario Draghi nel disperato tentativo di evitare che la nave tricolore affondasse come il Titanic.

I segnali di ripresa

Ecco, considerando la situazione disastrosa dell'altro Natale, dobbiamo affrontare quest’emergenza-bis con un po’ di ottimismo in più: abbiamo bisogno di tante speranze. Ed è oggi più che mai valida la dichiarazione che mi fece un anno fa il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli. Mi disse: «Tutto sta rallentando, in Italia meno che altrove». Tanto più che adesso, nonostante le solite Cassandre, non siamo più gli ultimi della classe in Europa (un esempio: se in novembre il costo della vita nel Belpaese è salito del 3,8%, in Germania ha addirittura raggiunto il 6%).

Voltare pagina

Insomma, se all'inizio del 2021 eravamo stati capaci di risalire la corrente, adesso abbiamo molte più possibilità di voltar pagina. Dodici mesi fa dicevamo «spes ultima dea», ma oggi non siamo più all'ultimo stadio: potremo ancora voltar pagina.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti